Cortenedolo 2012: il camposcuola degli adolescenti

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  “Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo, gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi”. ( 1Pt 5, 6-7)

Per prendere qualcosa che è con te e gettarla su qualcun altro richiede un’azione. Questo è esattamente quello che Dio ci chiede di fare con le nostre preoccupazioni:  invece di portarne noi il peso, Egli ci chiede di agire gettandole su di LUI.

“ Prendiamoci cura gli uni degli altri”

È stato questo il tema che quest’anno abbiamo affrontato con i nostri adolescenti al Campo scuola.

Cortenedolo 2012

Uno dei valori che sembra che oggi è fuori moda è quello della riconoscenza. C’è un primo passo per chi vuole maturare ed è un passo che non dipende solo da noi. È il passo che qualcun altro, capace di donarsi e di donare, ha fatto verso di noi. Ci attiviamo nella vita solo se sperimentiamo che qualcuno si è preso cura di noi. Per capire cosa significa donare occorre portarsi dentro il sapore della gratuità e l’esperienza di un volto, di una mano amica che ci ha accompagnato, ci ha risollevato e lo ha fatto lasciandoci liberi.  I nostri ragazzi hanno saputo prendersi cura gli uni degli altri a modo loro, così come il loro cuore gli suggeriva di fare, e qui vorrei portare un messaggio che uno dei ragazzi ci ha detto:  “Grazie, perché, con la presenza di voi animatori, ci avete fatto capire cosa vuol dire prendersi cura degli altri, facendoci dono del vostro tempo, rinunciando forse anche alle vostre ferie”. Un altro, mi ha detto: “Abbi cura di te e delle persone che ti circondano”.

È bello, poter fare risuonare nella nostra memoria momenti intensi, di condivisione, di gioia e di fatica, perché ognuno di noi ha bisogno di essere preso in cura, preso per mano e accompagnato sulle strade della vita. Le nostre giornate al Campo scuola, iniziavano sempre chiedendo al Signore di starci vicino, per poter, sul suo esempio, prendere a cuore la vita e la storia dell’altro. Non sono mancati i momenti delle arrampicate e delle passeggiate, anche questi sono stati significativi. Quando qualcuno faceva fatica, ci si fermava e afferrandolo per la mano, lo si aiutava, ho visto ragazzi che oltre al loro zaino, prendevano quello degli amici, perché li vedevano stanchi. Questo non è forse prendersi cura dell’altro?

Un grazie di cuore a tutti i ragazzi che hanno reso questo Campo scuola unico e irripetibile, perché unici e irripetibili sono loro. Non può mancare un ringraziamento a don Davide, che pur non essendoci stato fisicamente con noi, ci ha seguito prendendosi cura di noi con la sua preghiera e con la preparazione dei lavori di gruppo.

Ai genitori dei nostri ragazzi, diciamo grazie, per la fiducia che avete avuto nel affidarci i vostri figli, che per una settimana, sono stati compagni in questa bella avventura vissuta e condivisa insieme. Ed eccoci qua, siamo tornati nelle nostre case, nella nostra vita quotidiana, con la speranza che quello che abbiamo vissuto possa rimanere nello scrigno dei nostri ricordi più belli.

ll mondo ha bisogno di persone su cui poter contare, su persone che hanno fatto tanta ginnastica interiore e che proprio per questo sono capaci di donarsi liberamente.

Sr Mirela M.P.V

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