É tempo che vi svegliate dal sonno

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Con l’inizio dell’Avvento e del nuovo anno pastorale abbiamo pensato di aprire una nuova sezione sul sito, dedicata alle omelie tratte dalle s. messe tenute nella chiesa parrocchiale. In questa sezione troverete l’omelia solitamente tratta dalla s. messa delle 18:30 della domenica, o eventualmente da altre ritenute significative.
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27 novembre 2016

C’è una frase che riassume bene questa domenica, e anche un po’ tutto il tempo d’avvento: è quella che abbiamo sentito tratta dalla lettera ai romani, quando S. Paolo dice «è tempo che vi svegliate dal sonno».

Degli uomini addormentati ce li ha presentati il Signore nel Vangelo che abbiamo appena sentito. Uomini più che addormentati completamente distratti. Quegli uomini vissuti al tempo di Noè sono così dentro la loro routine quotidiana, normalissima routine quotidiana, mangiare, bere, sposarsi, tutta quella che è la vita normale che anche noi viviamo oggi… Questi uomini non si accorgono che proprio lì accanto a loro c’è questo strano personaggio, Noè, che sta costruendo questa mega barca, questa imbarcazione. Non si sono domandati come mai questa imbarcazione? Sono così disattenti e concentrati solo sulle loro cose che nemmeno si accorgono che il cielo sta cambiando, che si sta riempiendo di nubi minacciose, e che sta per arrivare (ormai era arrivata) tutta quell’acqua del diluvio che stava travolgendo tutto.

Perché non si accorgono questi uomini? Non si sono accorti perché si sono dimenticati di Dio e del Bene, e dice Gesù «non si accorsero di nulla». Questo non accorgersi di nulla, questo torpore, questo sonno, in questo tempo d’Avvento deve scomparire. La Parola di Dio ci dice che dobbiamo stare svegli, vigilati, attenti, pronti. Allora il tempo d’Avvento è un po’ come la sveglia del mattino: quella è odiata, quando suona pochi vogliono svegliarsi, si preferisce stare al caldo, nel letto. Ma proviamo a pensare: se vogliamo vivere una vita di torpore, rimanere cioè nel letto, una vita così ti impedisce non solo di avere un lavoro, ma di avere impegni, relazioni, tutte cose che perderei se non rispondessi a quella sveglia del mattino che ogni giorno suona. Allora il Signore ci dice di stare svegli, di più: ci dice di vegliare. «Vegliate dunque». Addirittura il Signore si paragona a un ladro che viene di notte, accidenti, questo per dire la nostra sveglia continua, la nostra vigilanza continua che dobbiamo avere.

E che cosa vuol dire vegliare? Vegliare non significa che non dobbiamo vivere nella nostra routine quotidiana, anzi… Ognuno si sveglia al mattino, deve andare al lavoro ecc… Ma dobbiamo vivere la nostra realtà con gli occhi ben spalancati ad un qualcosa di nuovo che ogni giorno può venire da Dio, anzi che ogni giorno sicuramente viene da Dio. Essere persone che vegliano significa essere persone che non sono chiuse, sono nel loro presente, nella loro vita, nel loro giro ristretto… vegliare vuol dire spalancare occhi e cuore, e accorgersi che la storia che ci circonda, anche quando non ci sembra, ci parla di Dio, che ha qualcosa da dirci e da donarci.

Il cristiano è uno che sogna sempre più in grande di tutti.

Una cosa che vogliamo allora chiedere a Dio in questo Avvento che ci prepara al Natale è proprio quella di non farci seppellire da troppe distrazioni, che sono tante, anche a messa ci si distrae subito… Allora viviamo un Avvento meno da distratti; potrebbe essere un bell’impegno: l’Avvento è un mese, vola via! Altrimenti facciamo come quelli che giravano intorno a Noè: nemmeno si accorgevano che lui c’era e quello che stava succedendo.

Accorgiamoci che Dio opera nella storia, nella nostra piccola storia personale e nella storia di tutti, ogni giorno. E chiediamoci in questo Avvento: Signore, io voglio vegliare, voglio stare sveglio in questo Avvento, però Tu aiutami a capire cosa vuoi da me oggi, cosa posso fare per stare sveglio, per stare attento, perché non mi capiti come un ladro di notte, perché io possa essere pronto. L’immagine di quelle due donne, una che viene tolta, l’altra che rimane, è un’immagine molto semplice. Noi vogliamo essere quella donna che viene presa e portata via dal proprio lavoro, perché quella donna era attenta ai segni dei tempi e attenta alla Parola di Dio. Siccome noi siamo fatti per il cielo, non per la terra, quella donna è stata portata con il Signore. Allora Signore io voglio stare dalla tua parte, però Tu aiutami, dimmi cosa devo fare in questo Avvento, per me, per la mia famiglia, per le persone che in ogni giorno incontro sul mio cammino.

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