Discepoli di Gesù per camminare nella carità

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Carissimi,

dopo la mia nomina a parroco di Leno, Milzanello e Porzano, mi rivolgo per la prima volta a voi per un saluto davvero cordiale e denso di emozioni.

Vi confesso che la chiamata del Vescovo per questo nuovo incarico è stata inaspettata e, quindi, sorprendente: sono rimasto sorpreso che  chiamasse me a reggere una parrocchia di tutto rispetto e con una forte e radicata tradizione come la vostra; sorpreso che mi chiedesse di succedere a tanto degni predecessori, quali sono stati gli Abati di Leno, sorpreso per la fiducia che il Vescovo ha posto in me, sorpreso per la benevola accoglienza dei confratelli sacerdoti di Leno e di alcuni di voi che, direttamente o indirettamente, mi hanno fatto sentire l’affetto di cui già mi circondate.

Ho letto tutto questo come segno che il mio “sì” è offerto non semplicemente a progetti o ambizioni umane, ma alla volontà di Dio, che si manifesta anche attraverso dei segni concreti che Lui offre.

E io proprio per questo vengo: per compiere la volontà di Dio, che è sempre volontà di salvezza per ogni uomo, per tutto l’uomo e per tutti gli uomini. Ed Egli per attuarla si serve di chi vuole, scegliendo senza guardare all’aspetto esteriore, infatti “non conta quel che vede l’uomo: l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore” (cfr. 1 Sam 16,7). E il cuore dell’uomo lo plasma Lui: io spero e credo che il Signore, chiamandomi a svolgere il ministero pastorale in mezzo a voi, abbia plasmato il mio cuore per renderlo simile al suo, “mite e umile”, capace di un amore intenso e vero per ciascuno di voi, in grado di condividere le vostre gioie e portare i vostri dolori, grande quanto basta per non lasciar mancare niente alla nostra comunità, aperto a quella “compassione” che Gesù ha avuto per la gente che lo seguiva.

E’ per questo che io vengo in mezzo a voi con gioia, libero e pronto a servire, così come il Signore mi chiamerà: sì, perché il Signore non chiama solo una volta, la sua chiamata risuona ogni giorno e ci porta a perfezionare gradualmente la sua missione.

Non so ancora cosa vivremo insieme: sono certo però che, se ci lasceremo guidare dalla Parola e dallo Spirito del Signore, vivendo con intensità la nostra fede, faremo cose grandi, così come Gesù ci ha assicurato: “Chi crede in me , anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste” (Gv 14,12). Ciò che importa è che ci sentiamo davvero una comunità unita, dove ognuno sa di essere discepolo dell’unico Maestro, con doni particolari da mettere a  disposizione del bene di tutti, una comunità che cammina con il suo Signore. Al centro e al primo posto sempre Lui, noi tutti intorno, ognuno con il proprio mandato, ma sempre, come Gesù, al servizio di tutti, sostenendoci reciprocamente nel pellegrinaggio della fede, perché nessun ostacolo impedisca il cammino verso la meta, che per tutti è la santità, rafforzando la decisione e la determinazione di ciascuno.

So che i “tempi sono calamitosi”, ma so anche che il Signore ha pregato per noi il Padre: “Padre, custodiscili dal Maligno… come tu Padre sei in me e io in Te, siano anch’essi una cosa sola” (Gv 17, 21) e ci ha assicurato la sua costante presenza: “Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

