É sempre colpa dei genitori? (II parte)

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Le responsabilità del genitore

Come già affermato , ogni genitore esprime la sua responsabilità soprattutto nella misura in

cui “ fa ciò che può “ per diventare consapevole di sé, delle proprie dinamiche psicologiche , dei

punti deboli del proprio carattere , che imprimono al rapporto educativo delle caratteristiche che

non realizzano il bene educativo reale del figlio .

La volontà di conoscere realisticamente alcune tendenze del proprio carattere che , più o

meno consapevolmente sminuiscono o inquinano il sincero desiderio di educare bene i figli , appare

dunque fondamentale e doveroso da parte del genitore .

Senza tale sforzo di consapevolezza, è difficile vivere pienamente l’ideale dell’amore nei

loro confronti .

Sto dunque sbagliando io con i figli ? I miei atteggiamenti educativi sono esagerati ? I miei

modi di fare sono dovuti alla reale necessità educativa o alle tendenze del mio carattere , ad aspetti un po’ oscuri e poco conosciuti della mia personalità ?

La maturità emotiva del genitore è conquistata progressivamente nella misura in cui lo

stesso diventa capace di lasciarsi guidare dal valore ( il bene del figlio) più che dalle tendenze

coscienti o inconsapevoli del proprio carattere.

Per educare bene i figli è spesso necessario superare alcune paure o rinunciare ad alcune

gratificazioni psicologiche , per poter agire conformemente all’amore che si prova per loro.

Nessuno è perfetto , né si può pretendere dal genitore la perfezione dello stile educativo .

Né avere un genitore perfetto rappresenta un diritto dei figli .

Ogni persona, piuttosto, è responsabile di quanto fa per conoscere gli aspetti inconsistenti

del proprio carattere e limitarne l’azione nella relazione educativa .

Un genitore si deve dunque chiedere : ciò di cui mi lamento non è dovuto , a ben vedere al

mio stesso modo di gestire il rapporto i figli ? Al mio modo di fare più che alle tendenze del loro carattere ?

E’ necessario insomma che la consapevolezza includa una mappa realistica dei propri “ virus

psicologici” .

Il virus è “ qualcosa che ti lavora dentro” , come spesso si esprimono i genitori , oppure “

una paura che ti condiziona “ e non ti lascia agire come considereresti giusto , oppure rappresenta

una difficoltà che non hai mai risolto e che agisce da molto tempo nel tuo carattere.

O ancora , un virus rappresenta un atteggiamento che si è imparato ad assumere in passato ,

che ti è connaturale , che non ti accorgi più di avere , e che continua ad agire nelle relazioni attuali .

La consapevolezza delle proprie inconsistenze è spesso dolorosa , perché misura il distacco

dal “come sono” al “ come sento che dovrei essere “.

La responsabilità del partner

Si dice, saggiamente , che “le colpe non stanno mai da una parte sola”, intuendo che

l’intreccio delle responsabilità è molto più complesso di quanto appaia in superficie e che esiste una

reale anche se nascosta corresponsabilità di entrambi i genitori nell’educazione dei figli.

La verità è che in certa misura, si è responsabili anche degli errori del coniuge . 

In che senso?

Quanto l’altro sbaglia , il partner ha la responsabilità di assumere un atteggiamento maturo

del confronti dell’errore educativo del coniuge, dovuto ad un limite del suo carattere o della sua

mentalità educativa.

A ciascuno sarà capitato di “mettersi nei panni” di un marito o di una moglie di un’altra

coppia e di trovare sorprendenti le loro reazioni nei confronti di alcuni comportamenti del coniuge,

scoprendo la diversità del proprio modo di affrontare la medesima situazione .

Le considerazioni più comuni sono :

– Di fronte a queste cose io avrei reagito in un altro modo

– Io non so come lei abbia potuto tollerare questo suo comportamento, io al suo posto gli avrei

detto…,

– Lei avrebbe avuto bisogno di un uomo più…, d’altra parte anche il modo di fare di lei non lo ha

certo aiutato a….

– Gli aspetti caratteriali e i comportamenti educativi di un coniuge , fronteggiati da un partner

diverso , possono dunque avere un’evoluzione e delle conseguenze diverse.

– Il buon senso ha sempre intravvisto la corresponsabilità nelle vicende famigliari e nei modi di

educare i figli esprimendo questa intuizione con considerazioni tipiche, quali “Se lui avesse

incontrato una donna diversa, non sarebbe arrivato fino a quel punto”; oppure “Se il marito

avesse avuto più polso lei non si sarebbe comportata in quel modo con il figlio”.

La “combinazione” dei caratteri dei coniugi è unica e irripetibile e crea equilibri diversi in

ogni coppia e produce intrecci , “storie” e conseguenze educative uniche.

Il limite di un partner ha effetti più o meno decisivi nell’educazione dei figli anche in

relazione all’atteggiamento assunto dal coniuge .

Ogni coniuge è dunque responsabile anche del partner nel senso che può e deve assumere un atteggiamento “ maturo “ di fronte agli eventuali errori educativi dell’altro .

Non è dunque realistico né giustificabile utilizzare la debolezza o gli aspetti immaturi del

carattere del coniuge per sentirsi senza alcuna responsabilità dei danni educativi che questi può aver

causato ai figli.

Conclusione

Non è sempre e solo colpa dei genitori.

Anche i figli, nella misura limitata dovuta alla loro età , possono assumere atteggiamenti che

incidono nella loro “storia educativa”.

I genitori possono cercare di conoscere meglio se stessi per limitare gli effetti dei punti

deboli della loro personalità ed accettare di essere aiutati dal partner per diventare , se possibile,

educatori più equilibrati .

I figli, generalmente , crescono bene un po’ grazie a noi e un po’ nonostante noi genitori .

Tale visione appare più equilibrata e rasserenante , oltre che realistica perché non impone

responsabilità ( con la conseguente minaccia del senso di colpa ) che vadano oltre il “ potere” non

assoluto di incidere nella storia educativa e di conseguenza nella vita di un figlio .

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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