Il vescovo Pierantonio a Leno

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Nei giorni di giovedì 19 e venerdì 20 aprile il nostro Vescovo ha vissuto due giornate a Leno, per incontrare i sacerdoti della Zona XII della nostra Diocesi, a cui appartengono le parrocchie di Castelletto, Comella, Fiesse, Gambara, Gottolengo, Leno, Milzanello, Milzano, Pavone del Mella, Porzano, Pralboino e Seniga.

Nella prima mattinata ci siamo incontrati nella “sala verde” dell’oratorio e, dopo la preghiera comunitaria dell’ora media, il Vescovo ci ha proposto un’intensa  “lectio divina” sul testo di Luca 22, 31-46, là dove Gesù, dopo l’ultima cena, prepara i discepoli alla tentazione e alla prova, assicurandoli della sua preghiera perché siano capaci di superarle. 

Nella sua distesa proposta il Vescovo ha esposto il metodo della “lectio divina”, raccomandandoci che sia magari breve, ma quotidiana per noi sacerdoti e di proporla e insegnarla ai fedeli.

Nella meditazione mons. Pierantonio, come Gesù ai suoi discepoli, ci ha chiesto la vigilanza e l’esercizio del coraggio e della fortezza, perché la tentazione e la prova arrivano per tutti, nel momento più inaspettato. Allora ci ha sollecitato alla perseveranza nella preghiera per essere pronti in ogni momento, in modo da mantenere salda la fede e la libertà di consegnarci al Padre, come ha fatto Gesù, perché anche in noi si compia la sua volontà e ci renda forti nella lotta quotidiana contro il male e il maligno.

Il Vescovo, poi, per sollecitare la riflessione personale e la condivisione, ci ha posto alcune domande: che cosa significa credere? In che rapporto sta l’esperienza della prova con quella della fede? Qual’è la differenza tra la tentazione e le tentazioni? Io ho fatto esperienza di tentazioni?

Il pomeriggio è iniziato con il pranzo consumato insieme con tutti i sacerdoti della Zona in canonica, preparato con disponibilità generosa da Luciano e Renato e servito con cura da Daniela, Emilia, Rosa e Paolo. La sala, preparata per l’occasione da Paolo, Sergio e Luigi, era quella del Consiglio pastorale. Questo momento conviviale è stato vissuto nella più vera e profonda cordialità e fraternità, come in una bella famiglia. Ci siamo scambiati pareri sui vari temi pastorali, abbiamo ascoltato le prime impressioni del Vescovo riguardo la Diocesi e i suoi preti, ci siamo lasciati andare anche a qualche battuta per suscitare ilarità e gioiosa conversazione. Davvero un clima di amore fraterno.

Da dopo il pranzo il Vescovo ha iniziato l’incontro personale con ogni sacerdote per approfondire la conoscenza e la relazione personale. Qui non posso certo riferire nient’altro se non che, generalmente, i sacerdoti hanno espresso compiacenza per la cordialità, l’affabilità e la famigliarità del Vescovo Pierantonio, che ha dimostrato un vero amore paterno e il desiderio di entrare in una relazione che gli permetta di esercitare il meglio possibile il suo ministero prima nei confronti dei presbiteri per arrivare, anche grazie a loro, il più vicino possibile ai laici, alle famiglie e agli ambienti di vita dei fedeli della “sua” Chiesa.

Il mattino di venerdì alle ore 07 ha presieduto la Messa concelebrata da mons. Cesare Polvara, che lo accompagnava nei due giorni, e da me nella cappella delle nostre Suore, dando anche a loro un segno forte di vicinanza e di gradimento della loro presenza, della loro testimonianza e del loro servizio pastorale. Anche qui ha rivolto un pensiero di meditazione per rafforzare e confermare la fede e ci ha sollecitato all’intimità con Gesù, perché l’opera che compiamo porti i frutti che il Signore desidera.

Le nostre suore hanno offerto una semplice, ma buona colazione e il Vescovo si è fermato volentieri a conversare con loro, informandosi circa il loro carisma, la loro provenienza e il loro servizio qui a Leno.

Mons. Tramolada questo venerdì ha pranzato coni i sacerdoti di Leno con la stessa cordialità e famigliarità del giorno prima, restringendo la conversazione alla nostra realtà di Leno, del suo presbiterio, della sua collocazione geografica, del suo cammino di fede e della sua realtà socio-culturale.

Nel pomeriggio ha terminato gli incontri personali con i sacerdoti, ci ha salutato e ringraziato e, prima di tornare a Brescia, si è recato in visita ad un sacerdote ammalato della nostra Zona e alla chiesa di Comella.

Noi non possiamo che ringraziare il Signore per questo dono di grazia che ci ha fatto ed esprimere tanta gratitudine anche al nostro Vescovo, assicurandogli il dono più prezioso che possiamo offrirgli e che lui si aspetta da noi: la preghiera.

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