Don Roberto dall’Albania – Natale 2010

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“Il nostro cuore è inquieto

sino a quando non riposa in Te”

(s.Agostino)

Carissimi amici,

è con queste parole di sant’Agostino che desidero condividere con voi la bellezza del Natale cristiano che celebreremo anche quest’anno anche se a latitudini diverse..io un po’ più a sud di voi ma sempre uniti dalla certezza che Gesù non conosce distanze e nasce e vive per tutti…italiani o albanesi, marocchini o rumeni…quello che conta è sapere che il nostro cuore senza di Lui è davvero vuoto!

Come sapete da Ottobre la mia missione ha un po’ cambiato orizzonte, nel senso che geograficamente mi sono spostato al centro della diocesi, nella città di Rreshen per iniziare un lavoro educativo nuovo nel servizio dei più giovani e della chiesa albanese. Qui in questa città sin da quando è caduto il regime sono arrivati i primi missionari vincenziani e da qui si sono dedicati soprattutto al servizio nei villaggi…ora sta diventando sempre più necessario iniziare un lavoro sistematico anche qui e cosi mi sto occupando della catechesi per la città e, con l’aiuto del nostro unico seminarista che vive con me nei fine settimana, stiamo provando a dare vita un piccolo “Oratorio”, cioè uno spazio in cui giocare e stare insieme. Ovviamente il campo per giocare e gli ambienti non ci sono o sono tutti “di fortuna” ma con un po’ di spirito di adattamento si può cominciare! Stiamo affrontando la fatica di far rispettare orari, cancelli e spazi e spesso ci sentiamo rispondere che non dobbiamo ordinare niente perchè la terra è degli albanesi e loro fanno quello che vogliono; poi alcuni insegnanti atei di vecchio stampo che vanno nelle classi a dire di non venire in chiesa…insomma è una bella lotta…ma si tratta di essere convinti che senza Gesù il cuore dell’uomo è davvero povero.

Il mio principale incontro però resta l’animazione dei giovani di tutte le missioni della diocesi, che incontriamo qui a Rreshen circa una volta al mese e soprattutto la formazione vocazionale dei ragazzi; la mia casa sta diventando una casa di accoglienza vocazionale per tutti quei ragazzi che si stanno interrogando sul futuro nella propria vita non escludendo la possibilità che il Signore Gesù li chiami a qualcosa di particolare. Ci sono dei gruppi di ragazzi che vivono con me dal venerdi pomeriggio alla domenica mattina e insieme riflettiamo, preghiamo, giochiamo per crescere come amici di Gesù. Questo servizio mi chiede poi anche di rendermi presente nelle missioni da cui vengono questi ragazzi per conoscere la loro realtà e le loro famiglie. Piano a piano questa comunità diventerà residenziale, cioè i ragazzi vivranno qui e cresceranno formando il loro cuore rispondendo a quello che Dio ha seminato nel cuore di ciascuno di loro. E per completare questo servizio collaboro con il Seminario Nazionale di Scutari e con il Seminario dei Vincenziani dove svolgo anche il servizio come Padre Spirituale.

Sempre qui a Rreshen aiuto anche come animatore i ragazzi che vivono nel convitto della nostra diocesi presso la scuola Professionale che abbiamo qui in città, gestita dai padri Somaschi…ragazzi che imparano un lavoro e imparano la dignità della vita. La sera passo un po di tempo con loro per concludere le loro giornate fatte di studio e di apprendimento di una professione: Elettricista, idraulico o meccanico.

Come vedete sono cose molto semplici…che chiedono tanta relazione personale con ciascuno di loro; è un po’ questo il bello di questa “nuova missione”…pensare al cuore di questi ragazzi. Sono persone molto semplici e ricche dentro, che in famiglia non ricevono molto affetto (perché la cultura è fatta di pochi sentimenti) e che sentono il bisogno di essere accompagnati. Spesso mi trovo ad insegnare tante cose concrete: che se fa freddo bisogna vestirsi, mettere il giubbino, …che bisogna lavarsi (!), …cose semplici che mai nessuno gli ha detto perché la logica qui è che uno per vivere deve arrangiarsi…e loro restano stupiti che noi ci prendiamo cura cosi concretamente di loro…e da questo affetto comprendono perché desideriamo stare con loro, capiscono chi è Gesù che noi annunciamo e forse sentono il desiderio di vivere anche loro amando in questo modo concreto senza pensare che ognuno deve badare a se stesso! E’ una esperienza educativa molto forte…e che chiede tanto discernimento ogni giorno.

Ogni diocesi qui si sta attrezzando per dare vita a queste piccole comunità di accoglienza vocazionale in vista del Seminario; io mi sto impegnando come son capace mettendo in piedi (anche fisicamente) questa piccola casa.

Certamente questo servizio mi ha portato lontano dai villaggi (dove vado la domenica per la messa) ma mi ha avvicinato al cuore di questi ragazzi, e solo cominciando dal cuore di questi ragazzi qui si puo ipotizzare un domani nuovo…una chiesa locale nuova…dove la logica è quella del voler il bene dell’altro.

Affido anche alla vostra preghiera natalizia il dono di nuove vocazioni per questa terra…ne ha di bisogno…siamo sempre in pochi; vi basti pensare che in più della metà della nostra diocesi non siamo presenti perché non ci sono missionari e non ci sono preti. Vi affido i ragazzi della mia comunità, i giovani seminaristi vincenziani, i ragazzi del nostro seminario inter-dicoesano nazionale tra i quali ci sono due giovani della mia diocesi (Agustin e Fatjon). Pregate perché la “messe è molta ma gli operai sono pochi!”.

Grazie come sempre per gli aiuti che ricevo e di cui ho sempre bisogno: s. messe da celebrare per me e per sacerdoti più poveri; grazie per le offerte libere che uso per sostenere questi ragazzi in cammino vocazionale, che uso per “costruire” un po’ questo oratorio, per pagare come sempre le medicine a chi non può permettersele.

Grazie per tutto….

…io posso darvi poco, ma vi assicuro che la mia preghiera riconoscente è una cosa che ogni giorno faccio per tutti voi che a titolo diverso vi ricordate di noi.

La Notte di Natale ci incontreremo alla Capanna di Betlemme perché solo con Gesù il nostro cuore sarà pieno di vera felicità…

Con amicizia

Don Roberto

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don Roberto

Sono sacerdote fidei-donum missionario in Albania dal 2008, originario di Leno e in precedenza Curato a Edolo e Cortenedolo. La mia frase preferita? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)


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