In Ascolto

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In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle nostre Parrocchie
Resoconto del Consiglio pastorale delle tre Parrocchie

Sollecitati dal nostro Vescovo Pierantonio, che invita tutte le comunità a mettersi in ascolto di ciò che lo Spirito Santo può dirci in questa esperienza dell’epidemia, i Consigli pastorali di Leno, Milzanello e Porzano si sono riuniti in assemblea la sera dell’otto giugno 2020.
Il confronto, intenso e partecipato, si è svolto attorno a tre domande, che vengono qui presentate insieme ad una breve sintesi degli interventi.

Che cosa hai provato in questo periodo del “coronavirus”?

Gli interventi si sono concentrati soprattutto su questi elementi: “Tanta paura e smarrimento”; “tanta preoccupazione”; “ansia di proteggere me e i miei familiari”; “tanto dolore per i malati e, soprattutto, per i morti, non solo per la perdita di persone care, ma anche per il modo con cui se ne sono andate”; “l’angoscia della solitudine”; “più che una clausura (che è scelta liberamente), è stato un carcere imposto, sia pure leggero”.

Cosa ti ha insegnato questa esperienza?

Il fatto di stare tanto tempo a casa, ha spinto a dover riorganizzare il tempo; ha insegnato l’importanza di trovare tempi più lunghi e distesi per pensare e pregare.
Il pensare, poi, ha avuto come effetto di rivedere l’impostazione di una vita spesso troppo frenetica, per ricuperare ciò che è essenziale. E l’essenziale sono le relazioni, a volte difficili, ma indispensabili.
Quanto alla preghiera: è ciò che ha sostenuto tante persone; ha dato speranza e, in certi momenti, ha impedito di cadere nella disperazione. Ho imparato, dice qualcuno, a pregare pensando agli altri, a quelli che erano ammalati, soli, moribondi, in pianto. Ho anche pensato a quanto tempo ho perso nella mia vita; tempo prezioso che potevo dare a Dio e agli altri
Qualcuno sottolinea anche di aver capito che la scienza non è poi così certa e sicura; spesso ha dato l’impressione di essere un insieme di opinioni discordanti.
Proprio l’assenza degli incontri comunitari, dice qualcun altro, mi ha insegnato la bellezza di appartenere a una comunità cristiana che, anche attraverso i messaggi e le telefonate dei sacerdoti, non ti abbandona; la bellezza di poterci trovare insieme a celebrare, pregare e cantare, rivedere i volti degli amici. Nello stesso tempo, però, il non poter partecipare alle celebrazioni comunitarie, ha portato a riconoscere maggiormente la presenza del Signore nella vita, nella storia, nella sofferenza, nelle vicende umane e nelle nostre case. Si è scoperto che noi incontriamo realmente il Signore non solo in chiesa o nei sacramenti.
Altri dicono di aver sentito maggiormente il senso di responsabilità nei confronti degli altri e del mondo: rinunciare a qualcosa, per non rovinare gli altri, è bello.
È stato bello anche riscoprire la dimensione familiare della vita cristiana: pregare insieme; partecipare insieme alla Messa trasmessa via radio o televisione; giocare insieme e ascoltarsi di più; ecc.

Quali ricadute per le nostre comunità parrocchiali?

Giunge in primo luogo la sollecitazione a non lasciar cadere alcune esperienze risultate positive in questo tempo: l’utilizzo dei “media”; le trasmissioni youtube; la lectio divina; i messaggi; le telefonate; ecc.
C’è anche chi ha fatto presente che questa esperienza ci sollecita a ripensare la nostra pastorale, soprattutto in vista dello svuotarsi sempre più delle nostre chiese; a cercare vie nuove, soprattutto per agganciare i giovani; a puntare di più sull’essenziale; a ricuperare la vita cristiana familiare e domestica; a spronare di più la soggettività e responsabilità dei laici, perché i preti possano dedicarsi di più alle priorità del loro ministero (annuncio della Parola, celebrazione dei sacramenti, preghiera di intercessione, cura delle relazioni personali e della direzione spirituale; ecc.).
Inoltre, questa esperienza dice alle nostre comunità di riflettere di più e diventare più mature su alcuni temi e aspetti critici della vita, quali: la sofferenza, la fragilità, il male, la morte, il mistero che ci avvolge. Su questi aspetti anche noi cristiani ci siamo trovati fragili, scoperti e impreparati.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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