Il servizio alla chiesa, nella chiesa per il mondo

3

Venerdì 13 febbraio, il gruppo Pachisi, in occasione dell’incontro del venerdì, sul tema del servizio, si è recato a fare visita al nostro monsignore Don Giambattista. Vi proponiamo qui alcuni “passaggi” particolarmente salienti dell’incontro, svoltosi in una clima sereno, di confidenza, amichevole. Le domande che i ragazzi, in verità un po’ imbarazzati, hanno rivolto a Don Giambattista, sono state fra le più varie.

Michele, ha chiesto cosa si prova vivendo l’esperienza di entrare a contatto con il mondo del servizio missionario.

Don Giambattista spiega che le prime volte che ci si imbatte con queste realtà, si fa fatica a credere a ciò che si vede e si vive. Gli elementi di questa “confusione” sono fondamentalmente la grossa contraddizione fra le grandi città “occidentalizzate” e le sterminate bidonville della periferia. Ciononostante, dopo alcuni viaggi, si scopre che il clima in cui vivono, è si un clima estremamente bisognoso di aiuti, di sostegno, ma è altresì un clima molto positivo, coinvolgente, esistono valori come la solidarietà, la famiglia, la partecipazione e l’accettazione del dolore che qui da noi paesi “civilizzati” si sono persi.

Nicola, dopo aver premesso che fare servizio nei Luoghi “dimenticati” non è facile, ha chiesto cosa spinge una persona a continuare a farlo.

<< Quando si affrontano viaggi missionari di questo genere, si riesce a dare molto, ma altrettanto si riceve…>> spiega Monsignore. Ciò che spinge a ritornare è lo scambio grande di valori che avviene fra i missionari e la popolazione, è il cammino condiviso di crescita con i singoli individui, è la voglia di condividere la propria vita con quella degli altri fratelli.

Francesco, chiede quali siano gli ostacoli fra il diffondere il messaggio di Dio e la loro civiltà e la loro cultura.

Il primo problema, spiega l’abate, è innanzitutto la lingua che viene utilizzata, secondariamente i problemi sono appunto il modo in cui loro vivono le celebrazioni. Il loro stile di pregare, i significati che loro danno ai gesti. Unico modo per risolvere questo “problema” è fermarsi a dialogare con loro, ad ascoltarli; dopodiché è necessario capire e scoprire i loro valori, parificare i rapporti e alla luce di tutto questo cercare di “riesprimere” secondo il loro modo di vedere i valori cristiano che si vogliono “far passare”. Il tutto rimanendo fedeli all’insegnamento di Gesù ma anche alla lero tradizioni.

Claudia, infine, chiede se a distanza di anni sia più facile ricordare avvenimenti drammatici o felici del periodo di servizio alla Chiesa nel mondo.

<< In Questi viaggi, ho imparato a voler bene alla Chiesa, ho scoperto una chiesa giovane, libera, vivace, dei giovani, che difende, che protegge>> questo è il bilancio che Don Giambattista porta con se del suo periodo “missionario” anche se, comunque, non dimentica mai i suoi confratelli che a causa dei regimi totalitari venivano torturati e incarcerati. Il bilancio, ci assicura è sicuramente positivo e mi vede arricchito più che mai.

Grazie ancora al nostro MITICO monsignore!!!

•• •―•• / ••• • •―• •••― •• ――•• •• ――― / •― •―•• •―•• •― / ―•―• •••• •• • ••• •― ――••―― / ―• • •―•• •―•• •― / ―•―• •••• •• • ••• •― / •――• • •―• / •• •―•• / ―― ――― ―• ―•• ―――
ORANews

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


Commenti