Don Paolo: un Sacerdote con la esse maiuscola

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Caro don Paolo,
ci siamo conosciuti appena sei arrivato a Leno, eravamo nel 1993 e alloggiavi in una abitazione in affitto al quartiere Nazzari. Solo più tardi ti sei trasferito vicino alla chiesa. Con altri amici collaboravamo con la parrocchia nella gestione dei corsi in preparazione al matrimonio. Da subito hai arricchito la proposta con le tue caratteristiche.

Portavi tra le vie di Leno la tua Semplicità; ti vedevamo arrivare, partire con la tua mountain bike, discreto e silenzioso, osservatore attento delle persone. Questo ti ha permesso di essere un uomo Sensibile, vicino a chi soffriva, sia che egli fosse praticante o no. Senza alcuna difficoltà ti avvicinavi a tutti e allo stesso tempo non apparivi mai invadente. Chi ti ha conosciuto ti ha sentito vicino, con te non servivano le parole, esprimevi moltissimo con lo sguardo, comunicavi con le tue espressioni del volto. Che dire poi della terza esse? La Spiritualità profonda, intrisa di una forte esperienza di preghiera, capace di trasmettere serenità e far apparire semplici anche prove difficili. E’ questo l’esempio più forte e vivo che ci lasci; la Serenità che ha accompagnato l’ultima parte il tuo calvario. La stessa che ho ritrovato tratteggiata sul tuo volto quando ti ho incontrato per l’ultima volta alla Domus, la stessa che ci hai lasciato come saluto e ricordo.

Grazie Don Paolo e grazie al Signore che ci ha fatto incontrare un gigante della fede.

Franco

Don Paolo Gabusi

Caro don Paolo,
scrivo su queste pagine sulle quali, tu per primo, hai voluto scrivessi. Te ne sei andato per sempre. La notizia mi ha spiazzata. Non ti vedevo da alcuni anni, ma era bello, rassicurante, saperti vivo in qualche luogo, ad esercitare la tua missione. Ho voluto vederti per salutarti: l’ultimo saluto alla persona discreta e profonda nei contenuti, al sacerdote innamorato della sua vocazione quale eri. Ricordi, don Paolo, seduti al tavolo della mia cucina, davanti ad una tazzina di caffè, le conversazioni in cui tu, con pacata ironia e sottile polemica, mi provocavi sulla fede? Provocazioni che suscitavano la messa in discussione delle mie convinzioni e nuove domande su cui riflettere. Sprazzi di vita. Oggi, in questa stanza, dove giaci, le persone intorno a te, oltre i tuoi cari, portano dentro il loro cuore i propri ricordi, le proprie esperienze, vissute accanto a te. Le suore pregano e fanno pregare. Le tre suorine del Burundi, dove tu hai trascorso un po’ della tua vita, intonano, nella loro lingua, un canto a Maria. Mi avvicino alla bara. Il tuo viso, addormentato nel sonno eterno, esprime la bellezza della pace. Ogni suora, accommiatandosi, disegna con il pollice, sulla tua fronte, la Croce. Non oso imitarle, non ho alcuna consacrazione, ma come madre e sorella ti benedico nel mio cuore, pregando Dio di accoglierti fra le sue braccia. Forse percepisci la mia tristezza, perché un pensiero si fa largo nella mia mente: ora che vivi una nuova dimensione, mi sei più vicino che mai, così come sei e sarai vicino a tutti coloro che hai incontrato ed amato.

Ciao don Paolo!

Claudia

P.S. Don Paolo Gabusi (nella foto) ha trascorso otto anni della sua vita nella nostra comunità.

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Oratorio San Luigi di Leno


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