I pensieri dei ragazzi

I pensieri di alcuni ragazzi di Porzano sull’emergenza Covid-19

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Il coronavirus ha colpito tutti noi, sia direttamente per chi ha perso il lavoro o è stato contagiato, che indirettamente, con la morte dei nostri cari.

Ci ricorderemo sicuramente il silenzio delle strade, rotto solo dalle sirene delle ambulanze. In questo periodo stiamo anche riscoprendo i valori umani, come l’importanza dell’amicizia e la solidarietà, cose che davamo per scontate e di cui solo adesso capiamo la vera importanza.

Tutti i giorni la speranza è importante per farci superare le difficoltà e in questo stanno aiutando le scritte fuori dai balconi, che ci invitano a sopportare le difficoltà, perché dietro ogni nuvola c’è sempre un arcobaleno.

Fabio

L’ ultimo giorno in cui mi sono trovata a trascorrere del tempo con i miei amici é stato il 23 febbraio, domenica di carnevale. Eravamo pronti a vivere una giornata in allegria e mai avremmo pensato che sarebbe successo quanto tutti sappiamo.

La cosa più eclatante, la prima di una serie, che mi ricordo e che non dimenticherò é stata la chiusura della chiesa e il cartello che avvisava i fedeli che con Don Alberto abbiamo attaccato al portone. Stavamo vivendo una situazione surreale e con il Don cercavamo di capire cosa effettivamente stesse succedendo. Il seguito ci ha procurato grande preoccupazione, che però abbiamo superato sorreggendoci a vicenda. In questo caso i cellulari sono serviti a tenerci uniti anche se ognuno chiuso in casa propria. Tra poco potremo ritrovarci di nuovo insieme, a rivivere giorni spensierati con la consapevolezza che siamo molto fragili e nulla di quello che abbiamo é da dare per scontato. Non dimenticheremo i momenti tristi ma guardiamo al futuro con grande ottimismo consapevoli che il Signore ci é stato vicino e che sarà al nostro fianco sempre.

Mariachiara

Il periodo che stiamo vivendo è molto particolare: qualcosa di inatteso, inaspettato che ha stravolto la nostra vita. Il nostro mondo si è ridotto alla nostra casa e le uniche persone che abbiamo frequentato durante queste settimane sono state, per lo più, i componenti della nostra famiglia. A causa di questo nemico “invisibile” abbiamo dovuto rivedere le nostre abitudini, segnate da una costante sensazione di timore per il presente e per l’avvenire. Come adolescente, ho vissuto questa situazione come meglio ho potuto: videolezioni ogni mattina, come misero ricordo della scuola e poi tanto tempo libero. All’inizio, non potendo uscire neanche per fare una passeggiata, era abbastanza pesante, ma, man mano che passano le settimane, sta diventato più facile sopportare la tensione. Anche il rapporto con la Chiesa è cambiato, inevitabilmente: non essendoci potuti riunire durante uno dei periodi più significativi dell’anno liturgico, la Quaresima e la Pasqua, c’è la sensazione di non aver vissuto pienamente il significato di queste festività.

Certo è facile lamentarsi adesso, quando si sta bene. Il mio pensiero va a tutti coloro che hanno lottato e lottano in questo momento contro questo virus: dottori, infermieri, personale sanitario, volontari. Persone che lottano per aiutare gli altri, senza tregua. Una frase che si è sentita spesso è “andrà tutto bene”. Ci credo, andrà tutto bene. Un giorno, quando tutto questo sarà finito, andrà meglio. Ma il prezzo che stiamo pagando è davvero enorme: troppe persone non ce l’hanno fatta. Troppi uomini, donne, madri, padri e amici. Dobbiamo rimanere uniti e aiutare chi ha più bisogno: così riusciremo a vincere questa battaglia, grazie anche a tutti i sacrifici che stiamo facendo.

Anna

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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