El Corteàss

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Carissimi di Porzano,
scrivo queste righe dopo l’assemblea che si è tenuta in oratorio lunedl 16 marzo e, sull’emozione di quell’incontro, desidero comunicarvi alcune percezioni che credo facciano bene a voi e a me.

Innanzitutto mi ha stupito positivamente l’abbondanza di presenze: non è facile trovare una risposta cosi, sia pure per preparare eventi straordinari come possono essere le “feste belle”, la ristrutturazione e consacrazione della chiesa parrocchiale. Questo dice un interesse concreto e positivo alla vita della comunità parrocchiale da parte di tanti e vi fa onore. Ho poi notato una grande attenzione alle proposte circa la ristrutturazione dell’interno della chiesa parrocchiale e circa le feste quinquennali della Madonna della Stalla, con una disponibilità fattiva a collaborare; come pure un’accoglienza unanime della sobrietà proposta nell’allestire le nostre feste per non offendere la povertà di molti.

Così abbiamo deciso di non passare casa per casa a domandare contributi, ma ciascuno, secondo la propria generosità e possibilità, contribuirà liberamente e portando direttamente ai sacerdoti ciò che intende offrire. Questo stile diventa segno forte di corresponsabilità nei confronti della comunità, che non ha solo feste da allestire e strutture da mantenere, ma soprattutto persone da amare nel nome di Gesù Cristo, le quali richiedono rispetto e attenzione, secondo la loro situazione.

Allora è nata la proposta di destinare eventuali offerte, che qualcuno avrebbe voluto fare per i giochi pirotecnIci, alle famiglie indigenti di Porzano. Complimenti! É cosi che si muove una parrocchia che si sente “famiglia dei figli di Dio”.

Anche il pranzo che faremo il 13 settembre sarà un metterci insieme a mangiare ciò che avremo portato da casa, scambiando e condividendo le diverse vivande e soprattutto la nostra fraternità. Facciamo in modo che questo stile di comunione e collaborazione diventi “corresponsabilità” e faccia desiderio di ritrovarci tutti nel “giorno del Signore” intorno al banchetto della Parola e dell’Eucaristia, perché è da lì che prende senso tutto e che riceve capacità di perseveranza il nostro operare.

É nella Messa domenicale che noi esprimiamo concretamente, nel segno del nostro riunirci intorno a Gesù, il nostro essere comunità cristiana, diventando annuncio vivente del vangelo. Dopo avere attinto qui l’amore che lo Spirito effonde nei nostri cuori, ci sarà più facile vivere la gioia della comunione tra di noi e servire in modo vero e pieno i nostri fratelli, senza rivalità o antagonismi, ma animati solamente dal desiderio di far crescere in noi e negli altri il discepolato dietro a Gesù.

Con questo stile e con questi sentimenti dl gioia ci prepariamo a vivere le più vera grande gioia pasquale, fondata sull’amore del Cristo morto e risorto, speranze della nostra vita. A tutti giunga l’augurio più sincero del sacerdoti e delle suore: il Risorto vi abbracci tuoi nel suo amore.

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