Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda la pace

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01 gennaio 2017

Siamo giunti al termine di questo giorno un po’ particolare, una giornata che dà inizio ad un anno nuovo, un anno del quale noi tutti abbiamo cercato di esprimere e dare il nostro augurio a molte persone, sia direttamente oppure con un susseguirsi di piccoli messaggi di auguri di un buon anno, un anno di felicità, un anno di pace. Una pace che tutti noi auspichiamo, una pace che il mondo, gli uomini, cercano costantemente, ma che purtroppo non riescono a raggiungere, una pace che si cerca di costruire a tavolino, ma purtroppo nonostante gli sforzi umani tarda ad arrivare, perché se guardiamo intorno a noi, in tanti luoghi della Terra ci sono ancora ingiustizie, guerre e calamità. Eccoci, questa pace è auspicata, e noi ci sforziamo di augurarla con tutto il cuore. Auguri che nascono indubbiamente da sentimenti di amicizia e di fratellanza, ma io credo che la pace, l’augurio più bello, ce lo possa suggerire, e ce lo suggerisce proprio oggi, la liturgia di questa prima giornata dell’anno, in cui ricorre anche la solennità di Maria madre di Dio, e nello stesso tempo anche regina della pace.

Una tradizione che trova la sua origine già nell’antico testamento, quando Dio invita Mosè a benedire il popolo, a sua volta Mosè dice al fratello Aronne di benedire ed invocare la presenza di Dio sul popolo di Israele. Ed è stupenda: ti benedica il Signore, e ti custodisca, il Signore faccia splendere per te il suo volto e ti faccia grazia, il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda la pace. Perché la pace vera viene soltanto attraverso la presenza dell’amore di Dio, quell’amore di Dio che si è manifestato proprio all’umanità nell’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo. Quel nome che oggi, otto giorni dopo il Santo Natale, era prescrizione che venisse portato il bambino al tempio per essere circonciso, e dare un nome ricordiamo che oggi possiamo dire che è la festa della circoncisione di Gesù e allo stesso tempo il nome di Gesù. Il nome di Gesù che significa “il Signore ti salva”, il Signore è con te, il Signore è sopra di te. Ecco questa realizzazione di quella benedizione la troviamo proprio nella presenza di Cristo Gesù che si è incarnato, il Dio che si è incarnato nel suo figlio Gesù Cristo.

Ecco allora diciamo il significato anche di questa ricorrenza, a questa ricorrenza che ci porta come dicevo all’inizio a considerare anche quella che è la pace, la vera pace. Perché solamente la pace vera, quella autentica, che non tradisce, non è costruita ma donata, è una forza di questa presenza che Dio ha sul suo popolo, su ognuno di noi. Siamo invitati a godere di questa pace ed essere costruttori di pace. Perché la pace è un dono che ci viene dato dal Signore, e proprio oggi noi chiediamo al Signore che ci dia la capacità di essere costruttori di questa pace: una pace vera, una pace duratura, che deve cominciare proprio dai nostri gesti di quotidianità, all’interno della nostra famiglia, nei rapporti con i vicini, superare quelle che sono piccole e tante volte grandi divisioni, il sapere che il Signore ci ha donato la pace e come discepoli siamo chiamati ad essere costruttori di questa pace. Maria santissima è la discepola del Signore.

Abbiamo sentito nella pagina del Vangelo di san Luca il racconto dell’annuncio degli angeli ai pastori, i quali si recano alla grotta e trovano Maria, Giuseppe ed il bambino deposto nella mangiatoia, e si mettono ad adorarlo. Ecco, dobbiamo dire che questa giornata, ha anche questo significato. Ci indica anche di scoprire quella che è l’adorazione, in questo caso della madre del Figlio di Dio, Maria santissima, la vera discepola del Signore, colei che ci guida e ci aiuta ad essere veramente discepoli del Signore. Perché se vogliamo incontrare Cristo Gesù non dimentichiamo una cosa: dobbiamo passare attraverso la porta che è Maria santissima. Maria santissima che ci aiuta ad incontrare il suo figlio Gesù, a vivere con lui quel dono della pace che ha portato nel mondo, perché con lui è la vera pace, con lui è il vero modo di vivere e di unirci gli uni gli altri. In questa giornata di Maria santissima madre di Cristo ma anche madre della Chiesa e nello stesso tempo regina della pace, siamo qui ad innalzare la nostra venerazione ed il nostro grazie a lei, prima discepola che è stata capace, come dice il Vangelo, a serbare nonostante tutto nel suo cuore tutte le cose che si dicevano del figlio. Quel figlio che lei ha messo al mondo ma che era più che consapevole che non fosse suo. Era donato da Dio per la salvezza dell’umanità. Ecco il nome di Gesù significa proprio “il Signore ci salva”. Ci salva attraverso il suo amore, il suo dono di sé. Ci salva attraverso la sua grazia, la sua presenza, la sua forza che ci aiuta a superare anche quelle difficoltà che incontriamo sempre nella nostra vita. Ieri sera in una celebrazione di ringraziamento per l’anno appena trascorso, abbiamo messo davanti al Signore momenti di gioia, anche di tristezza, che abbiamo incontrato. Nonostante tutto abbiamo detto grazie al Signore, perché se siamo arrivati alla fine dell’anno tutte le croci e le sofferenze non le abbiamo portate noi. Le ha portate con noi il Signore. I momenti di gioia che ci ha fatto sperare, ci ha fatto aprire il cuore verso una prospettiva nuova che è una prospettiva di pace, di comunione e di serenità.

Allora invochiamo in questa giornata la protezione e l’intercessione di Maria santissima, perché tutti noi siamo discepoli del Signore ed abbiamo il compito come lei di essere portatori di speranza e costruttori di una pace vera, una pace di condivisione, di accettazione e di amore fraterno. Lo chiediamo a Maria santissima madre di Cristo, ma anche madre nostra.

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