Il senso della vita

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Incontrando un’amica o una persona cara, oltre ai soliti convenevoli, la domanda più frequente che si fa è la seguente: cosa desideri di più dalla vita?
La risposta è immediata: desidero solo un po’ di serenità e di pace nel cuore.

I giovani, soprattutto, sono alla ricerca spasmodica della felicità e vogliono divertirsi fino a giungere alla esasperazione; ma non è questa la strada.
La gioia e la serenità sono sentimenti che appartengono a tutti, non si comprano e non si vendono.

Dove li troviamo?

Papa Francesco invita ad entrare nei contenuti del santo Vangelo.
Il cristiano, cogliendo gli insegnamenti di Gesù abbraccia il suo stesso stile di vita e contestualmente scopre le ragioni del vivere e del morire.
Ricordo la pagina meravigliosa delle beatitudini (marco 5,3-12) nella quale Gesù mostra come deve essere il cammino di un cristiano.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni
sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.

Da questa scelta di vita nascono i sentimenti più profondi come l’amore, la gioia e la pace.

Più si è coerenti, più si è felici. Ecco il senso della vita.

Certo, per la fragilità umana e per tutte le sue contraddizioni, il percorso risulta arduo, faticoso e difficile.
Per giungere alla meta, uno strumento indispensabile è la preghiera. Forte, intensa e quotidiana, tale da divenire un vero e proprio dialogo con Dio.

Alla mente riaffiora un caro ricordo.
Da bambina, in famiglia con i nonni ed i genitori recitavamo il santo Rosario ogni sera, intorno al camino di casa o a volte anche in stalla. I cuori erano animati da una autentica fede, molto profonda, generata dalle sofferenze della guerra e da tanta povertà.

Crescendo in questa realtà, devo riconoscere il merito ai miei cari genitori per avermi insegnato i valori veri della vita cristiana.
A loro la mia più sincera gratitudine.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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