Essere fidanzati oggi

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L’importanza dell’ascolto reciproco 

“Non mi sanno ascoltare”, “Nessuno mi ascolta”. Spesso è vero: siamo tutti così presi dalle nostre occupazioni, dal nostro lavoro, dai nostri desideri, che talvolta le parole degli altri ci sfiorano, restano in superficie, scorrono via. Ma è altrettanto facile che le nostre stesse parole, idee, esigenze (che talvolta si fanno pretese), non siano affatto formulate perché chi abbiamo accanto ascolti e capisca: spesso parliamo senza nemmeno ascoltare noi stessi, per poi pretendere che ci ascoltino gli altri.

In un rapporto di coppia l’ascolto è fondamentale: è una necessità primaria e ineliminabile, tanto più importante perché chi parla e chi ascolta sono due persone che hanno scelto di incontrarsi a metà strada, di conoscersi e condividere un tragitto di vita insieme.

Imparare ad ascoltarsi, per una coppia, è un percorso difficile e tutt’altro che immediato. Nella nostra società, caratterizzata da una sovrabbondanza di mezzi di comunicazione e di messaggi il più delle volte vuoti e superflui, nonché da una tendenza continua a “non perdere tempo”, ad eliminare i problemi piuttosto che ad affrontarli, ad agire piuttosto che a discutere e riflettere, bisogna prima di tutto ritrovare il silenzio. Sembra un paradosso, ma non lo è. Quanto è difficile, in fondo, parlare, capire e farsi comprendere, se attorno c’è solo “rumore”: il rumore disordinato delle convenzioni accettate ma non realmente condivise, del nostro egoismo e di quello altrui, dei messaggi urlati ed imposti dal mondo che ci sta attorno e spesso invade il nostro spazio. Nel silenzio, invece, si comunica, ci si confida, si racconta. Nel silenzio si ascoltano le opinioni, le emozioni, le storie di chi abbiamo vicino. Nel silenzio si apprende a capire, a condividere, ad ascoltare davvero, a scambiare sentimenti ed esperienze, ad amare.

Attraverso l’ascolto avviene dunque quella profonda e progressiva conoscenza reciproca senza la quale ogni rapporto sarebbe vuoto, superficiale, tutto appiattito sul presente, e non proteso – come un percorso di vita che si disegna a poco a poco –  dal passato verso un futuro comune e condiviso.

Come in ogni percorso, anche la capacità di ascoltare è una tappa che va conquistata: un traguardo, anzi, che va raggiunto giorno dopo giorno, senza credere di averlo acquisito una volta per tutte. è un segno di crescita e di maturazione fra i più importanti e complessi, nonostante possa apparire facile o scontato: il fidanzamento, in fondo, è prima di tutto “tempo di crescita, tempo nel quale si matura nella capacità di vivere insieme, si costruisce la coppia, ci si allena alle fatiche, anche psicologiche, della vita a due, si condividono e si consolidano le convinzioni in grado di reggere la convivenza di tutta una vita” (dal Direttorio di Pastorale Familiare per la Chiesa in Italia).

Può accadere ogni giorno, ad una coppia di fidanzati, di sentirsi non capiti, di non trovare nell’altro la disponibilità che si pretenderebbe, di non comprendere le ragioni di una scelta o di una idea. Ciò che conta – ed è un’altra cosa che si impara a poco a poco – è non spaventarsi, non avere fretta di risolvere tutto nell’autocompatimento o nel rifiuto, non arrendersi di fronte alla prima difficoltà, e trovare il tempo (ed il silenzio!) per ascoltarsi ed ascoltare. E’ anche da questi momenti (utili rivelatori di una diversità che, ad una prima impressione, può sembrare un muro invalicabile) che un rapporto si consolida, che le differenze possono incontrarsi, temperarsi, unirsi in una somma nuova e tanto più gioiosa quanto inattesa.

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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