Dio vuole che l’uomo viva

La riflessione tenuta nella Chiesa di Santa Maria della Pace di Brescia, in occasione della Veglia delle Palme con il vescovo Pierantonio sabato 24 marzo.

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La strategia vincente di chi ha pensato questo momento di preghiera, partiamo da lontano, dal papa con il suo messaggio fino a chi ha scritto la traccia di questo fascicoletto di preghiera dicevo, la strategia vincente ha voluto accostare creando una sorta di binomio paure e ascolto.

Perché dicevo essere una strategia vincente, perché l’accoppiata paure-ascolto è un modo efficace per descrivere bene la condizione alla quale apparteniamo e lo è almeno per due motivi: il primo perché l’uomo essenzialmente è un essere che ha paura. Noi abbiamo paura ed il tema delle paure è un capitolo decisamente vasto. Molte volte anche contraddittorio di se stesso. Noi a volte abbiamo paura perché non conosciamo la realtà intorno a noi o anche dentro di noi. Dove non conoscere indica per noi la non possibilità di gestire le cose, di controllarle e questo ci crea ansia, ci mette in difficoltà.

In altre occasioni capita l’esatto contrario, noi abbiamo paura perché proprio noi conosciamo la realtà che c’è attorno a noi o anche dentro di noi. Qui dovremo però fare una distinzione tra la conoscenza che passa dall’esperienza e la conoscenza che passa attraverso l’idea, l’ipotesi. Noi conosciamo certamente anche attraverso i concetti, le teorie ma principalmente conosciamo attraverso l’esperienza, noi viviamo l’esperienza non l’idea. Facciamo anche qua alcuni esempi perché rafforzano quanto appena detto circa la distinzione e l’idea del conoscere.

Noi tutti sappiamo che la guerra e la morte sono terribili ma finché la guerra è in Siria o in Iraq quella guerra non mi fa così paura il problema sarebbe se la guerra fosse qui. Noi tutti sappiamo che la morte è terribile ma finché la morte non ci tocca personalmente non ci fa forse così paura. Molto spesso mi è capitato di chiedere, in particolar modo ai giovani se avessero paura della morte e se quella non ha ancora toccato nessuno dei loro parenti la risposta è quasi unica, no, perché è ancora lontano, se però ti tocca allora le cose cambiano. Le paure ci mettono in difficoltà, le paure vanno a condizionare le nostre scelte e non esiste uomo che non abbia paura, anzi, l’uomo coraggioso è l’uomo che ha paura. Perché se non avesse paura non ci sarebbe neanche il coraggio ma siccome ha paura può arrivare anche al coraggio.

Tutti abbiamo paura.

Secondo motivo per cui dicevo essere l’abbinata vincente, paure e l’ascolto, perché l’uomo è un essere relazionale e l’ascolto è una tipica dinamica della menzione, dove l’ascolto e l’incontro sono ciò che muovono la nostra vita. Che cos’è la vita, la riflessione umana diche che la vita è la capacità di muoversi, di crescere autonomamente ma questa autonomia ha sempre un inizio che la vede mossa da qualcun altro. Nessuno di noi si da la vita da solo, come nessuno di noi ha imparato a vivere da solo. Ha imparato a vivere da solo perché ha ascoltato qualcuno che lo ha preceduto o ha visto qualcuno che lo ha preceduto.

L’ascolto è sufficiente per superare le paure? Dipende da quello che ascolti, perché se ascolti il terrore è chiaro che questo non ti tranquillizza e qui potremmo aprire un capitolo interessante su che cosa ascoltiamo, non solo in termini musicali ma anche di riflessione perché se quello che ascolto non mi pacifica oppure non mi aiuta ad approfondire alcuni temi della mia esistenza oppure non mi aiuta ad appassionarmi allora da ascolto come del resto allo sguardo al ducato.

Perché è una strategia vincente aver accostato paure e ascolto, ce o dice il testo che abbiamo appena ascoltato, perché è Dio stesso che ci invita ad ascoltarlo. Ascolta Israele il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Noi siamo chiamati invitati ad ascoltare Dio e non si tratta di un ascolto generico, di ascoltare Dio, la sua parola, la sua volontà e che cosa vuole Dio, che cosa ci dice. Ci dice una sola cosa, vuole che noi viviamo e non sopravviviamo perché con le paure non si vive, si sopravvive.

Dio vuole che l’uomo viva, per questo Dio va sempre là dove l’uomo muore.

Muore in tanti modi l’uomo. Muore nella malattia, muore nel peccato, muore nelle relazioni. Dio parla un unico linguaggio, il linguaggio della presenza dice io sono qua, io sono con te. Voglio che tu viva. Quindi se quando noi ascoltiamo ciò che c’è attorno a noi o che c’è dentro di noi ci accorgiamo che quello che ascoltiamo ci mette ansia, ci mette difficoltà, ci spaventa ci fa essere tristi. Dobbiamo riconoscere che quella non viene da Dio e quindi non va ascoltato. Non sarà così facile, sarebbe anche qua un tema molto interessante come fare per staccarci da ciò che ci fa male.

Le paure possiamo affrontarle ma mai da soli.

La regola numero uno che insegna l’esperienza della Chiesa millenaria diche quando uno sta male, è spaventato o ha paura mai stare da solo. Dio invece con la sua presenza dice sono con te e ce lo dice proprio cominciando questa settimana santa dove andremo vivere fasi salienti, fasi cruciali dell’esistenza di Gesù e della nostra di esistenza, perché la sua esistenza può cambiare la nostra esistenza nella misura in cui lasciamo che entri la nostra esistenza. Torno a dirvi se ascoltando ciò che avete attorno, ciò che avete dentro non vi fa essere quieti, vi fa paura o vi spaventa non ascoltatelo. Se avete difficoltà a pensare al vostro futuro, a immaginarlo a progettarlo, se fate fatica ad avere speranza, a creare, a costruire allora parlatene con Dio.

Auguri.

Guarda il video della veglia:

Veglia delle Palme

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