In cammino pastorale tra tradizione e rinnovamento

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Nel momento in cui Monsignor Giambattista Targhetti si accinge, dopo un lungo servizio pastorale, a lasciare la nostra parrocchia, viene spontaneo tracciare una breve sintesi di un parrocchiato che ha segnato la vita della nostra comunità. Gli anni che vanno dalla fine del secolo scorso ai nostri giorni sono stati senza dubbio ricchi di fermenti e mutamenti rapidi che, dal punto di vista ecclesiale e pastorale, hanno richiesto risposte, interventi e percorsi nuovi.

Mons. Giambattista, trovandosi di fronte ad una realtà postconciliare che stava secolarizzandosi, ha avuto il merito di rinnovare la vita parrocchiale nel rispetto delle tradizioni lenesi. La via maestra del suo impegno pastorale è stata caratterizzata dalla nuova evangelizzazione imperniata su una fede vissuta attraverso la testimonianza e la missionarietà. La fede come più volte è solito sottolineare nei suo interventi scritti e nella predicazione, è un dono che viene dall’alto; chi ha la fortuna di averla ricevuta, oltre a sentire il bisogno di valorizzarla e irrobustirla, è spinto a comunicarla e a diffonderla quasi per contagio.

Non si spiegherebbe, e lui stesso spesso sottolinea, come da un gruppo ristretto di dodici apostoli, titubanti e timorosi, grazie all’illuminazione dello Spirito Santo, la fede attraverso i secoli abbia generato e sostenuto la Chiesa. Lo stile pastorale del nostro Abate ha avuto come sbocco naturale l’avvio di una rinnovata catechesi imperniata sulla “Nuova evangelizzazione”: I genitori sono i primi responsabili del cammino di fede dei figli attraverso la riscoperta dei sacramenti.

Monsignor Targhetti ha avuto anche il merito di armonizzare e valorizzare la vita e le attività delle varie associazioni e aggregazioni parrocchiali, nella convinzione che il servizio e la testimonianza evangelica hanno valore se sorretti dalla Carità che esclude ogni forma di competitività e personalismi. Non spetta a me dare un giudizio sulle attività più propriamente strutturali e amministrative della parrocchia. Mi soffermo soltanto su alcuni tratti della personalità del nostro parroco, limitandomi allo stile della predicazione e alle capacità di relazione. La sua predicazione risulta varia, ricca di riflessioni ed efficace perché egli sa unire, attraverso la parola e il gesto, la semplicità alla profondità. La vivace intelligenza gli permette, anche nelle occasioni più impegnative di comunicare e trasmettere contenuti e messaggi che sanno coinvolgere e arricchire l’assemblea che lo ascolta. Per questo lo si potrebbe definire un predicatore mente e cuore.

Sento il dovere, nella circostanza in cui Monsignor Giambattista celebra il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale, di esprimere il mio augurio, la mia gratitudine al parroco per l’affetto fraterno con cui mi ha accolto e ha saputo valorizzarmi in questi ultimi dieci anni trascorsi a Leno come “Presbitero collaboratore”. La confidenza e l’amicizia hanno creato un clima direi di fraternità e hanno reso piacevole la mia permanenza nella comunità lenese. Anche se il futuro sta per dividerci sono convinto che le belle esperienze vissute a Leno con Monsignor Abate e i cari confratelli rappresentano una risorsa che ci permetterà di farci sentire uniti nel ricordo e nella preghiera.

Don Luigi Corrini

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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