Dammi 10 parole…

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Recentemente è uscito un piccolo testo (piccolo nelle dimensioni, ma grande nei contenuti) a firma di don Marco Mori, direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile della nostra diocesi. Ho trovato il testo interessante e utile per una rilettura su ciò che quotidianamente incontro e vivo accanto e insieme alla nostra comunità: l’Oratorio.

Spesso l’Oratorio, in tutte le sue articolazioni, attività, programmi, iniziative, tradizioni, scadenze, incombenze, riunioni, vive a una velocità tale da non riuscire a leggersi, e quando non ci si ferma a fare il punto della strada aumentano i rischi di perdersi o di smarrire il senso del camminare. Ben venga allora l’opportunità di guardare all’Oratorio…

Immagino di “guardare” all’Oratorio come se guardassimo ad una persona… gli sguardi sull’oratorio sono molteplici: ci sono gli occhi di chi è capace di andare oltre il visibile per cogliere l’interiorità, la profondità del nostro Oratorio. C’è chi vi vede qualcosa di importante, qualcosa che gli appartiene, qualcosa che è famigliare come la propria casa. C’è chi riconosce l’Oratorio, ma lo tiene a distanza, c’è chi lo guarda con nostalgia pensando a “com’era una volta”, c’è chi lo sogna diverso, nuovo, più dinamico, più dentro al vissuto delle nostre famiglie e si adopera per essere parte di questo cambiamento… c’è chi lo sogna diverso, ma si ferma alla critica a volte costruttiva, altre volte malevola o un po’ superficiale… c’è chi ne coglie la dimensione comunitaria e la pluralità di talenti e carismi che lo compongono, c’è chi non vede il mosaico, ma solo qualche tassello e identifica l’uno con il tutto.

Potrei continuare, ma va bene così! purchè l’oratorio possa entrare nel nostro vissuto insieme a tanti altri luoghi e tempi di crescita e relazione, è positiva e utile ogni considerazione.

Nel testo di don Marco sono elencate alcune “attenzioni educative” per aprire un oratorio, una sorta di decalogo (minuscolo rispetto al ben più importante Decalogo di bibblica memoria).

Vi invito all’inizio di un tempo denso di attività e impegni per il nostro oratorio (festa, grest, follest, minigrest, campiscuola, gmg, missioni parrocchiali, ICFR…) a leggerlo, vi invito a rivivere l’antico gioco del “cel’ho” “manca”.

Laddove troviamo un “manca”, beh… rimbocchiamoci le maniche!

10 cose per aprire un oratorio

  1. Avere uno sguardo sulla vita, sempre
  2. Trovare ciò che ognuno può dare e chiederglielo
  3. Non fare solo riunioni organizzative
  4. Chiedere a tutti come vogliono l’oratorio
  5. Pregare tanto e far pregare
  6. Pensare e progettare di più di quello che si può fare all’inizio
  7. Guardarsi intorno negli altri oratori, ma non imitare tutto.
  8. Rispettare tutte le leggi anche se le carte sono tante
  9. Far lavorare tutti concretamente
  10. Non vedere quello che c’è, ma quel che ci sarà.

don Carlo

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