Donaci la grazia di una buona Confessione

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“Zampetto” svogliatamente tra i canali della televisione, soffermandomi quando mi sembra di incontrare un dibattito a più voci su tematiche del momento, ma devo arrendermi, il più delle volte quando mi fermo altro non incontro se non programmi caratterizzati dalle “confessioni”.

Confessioni a go go, su tutti i canali, in tutte le salse, a tutte le ore, evvai, e quando dico “confessioni”  non sto usando un sinonimo, purtroppo sto usando il termine nella sua accezione specifica, se vi soffermerete un attimo avrete la possibilità di ricevere, dal primo che capita, le confidenze più intime e personali sue e magari anche di chi sta vicino a lui o lei, intimità sbattute in faccia non solo ai presenti in studio ma anche ai milioni di spettatori.

“Confessioni” cercate, gestite, istigate dalle varie maitresse del “mo te faccio il bucato alla coscienza” a buona mercato,  ai re e alle regine dell’ HYPERLINK “http://www.google.it/search?biw=1680&bih=959&q=effimero,+kitsch&spell=1&sa=X&ei=_xqzUdyeCcimPePtgdgI&ved=0CCgQvwUoAA” effimero e del peggiore stile kitsch “de noartri”, conduttori e conduttrici talmente devoti al dio auditel da non avere nessun scrupolo a passeggiare con aculei tacchi a spillo sulla dignità delle persone.

Tutti gli argomenti sono buoni, se sconfinano con la sessualità è meglio, guardare dal buco della serratura, nuova moda per nuovi adolescenti mai cresciuti, pare faccia salire gli ascolti, se poi scendiamo in particolari scabrosi  e volgari magari ci scappa anche un telepremio, chissà, alla bravura non c’è mai limite.

Moda dilagante  questa,  che sta popolando tutti i mezzi di comunicazione, fate un salto in internet o in  Facebook se volete averne un piccola riprova, dove l’insulto gratuito, le palate di merda, le bestemmie in corsivo, le grigliate di coscienza sono offerte a mani basse, per cosa? Per sentirci il centro del mondo? Perché  se non sei radiografato in un social network non sei nessuno? Perché il confine del mondo finisce appena fuori dal tuo naso? Perché per tutte le stronzate che faccio devo avere da  un altro la conferma con il suo “mi piace questo elemento”?

E proprio vero, da quando abbiamo abbandonato la Confessione, che tra l’altro è gratuita e riservata, facciamo le code a confessarci  nelle piazze virtuali, nei talk show ,forse perché non ci interessa un’ assoluzione, ma affamati di approvazioni tout court sul nostro agire, sul nostro pensare, sul nostro essere.

Il vero bene della Confessione va al di là di queste banalità, ti mette in ascolto del tuo essere, della tua anima, ti mette a confronto con Qualcuno che ti ama e che ha deciso di camminare insieme a te per esserti amico. Ti chiede qual è il bene per la tua vita, ti invita a ricercare il bene per l’ intera vita.

Deporre i propri limiti nelle mani del Signore,  affinchè Lui possa trasformarli in risorse per poter proseguire il nostro cammino non discostandoci troppo dalla metà, vale di più di mille apparizioni televisive,  di mille e più pseudo amici  in internet.

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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