Sono consapevole di arrivare in una comunità in cui la vita ecclesiale ferve, l’esercizio della carità è vivo, la liturgia è celebrata con intensità, l’annuncio della Parola è ben curato e l’amore fraterno è di casa. Qui S. Benedetto e i suoi figli hanno reso fertile e fecondato non solo la terra, ma soprattutto le anime e hanno affondato radici di fede, che tutt’ora portano la linfa vitale dello Spirito alla comunità cristiana. So che qui i sacerdoti hanno sempre profuso il meglio di sé, corrispondendo con intensità all’opera della grazia, creando un ottimo rapporto con i fedeli della comunità. So che la comunione in questa nostra comunità non è solo un proposito, ma una realizzazione concreta. Per questo, oltre a ringraziare il Signore del meraviglioso dono che mi offre, gli chiedo di non sciupare tanta grazia e desidero ringraziare di cuore chi mi ha preceduto nel ministero di parroco: in particolare S.E. mons. Giacomo Capuzzi e mons. Giambattista Targhetti, che ho avuto la grazia di conoscere personalmente e di apprezzare per l’intensità della dedizione al ministero, la serietà e serenità nelle relazioni personali e la profondità della vita cristiana. Insieme con loro ringrazio gli altri sacerdoti che hanno lavorato nella nostra comunità, in particolare coloro che ancora sono sul campo: don Domenico, don Davide, don Renato, insieme a mons. Luigi Corrini, che ha appena lasciato la parrocchia e don Carlo. Un pensiero di gratitudine anche al Diacono Arturo, scomparso da poco, che io ho conosciuto personalmente: so quanto bene ha fatto alla nostra parrocchia e quanto è vivo il ricordo di lui. Desidero anche dare il benvenuto a don Alberto Baiguera, che risiederà a Porzano, ma che è vicario parrocchiale di tutte e tre le parrocchie di cui io sono parroco: la fraternità sacerdotale ti attende, desiderosa di condividere con te il ministero pastorale e consapevole della ricchezza del tuo apporto.

Voglio ringraziare anche ciascuno di voi fedeli laici, che, corrispondendo al lavoro pastorale dei sacerdoti, avete permesso all’opera di Dio di essere efficace, tracciare un solco di santità nella comunità e trasmettere alle giovani generazioni lo straordinario dono della fede. Spero vogliate continuare a contribuire così alla vita della comunità, intensificando il vostro sostegno attraverso l’esercizio della carità, della preghiera e dell’evangelizzazione. Sono certo che il Consiglio Pastorale, quello degli affari economici, i catechisti, gli operatori della carità, della pastorale famigliare e giovanile e tutte le altre realtà che rendono viva la nostra comunità non lesineranno il loro impegno per discernere i segni dei tempi e, insieme, rispondere secondo il Vangelo alle urgenze di questo nostro tempo.

Spero si possa continuare la collaborazione e il dialogo che so essere intensi tra la Parrocchia, l’Amministrazione comunale e le realtà civili del territorio.

Sono convinto che il mio lavoro si innesta su basi solide: per questo, se pur con un po’ di trepidazione, inizio con serenità d’animo questa nuova avventura e mi dono con tutto me stesso a Dio, perché, se vuole, possa continuare a operare grandi cose anche attraverso di me in questa nostra comunità.

Vengo a voi ricco di precedenti esperienze pastorali vissute nell’oratorio, nel campo vocazionale e come parroco: ho sempre sperimentato l’opera della grazia di Dio e ho ricevuto molta ricchezza spirituale da tutti i cristiani che ho incontrato; anche quando sono stato debole, peccatore, sofferente il Signore ha reso efficace quanto umanamente sembrava inutile o perduto. Per questo so di non dover temere.

Da quando ho detto di sì a questo nuovo mandato, ho iniziato a pregare per ciascuno di voi, per le vostre famiglie, per i giovani e per gli ammalati, per i sacerdoti che svolgono o hanno svolto la loro missione a Leno o sono originari di qui. Al Signore domando di continuare a suscitare autentiche vocazioni cristiane al matrimonio, al ministero ordinato e alla vita consacrata anche in questa nostra comunità.

A voi, carissimi, chiedo di compartecipare al servizio pastorale di noi sacerdoti, secondo i ministeri e i carismi che Dio ha offerto a ciascuno e pregando per noi.

Nel nostro cammino di discepolato ci sostengano la Vergine Maria, madre della Chiesa, i santi Pietro e Paolo, S. Benedetto e i santi della Badia.

Io vi abbraccio tutti e il Signore vi benedica.

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