Festa di s. Urbano Martire a Milzanello

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Sabato 28 Ottobre la comunità di Milzanello si è unita nella solenne celebrazione in onore di sant’Urbano Martire, nella chiesa di s. Michele Arcangelo. Qualcuno si è certamente chiesto per quale motivo si sia voluto celebrare così solennemente questo santo. La risposta è emersa guardando la teca sotto l’altare e l’affresco sulla volta della chiesa che hanno fatto nascere una domanda: ma chi è questo giovane martire che fronteggia la morte?  Un piccolo indizio ci viene dalla campane. La comunità da secoli si stringe attorno alla chiesa e sente il suono delle campane del suo campanile.

La storia della fede dei suoi abitanti è scandita oggi come ieri nei rintocchi che richiamano alla preghiera, alla Messa, alla festa.  La campana maggiore porta il nome di san Michele, mentre la seconda campana è stata chiamata s. Urbano.

L’arrivo delle sue reliquie a Milzanello risale al 1714, quando l’allora vescovo di Brescia Badoer le donò a Giovanni Antonio Uggeri. Sulla lapide posta alle spalle dell’altare maggiore della chiesa è indicato il nome di s. Urbano martire assieme all’attestazione di gratitudine all’allora Vescovo Badoer, legato alla famiglia Uggeri, che volle donare le reliquie a questa chiesa, fatta costruire dai loro antenati. La storia ci narra della salda figura di questo vescovo, che in anni difficili e tormentati per la fede, si adoperò per rinsaldare la dottrina cattolica, l’esercizio della carità e la devozione al Santissimo Sacramento, alla Vergine e ai Santi nella diocesi. Confermati dalla presenza delle sue reliquie, di una iscrizione nella chiesa e dalla memoria di alcuni abitanti, che ricordano le celebrazioni del passato, non restava che passare all’archivio della Parrocchia.

Dei molti secoli di storia e di fede della comunità, sono rimaste alcune tracce nei documenti resistiti al tempo e alle vicissitudini di epoche burrascose e tormentate. Nei registri si leggono chiaramente nel giorno della festa dedicata a s. Urbano Martire espressioni come “Protettor nostro”  oppure “di questa Chiesa protettore”. D’altro canto anche la presenza di un “Registro riguardante la funzione di s. Urbano Martire e di Santa Croce” e di accurati resoconti della raccolta di elemosine “per la Festa di s. Urbano Martire e Protettor Nostro” non dovrebbero  lasciare molti dubbi sul fatto che fosse Patrono e Protettore del paese. S. Urbano quindi, un martire che ha saputo testimoniare il suo amore per Cristo con una fedeltà solida e ferma, di chi sa per cosa vale la pena dare la vita.

Abbiamo scoperto qualcosa di questo giovane cristiano, ma non tutto: siamo sulle sue tracce, per conoscerlo di più e meglio. Il tempo ci ha reso la ricerca difficoltosa, ma anche terribilmente appassionante, come appassionato  è l’amore per Dio che i martiri di ogni epoca testimoniano al mondo e alla storia. La ricerca è continuata nell’archivio diocesano e poi verso Milano e Venezia e ancora non è conclusa. Vogliamo stare sulle sue tracce, come è doveroso e giusto che sia per noi cristiani: stare sulle tracce dei Santi, i nostri fratelli che ci tracciano la strada da seguire. I nostri fratelli che si sono fatti contagiare dall’amore di Dio tanto che, sentendosi amati, non hanno trovato altra moneta per ripagarlo, che con l’amore. Loro sono il riflesso dell’amore di Cristo ed è questa luce riflessa che ci portano, è questa luce che cerchiamo seguendo le loro tracce.

Nella santa Messa solenne di sabato 28 Ottobre, il Vangelo proclamava: “ – Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente -. Questo è il grande e primo comandamento”. E a Dio, folle d’amore per noi, fino al gesto più estremo e inimmaginabile, non si può rispondere se non con l’amore, vissuto nel concreto, come hanno mostrato i santi e ancora di più i martiri. Con la preghiera e il canto, nella celebrazione dell’Eucarestia, ci siamo ritrovati davanti a Cristo per ringraziarlo anche per il dono di un così prezioso esempio.

La bellissima urna con le reliquie di s. Urbano per l’occasione è stata posta in mezzo alla chiesa, segno che i santi sono fra noi: sono membra vive del corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, esattamente come lo siamo noi. La Chiesa trionfante che è legata con ogni parte, ogni cellula del corpo di nostro Signore, come ogni tralcio, ogni viticcio, è innestato assieme agli altri nell’unica vite. Secoli, migliaia di chilometri,… nulla conta e nulla ci allontana davvero.

I santi non sono lontani, non sono estranei, ci sono tanto vicini. Dalle altezze infinite, cantano con i cori degli angeli alla presenza dell’Onnipotente e sono legati a noi come lo sono un mignolo e un occhio dello stesso corpo.

Tutto questo è meraviglioso.

Al termine della Messa, un momento semplice e bello di gioia e condivisione. Un rinfresco insieme, per chiudere la giornata, per ricordare i racconti dei più anziani che parlavano di questo santo col tempo dimenticato. Dunque San Michele, titolare della chiesa, non è solo a proteggere le case di questo paese. Ebbene, il martire Urbano, assieme a s. Michele, è il patrono e protettore di Milzanello.

Guarda le immagini della festa

Sant’Urbano a Milzanello

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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