Dalle idee alla vita: la missione è possibile

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Nel Laboratorio Missionario del 12 maggio scorso, si è  riflettuto su come si possa passare dalle idee alla vita, su come si possa accogliere il Regno di Dio affinchè la Sua Missione, sia uno stile di corresponsabilità, di sinodalità nella chiesa, di comunione, di ministerialità non rimangano solo belle parole e slogan ma diventino vita e vita piena.

Il Progetto di Pastorale Missionario per la Diocesi è stato ideato un paio di anni fa dal Vescovo Monari, il quale si auspicava che ogni Consiglio Pastorale Parrocchiale potesse elaborare un proprio Progetto di Pastorale Missionaria (diciamo che nella nostra Parrocchia, si è iniziato a seguire questa indicazione). Lo stile quindi di un futuro, ma non troppo, dove il PPM dovrà tener conto dell’ annuncio esplicito del Vangelo ai non cristiani, ovvero della missio ad gentes, soprattutto a partire dagli ultimi, dai più lontani, dai più bisognosi, dai più sofferenti.

Come procedere? Si tratta di ripensare la comunità cristiana. Si tratta di inventare nuove forme di ministeri al servizio dell’ unica missione locale-universale. Una formazione quindi sui temi della fede, della pastorale ma “impastata” con la mondialità, con la vita quotidiana, con le gioie e le sofferenze delle persone. In questi ultimi 15 anni le scuole bresciane hanno invitato Brescia Mondo a realizzare percorsi di educazione alla mondialità con gli studenti permettendo di incontrare dai 5 ai 6 studenti. Intercettare questa urgenza-esigenza nei nostri oratori è ancora un lontano sogno tranne qualche eccezione. Sembrano essere percepiti come temi “non nostri”.

Le linee del PPM propongono le indicazioni dell’ Evangelii Gaudium per una chiesa in uscita. La missione ad gentes deve diventare lo spirito della missione della chiesa nel mondo: una chiesa in uscita è quella che ascolta il grido dei poveri e si lascia trascinare da loro. Ma come essere attenti al grido dei poveri senza conoscerne le cause, i meccanismi, ed arrivare ad individuare la nostra corresponsabilità? Avviare processi di formazione è urgente. Il PPM ci invita ad andare ancora oltre: mai come oggi è inevitabile una denuncia esplicita delle cause che creano e costruiscono la povertà nel mondo dove la distinzione geografica tra nord e sud è sempre meno visibile. Ed ancora, sempre nella linea della conversione, l’ incontro personale rappresenta la miglior testimonianza di vita, un dialogo fraterno ma soprattutto sincero, costruttivo. Relazioni umane di scambio, preghiera, confronto, sostegno.

Al Centro Missionario sono arrivate circa 40 richieste per presentare il PPM nelle parrocchie o unità pastorali, sono in corso processi, cambiamenti anche se lenti, le comunità si stanno interrogando sul come testimoniare il Vangelo oggi. Il Centro Missionario ringrazia per tutto questo lavoro, impegno, scambio, ricerca di nuove vie della missione.

Tratto da un articolo su Kiremba di Claudio Treccani, appartenente allo staff del Centro Missionario Diocesano.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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