Educare alla Vita buona del Vangelo

1

Le attività dell’Oratorio in questo periodo sono in pieno svolgimento. L’impegno di tanti è il segno più evidente che c’è una passione educativa per la crescita delle nuove generazioni e un desiderio di mettersi al servizio del Vangelo e del suo annuncio. Ho accolto con grande piacere e soddisfazione la disponibilità di un nutrito gruppo di giovani ad accompagnare i più piccoli nell’esperienza della catechesi e gli adolescenti nel loro cammino di scoperta della vita, questi nuovi educatori sono il segno evidente che la comunità educativa non può rimanere bloccata e cristallizzata, ma ha bisogno di idee e apporti nuovi e freschi. Ho condiviso con loro gli entusiasmi degli inizi, ma anche le preoccupazioni e qualche delusione per alcune mancate risposte: non è facile per noi adulti impegnati nell’animazione dei gruppi superare talvolta la delusione di vedere che a fronte dell’impegno profuso e generoso, manca la risposta, immaginate come possa essere forte il disappunto per chi è agli inizi. Le luci e le ombre ci sono, ma se vediamo le ombre è perché la luce c’è!  L’opera educativa – ci ricordano i nostri vescovi in un bellissimo documento dal titolo “Educare alla vita buona del Vangelo” – si gioca sempre all’interno delle relazioni fondamentali dell’esistenza; è efficace nella misura in cui incontra la persona, nell’insieme delle sue esperienze. Gli ambiti della vita affettiva, del lavoro e della festa, della fragilità umana, della tradizione e della cittadinanza rappresentano un’articolazione molto utile per rileggere l’impegno educativo, al quale offrono stimoli e obbiettivi. È in queste relazioni fondamentali che scegliamo di essere presenti, è a partire dagli ambiti che toccano la vita dei nostri ragazzi e giovani che vorremmo cercare di essere significativi, non con le nostre parole, ma con la Parola di Gesù. Solo se questa Parola entra nel vissuto sprigiona il suo valore salvifico. Questa fiducia è l’anima della comunità educativa dell’Oratorio, in questo modo vorremmo testimoniare l’amore profondo della Chiesa per l’uomo e per il suo futuro. Le intenzioni più alte  e nobili rischiano di rimanere stucchevoli affermazioni di principio se non si declinano in scelte e opportunità concrete e fruibili; mi permetto di elencare alcuni ambiti decisivi per inverare la passione educativa:

·       Ogni venerdì si alternano in oratorio i tre gruppi adolescenti divisi per età.

·       Tutti i sabati l’Acr propone il proprio percorso di formazione che affiancandosi alla catechesi ordinaria si prende a cuore il cammino dei più piccoli.

·       Da poco abbiamo rinnovato un ambiente a disposizione dei giovani per incontri di formazione, possibilità di studio personale e in gruppo; abbiamo chiamato questo ambiente “il covo” non per richiamare luoghi malavitosi, ma per accentuare la dimensione di progettualità che dal covo necessita di una realizzazione fuori, nell’aperto del mondo. In questo ambiente realizziamo mensilmente incontri attorno alla dottrina sociale della Chiesa, esperienze di ascolto e condivisione della Parola (il percorso “Io Te & la Parola” riprende con l’Avvento).

·       Ogni domenica celebriamo l’Eucarestia per gli adolescenti (ore 18.30 Cappella dell’Oratorio).

·       Da circa due mesi ha preso vita il nuovo coro dei giovani intitolato a “S. Michele”.

·       Riprende il calendario delle iniziative di “Oratorio Leno on air” presso il Bar dell’Oratorio

·       Inizia il lungo cammino di avvicinamento alla grande Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) che si terrà a Madrid il prossimo Agosto.

·       Abbiamo in previsione il rilancio dell’attività della Compagnia teatrale dell’Oratorio.

·       Molto altro “bolle in pentola”, ma è presto per delinearne i contorni…

Senz’altro ho dimenticato molto di ciò che c’è: non intendo fornire un elenco scientifico e metodico delle attività dell’Oratorio; il mio intento è di esemplificare un percorso globale al quale è possibile a tutti affiancarsi.

Vorrei concludere con un invito agli adulti a meditare quanto i Vescovi ci ricordano nel già citato documento: “L’educatore è un testimone della verità, della bellezza e del bene, cosciente che la propria umanità è insieme ricchezza e limite. Ciò lo rende umile e in continua ricerca. Educa chi è capace di dare ragione della speranza che lo anima ed è sospinto dal desiderio di trasmetterla. La passione educativa è una vocazione, che si manifesta come un’arte sapienziale acquisita nel tempo attraverso un’esperienza maturata alla scuola di altri maestri. Nessun testo e nessuna teoria, per quanto illuminanti, potranno sostituire l’apprendistato sul campo.” Buon cammino !

Don Carlo 

• ―•• ••― ―•―• •― •―• • / •― •―•• •―•• •― / •••― •• ― •― / ―••• ••― ――― ―• •― / ―•• • •―•• / •••― •― ―• ――• • •―•• ―――

Commenti