Il soffio dello Spirito sulla nostra comunità

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Lo scorso ventisette maggio la nostra comunità si è messa in preghiera ed ha particolarmente invocato lo Spirito Santo affinché fosse presenza viva e vivificante per ciascuno di noi e in special modo per i ragazzi che hanno celebrato il Sacramento della confermazione. Il gruppo composto da settantuno ragazzi è stato accompagnato per sette anni attraverso un percorso di catechesi che li ha visti gradualmente inserirsi nella comunità dei grandi e che speriamo possa aver lasciato le basi per raccontare la fede e testimoniare la propria appartenenza a Cristo e alla Chiesa. E’ sempre bello riconoscere come gli sforzi, i progetti, i desideri messi in gioco per trasmettere la fede ai più piccoli, si “misurino” con la libertà dello Spirito di manifestarsi con i suoi tempi e i suoi modi e che vanno al di là di ogni nostra aspettativa. Perché dico questo? Perché belle sono state le testimonianze di alcuni ragazzi a proposito di come hanno vissuto la celebrazione e di come si sono preparati all’incontro con lo Spirito. “Ho chiesto allo Spirito Santo di aiutarmi a vivere secondo la sua volontà” mi ha raccontato una ragazza; “Ho detto al Signore di essere pronto a percorrere le strade che Lui desidera per me” mi ha confidato un altro. Sicuramente intensa è stata la partecipazione dei ragazzi, delle loro famiglie e di quanti erano presenti. Il celebrare è sempre un momento che fa da sintesi delle strade che si sono percorse ed è contemporaneamente un’apertura verso il mistero che mette in risalto non tanto l’ignoto di quello che accadrà ma la grandezza di un Dio che si rivela sempre eccedente in grazia e misericordia. Nell’omelia del delegato del Vescovo un passaggio credo abbia “fatto breccia” nell’attenzione di tutti: “Lasciate a Dio la libertà di stupirvi”. Nella fede crediamo che il Signore ha preparato il meglio per il nostro futuro, che certamente non vuol dire che ci aspetteranno solo cose piacevoli. Potrà succedere, anzi certamente accadrà, che ci verrà chiesto impegno, pazienza, sacrificio, ma sappiamo che saranno necessari per arrivare a cogliere quel “meglio” di cui prima parlavamo. Un sentito grazie a quanti, in questi anni, si sono spesi per creare a questi ragazzi, le condizioni per vivere al meglio il Sacramento della confermazione: ai catechisti, alle famiglie, ai Sacerdoti e alle religiose che hanno svolto il loro ministero, all’Oratorio, alla comunità che si è messa in preghiera. Tutti in qualche modo partecipiamo di una paternità o maternità verso questi figli e sentirceli nostri, ci aiuta a essere più famiglia.

Un catechista

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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