Il giubileo della nostra Abbazia

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Celebrare un giubileo è cosa significativa e, in un certo senso, usuale: ne esistono tanti! Il giubileo di inizio del terzo millennio, Centesimus annus, cinquantesimo di matrimonio, di sacerdozio, di Vita Consacrata…

Noi vogliamo “giubilare” per un avvenimento che non può essere ignorato dalla nostra gente: la nostra chiesa, che vanta radici molto antiche e una storia densa di significato, che ci riporta ai Longobardi, il cui Re Desiderio ci ha portato i Benedettini con il loro celebre motto “ora et labora” (“prega e lavora”).

Quella storia che ha lasciato opere e segni è stata il motivo per cui cinquant’anni fa la nostra chiesa ha ricevuto dal Papa il titolo Abbaziale, per cui festeggeremo il giubileo durante le feste patronali, che termineranno con la festa di S. Benedetto l’11 luglio.

Da tempo stiamo preparando questa festa: nel mese di marzo, nelle domeniche di quaresima, sono stati organizzati pellegrinaggi  in alcuni monasteri benedettini, che ancor oggi sono impregnati di spiritualità fondata sulla regola di S. Benedetto. Abbiamo visitato Chiaravalle di Milano, il monastero di S. Giacomo a Pontida (BG), S. Maria delle Grazie a Milano, l’Abbazia di Praglia (PD). Ogni visita ha visto questi momenti: la preghiera dell’ora media o dei vespri con i monaci, la visita guidata e, infine, la meditazione della Parola.

Un clima di serenità, di gioia, di devota preghiera e di interesse si è creato nel gruppo di pellegrini, che ha raggiunto in totale un centinaio di persone. Qualcuno ha partecipato a tutti quattro gli appuntamenti, altri si sono distribuiti a seconda delle loro possibilità.

Ogni partecipante ha creato nel proprio cuore lo spazio per guastare l’esperienza di fede, nella quale è stata quasi palpabile la presenza di Dio nella preghiera, nell’ascolto, nell’ammirazione dell’opera compiuta da Dio attraverso la vita e il lavoro dei monaci.

E’ stato possibile ammirare le opere d’arte caratteristiche di ogni Abbazia, segno della fede e frutto dell’impegno, della volontà e dell’ingegno di tanti artisti, Abati, ma anche della generosità dei fedeli.

Ringraziamo il Signore anche per questa bella esperienza di fede e per la meraviglia che tutto ciò ha suscitato in noi.

Suor Maria Pia

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ORANews

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