Gli ingredienti del “per sempre”

3

Vissero per sempre felici e contenti non è solo il finale delle favole più amate, può essere anche una realtà, purché l’amore venga coltivato…

Il punto di partenza è quello di considerare che siamo esseri separati alla ricerca dell’unità e della felicità, questa ricerca dell’unità dell’essere è spesso, portata avanti in modo distorto, dimenticando che la persona è la sintesi di quattro aspetti: fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Amare è un PROGETTO che ci coinvolge per tutta la vita.

Ogni coppia può trovare dentro di sé il meccanismo per far funzionare la propria storia noi vi diamo alcuni spunti…

I nostri sentimenti hanno bisogno di essere coltivati, per questo serve tempo da dedicare a sè stessi e all’altro, è necessaria una continua “attenzione” affettiva. Se la coppia non si auto-educa al cambiamento, al rinnovamento, alla rigenerazione continua rischia di morire.

La coppia per poter durare nel tempo e diventare frutto maturo ha bisogno di miscelare alcuni ingredienti che sono:

AMARE SE STESSI: Per amare l’altro e coltivare l’amore la persona deve essere consapevole della propria identità, quindi dever conoscersi ed accettarsi.

LASCIARSI AMARE, che significa svelarsi, esporsi, rendersi nudo di fronte all’altro, rendersi vulnerabile.

L’AMORE VA DIFESO (non esporsi ai pericoli e alle tentazioni).

IMPEGNO PER L’AVVENIRE: richiama una organizzazione attiva dell’esistenza, si tratta di costruirla e di consolidarla, di conseguenza l’amore è speranza e temporalità.

BISOGNO DI CREAZIONE: L’amore comnprende la decisione di creare insieme.

ACCETTAZIONE DI UNA TRASCENDENZA: si tratta di accettare che la coppia sia una unità superiore che per essere realizzata esige una abnegazione, l’abbandono di una certa parte di egocentrismo.

CORRESPONSABILITA’: questo richiede che le decisioni siano prese insieme e le relative responsabilità ricadano su entrambi.

UNITA’: come dimensione essenziale dell’amore.

CAPIRSI: significa contenere, portare dentro di sè, io mi sento capito quando avverto che l’altro mi porta dentro di sè, quando sento di vivere nel suo pensiero, nel suo cuore; quando mi accorgo che la mia vita desta interesse nell’altro…

La prima condizione perchè ciò avvenga è LASCIAR PARLARE L’ALTRO, per far questo è necessario rispettarlo, dargli fiducia, mettersi nell’atteggiamento di avere ancora molto da imparare.

La seconda condizione è ASCOLTARE… L’ascolto esige la pazienza, l’attenzione e il tempo.

Un terzo momento è ANDARE OLTRE LE PAROLE, questo significa andare al di là delle parole, per capire cosa l’altro vuole dire, quello che sente, quello che lo fa soffrire o gioire…

ACCOGLIERE: ognuno accoglie l’altro così com’è e accetta di condividere tutta la vita con lui, si ragiona, si pensa, si sceglie e si decide sapendo che l’uno porta dentro di sè anche l’altro, con I suoi gusti, I suoi desideri, le sue difficoltà, si sceglie la persona e non una qualità.

IMPEGNARE LA PROPRIA VITA PER L’ALTRO: questa è un’impresa difficile perchè siamo troppo affezzionati a noi stessi, al nostro modo di pensare, alle nostre abitudini e ai nostri gusti per pensare di rinunciarvi, per accogliere una persona e impegnarsi per essa è necessario fare il vuoto dentro di sè per lasciarle un po’ di spazio. Finchè la mia vita è tutta piena del mio io non c’è spazio per altri.

DIFENDERSI dall’esterno: è importante che la coppia si protegga dalle interferenze dei rispettivi nuclei familiari d’origine e dai figli.

Essere FEDELI alle promesse fatte: la fedeltà è una scelta continua da rinnovare ogni giorno.

Acquisire una consapevolezza pratica e concreta delle DIFFERENZE TRA MASCHILE E FEMMINILE, colte come ricchezza e dono per una cooperazione costruttiva.

Vivere la SESSUALITA’ COME DONO, questo porta ad una comunicazione intensa, profonda e unitiva.

Conoscere le nostre ZONE D’OMBRA, cioè gli aspetti spesso nascosti della nostra personalità e imparare ad accettarli e a trasformarli, facendo crescere la nostra autostima.

Saper GESTIRE IL CONFLITTO vivendolo come uno strumento di crescita.

Il PERDONO: è fondamentale sia perdonarsi che perdonare l’altro, cercando di avere uno sguardo amorevole e benigno verso i nostri errori e quelli dell’altro.

La formazione di una coppia è un percorso lungo tutta la vita è una strada in salita, l’importante è crederci, avere la volontà di arrivare, per questo servono: desiderio – tenerezza – intimità – umiltà – riconoscere i propri limiti – pazienza – tolleranza – accettare la sofferenza – chiedere aiuto – intelligenza emotiva che significa riconoscere e gestire le proprie emozioni – capacità d’affetto, “darsi carezze”- capacità di rinnovarsi – gusto per la vita – fare cose piacevoli…

Mantenere la capacità di GIOCARE: A volte basta l’ironia di uno dei membri della coppia per rendere meno pesante l’atmosfera, il gioco permette alla coppia di mantenersi giovane e dà la possibilità di sdrammatizzare anche le tensioni che sembrano essere radicalizzate.

Don Domenico    

――• •―•• •• / •• ―• ――• •―• • ―•• •• • ―• ― •• / ―•• • •―•• / ―――•• ••――― ••――― ――――― •――• • •―• / ••• • ―― •――• •―• • ―――•• ••――― ••――― •――――
don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


Commenti