Estate: tempo di…

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Lʼestate in oratorio è come un vorticoso ed entusiasmante giro sulle montagne russe.

Cʼè lʼattesa, la preparazione, carica di incognite, di attese, di speranze, di preoccupazioni, una preparazione che inizia ai primi di Aprile quando si cominciano a raccogliere idee, sussidi,collaborazioni; è una fase molto bella perchè è qui che si gioca gran parte dellʼestate: nella progettazione. Poi il tempo comincia a correre e gradatamente sempre più veloci si avvicinano: celebrazione dei sacramenti, festa dellʼOratorio, Grest, Follest e Campiscuola… è la salita che pian piano, ma inesorabilmente prepara la picchiata in un vortice bellissimo di emozioni, voci, colori, incontri, sorrisi, grida, giochi, corse, bagni, scoperte… Tutto questo è un frammento del tempo che viviamo, la velocità e lʼesuberanzadi quanto accade ci travolge, ma il rischio è che dentro a tutto ciò ci dimentichiamo il perchè facciamo tutto questo. Magari molti di noi immediatamente risponderebbero: “è ovvio, tutto ciò lo si fa per i nostri bambini, per i ragazzi, per gli adolescenti perchè possano impegnare il loro tempo in unʼesperienza costruttiva e ricca di relazioni”verissimo, ma non basta! Il confine tra un grest e un babyparking si assottiglia se noi adulti , educatori, genitori non teniamo in luce il “perchè”. Il follest, i campiscuola divengono riempitivi di un tempo altrimenti vuoto se dentro a queste esperienze non riscopriamo la nostra chiamata fondamentale a realizzarci come uomini e donne liberi.Questa chiamata ha un chiamante, questo percorso ha un modello, questa fatica ha una forza fondamentale: Gesù! Quando – con un poʼ di insolita veemenza- ho ricordato questo nome agli animatori del grest e agli adulti, qualcuno ha abbozzato un sorriso ironico, ma non importa, non cambiala sostanza: Gesù o è parte del nostro essere, o il nostro essere ne esce diminuito nella propria umanità e quando questo accade è facile scivolare nellʼegoismo, nellʼutilitarismo, nella competizione, nel non-senso. Non possiamo, nè vogliamo permettercelo. Gesù non può essere dato per scontato, messo tra parentesi, relegato in uno sfondo sbiadito. Gesù è una persona viva da incontrare e con la quale entrare in relazione (Ai bambini ripetiamo:Gesù è al Grest con noi!) Forse un poʼ ce lo siamo dimenticati, ed è mio compito richiamare convintamente questa presenza: a buon intenditor poche parole. Mi ha fatto bene sapere che alcune persone (per motivi anagrafici) non possono partecipare direttamente al grest o alle altre attività estive eppure hanno assicurato la loro costante preghiera e la loro presenza quotidiana alla messa: anche loro fanno Grest tanto quanto gli animatori impegnati sotto il sole cocente del campo a far correre i ragazzi…credo che almeno la domenica potremmo unirci a loro. Che ne dite?

don Carlo

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