Il linguaggio della presenza

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Ciao a tutti, siamo, ormai prossimi al Natale e ci tenevo a salutarvi e fare quattro chiacchiere con voi.
Mi auguro stiate passando un buon periodo e abbiate quasi ultimato tutti i preparativi per la festa.
Avete fatto qualche regalo alle persone che amate? Bene! Non l’avete fatto? Beh, avete ancora un po’ di tempo. Se volete potete, anche riciclare qualcosa. L’importante è che il dedicarsi all’altra persona sia sincero.

Siete felici e magari anche soddisfatti di quello che fate? Ieri ho posto queste domande a due ragazzi in Oratorio ed essi mi hanno detto: “Eeeh don! Non è che si può avere tutto! Felici sì ma soddisfatti non tanto”. Io detto a loro: “Bravi, caspita!”. I loro sguardi erano un po’ perplessi.. E sì, avete ragione e siete proprio forti, perché non fate dipendere la vostra felicità solo da quello che fate, perché i nostri progetti a volte funzionano, a volte un po’ meno e a volte per niente. Però mi dite che siete felici. E che cos è che vi rende felici? Uno mi ha detto: “voglio bene alla mia ragazza” e l’altro un po’ sorridendo dice: “Beh la ragazza non ce l’ho però vado d’accordo coi miei”. Complimenti, sono d’accordo con voi. La felicità si può ottenere dalle relazioni con le persone e non c’è nulla di compensativo di questo.

Allora, fate di tutto per farvi voler bene e se poi facciamo lo sforzo di metterci nei panni degli altri che hanno i nostri stessi bisogni, dovremmo non solo fare di tutto per farci voler bene, ma far di tutto per volere bene agli altri. Ora non vorrei essere superficiale perché ci rendiamo tutti conto che molti di noi possono vivere situazioni di disagio, di sofferenza, magari anche perché soli. Anche se quello che andrò a dire sono, in definitiva solo parole, per questi molti, che hanno tutti un volto e un nome, dico che li ricordo con stima nella Santa Messa di Natale e che Dio, in Gesù, ha scelto il linguaggio della presenza, che alla fine è l’unico che conta per provare a dare quella felicità che si ottiene solo se sai di appartenere a qualcuno. Vi auguro di appartenere a Dio, dove l’appartenere non indica tanto di esserne la proprietà ma di sapere che Lui ci è in parte, ci cammina a fianco.

Buon Natale!!

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