Estate: stagione di frutti

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A volte si pensa all’estate come un tempo di dispersione e di incondudenza. In realtà, data la luce, la lunghezza delle giornate, l’opportunità di alcuni giomi di riposo dal lavoro o dalla scuola, la possibilità di incontri e dialoghi più rilassati, è un tempo opportuno e favorevole per dedicarsi a esperienze a volte impossibili in altri tempi.

I ragazzi possono dedicarsi a coltivare di più le amicizie, un sano divertimento, le loro principali passioni, senza la pressione dell’impegno scolastico. Se non sanno organizzarsi da soli, hanno l’opportunità di animatori solerti della parrocchia, che offrono il GREST, le vacanze estive, altri momenti ricreativi e di socializzazione.

I giovani hanno creatività e intelligenza sufficienti per organizzarsi e aprirsi agli spazi immensi e alle molteplici possibilità che la nostra società offre, immersioni nella natura, nella cultura, nel volontariato… Gli adulti possono ritrovare la gioia dell’incontro, dello stare insieme, della conversazione cordiale, di coltivare hobby che in altre stagioni non possono permettersi, di passare un po’ di tempo di più con la famiglia.

Anche qui gli animatori della nostra parrocchia sono un prezioso aiuto: pensate alla “briscola” terminata da poco, al torneo di calcio, alla festa di mezza estate… Gli anziani possono fare qualche passo in più, possono sperare in una visita in più dei figli, dei nipoti, dei vicini e trovarsi più facilmente tra loro a conversare, pregare, godere insieme di qualche spettacolo.

Ma tutto questo basta perché testate sia fruttuosa? Se ciò non é condito dalla gratitudine e dal riconoscimento dell’opera di Colui che ci offre tutte queste possibilità e molte di più… manca ciò che dà senso e rende gioiose la nostre attività, i nostri incontri, il nostro divertimento, la nostra ricerca. Se non riconosciamo la presenza del Signore nelle nostre giornate, siamo come delle persone depresse, che hanno tutto, ma non gustano niente, perché non sanno dare valore a ciò che hanno.

Certo, l’estate, come per la campagna, anche per noi é un tempo propizio per i frutti, ma se non ci lasciamo scaldare dal calore del Sale, i nostri frutti non maturano e rischiano di cadere dalla pianta dalla nostra vita ancora acerbi e di non servire più nessuno.

Ho sentito un agricoltore lamentarsi che le giornate di questo primo tratto di estate sono si confortevoli per il nostro fisico, perché non troppo calde, ma per la campagna non c’é calore sufficiente e il frutto non matura. Così la nostra vita, rischia di rimanere senza frutti, se non ci esponiamo al Sole, che é Cristo Signore. Lui splende sempre, ma la tentazione é che noi ci ritiriamo da Lui e, all’ombra della nostra pigrizia, del nostro disimpegno, del nostro egoismo, della nostra svogliatesa… ci allontaniamo da Lui, marinando la preghiera, la messa domenicale, la carità verso il prossimo, l’incontro con la comunità…, rischiando così di morire di inedia, di noia, senza più riconoscere la preziosità del tempo, delle persone, della famiglia o di tutti i doni che il Signore ci ha dato.

Così, non solo non più siamo frutto né per noi né per gli altri, ma perdiamo gradualmente anche il bene che c’è in noi e negli altri e impoveriamo la Chiesa e la società. Voglio sperare che i Porzanesi siano “scaltri come i serpenti” e sappiano mettere a frutto nel modo migliore il tempo che il Signore ci mette a disposizione e tutto quanto in esso é contenuto di bene, riconoscendo che ogni cosa buona viene da Dio sa Lui va reso il grazie ogni giomo.

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