Corrispondenza con i cari lettori

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AI PIU’ DILIGENTI!
Il mese scorso al termine di un anno di vita non facile del nostro Bollettino Parrocchiale, abbiamo invitato le nostre famiglie a collaborare per la riuscita di un’inchiesta, rispondendo ad un questionario e indirizzandolo in busta chiusa, senza affrancarla, alla «REDAZIONE DE LA BADIA – VIA DANTE – LENO».
L’inchiesta riguardava il numero dei nostri lettori nelle diverse famiglie, l’interesse che più o meno suscitava e i miglioramenti che desideravano vi fossero apportati.
Purtroppo le famiglie non hanno capito l’importanza dell’inchiesta, per rendere sempre più interessante «LA BADIA» e non hanno risposto che poche persone. Le risposte sono perciò insufficienti a raggiungere lo scopo, che si prefiggeva l’inchiesta.
Ringraziamo comunque tutti coloro che hanno cercato di collaborare per un giornale sempre più bello, inviandoci il questionario compilato e scrivendoci anche qualche graziosa lettera. Anzi invitiamo voi, che siete i più diligenti fra i nostri lettori, a scrivere ancora, facendoci conoscere i vostri desideri: da parte nostra faremo tutto il possibile per accontentarvi.
Vogliamo che ogni nucleo familiare non si senta un isolato nella Parrocchia, ma piuttosto che tutte le famigli sappiano di avere un ruolo importante nella COMUNITA’ e che dipende da ciascuna famiglia se i Lenesi progrediranno economicamente e socialmente, ma soprattutto in campo morale e spirituale.
L’anno nuovo ci trovi tutti uniti nella buona volontà e pronti a sacrificarci per il miglioramenti di tutti.
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Ecco alcune lettere, tra le più interessanti giunte in redazione:

 

«Nella mia famiglia, appena arriva, La Badia viene letta subito e tutta, ancora in giornata, da me che sono la mamma. Mi prendo mezzora di respiro e me la leggo in pace. Mi interessa tutta, ma c’è una rubrica che leggo per la prima: è la Corrispondenza con i lettori. Mi piace molto leggerla, anche se non sono io a fare le domande, perché la trovo molto istruttiva. Questa sera ho letto alla mia figliola la risposta data a S. M., perché tempo fa le feci capire che quel giovane che le stava attorno non andava; purtroppo aveva tutte le belle qualità di quel giovanotto descritto nella domanda di S. M.
Anche se la mia ragazza non proferì parola, credo fosse persuasa che noi mamme non si parla sempre invano, soprattutto trattandosi di cose tanto importanti! … Mi spiace solo che l’elenco delle offerte pro «Badia» porti via dello spazio, che potrebbe essere utilizzato invece per una buona parola (sempre) agli ammalati; i quali hanno maggior tempo di leggere, specialmente d’inverno, quando per il freddo sono costretti a rimanere sempre in casa. Penso che coloro che offrono qualcosa, non lo facciano per vedere il proprio nome sul giornale… Ora che il giornale arriva anche ai militari, sarebbe buona cosa che contenesse sempre anche qualche buona parola per loro; questo mi interessa molto, perché tra qualche mese avrò anch’io un figliolo soldato. Certo che per accontentarci tutti le quattro paginette forse non basteranno; ma sarebbe poco male offrire anche 100 lire al mese, pur dì trovare qualcosa in più sul nostro Bollettino Parrocchiale… Quante 100 lire si spendono inutilmente oggi! Vorrei anche che portasse qualche esortazione e magari dei rimproveri per le mamme, per i papà e per i figli, come fanno in Chiesa i nostri Sacerdoti, che sono tanto bravi; così quelli che in chiesa non vengono, potrebbero leggerli!»

G. B. (Una mamma)

Non solo non cestiniamo, ma abbiamo trascritta per intero la sua lettera, perché vogliamo tener conto delle sue osservazioni e vogliamo dare la prova a tutti i lettori di quello che sa fare la buona volontà, anche senza molta cultura. Grazie di cuore, cara Signora. Volesse il Cielo che tutte le mamme del mondo fossero come lei.

 

«Dato che siamo stati tutti invitati a dire il nostro parere, mi permetto di fare un’osservazione (anche a nome di mio marito). Gli articoli sono quasi tutti interessanti nella loro varietà. L’articolo che, a nostro avviso, appaga poco è la cronaca dell’oratorio. Secondo noi dovrebbe essere più informativa… Tenere più al corrente i genitori di quello che fanno o pensano i nostri figli. Siamo noi i genitori, è vero; ma purtroppo la maggior parte di noi non ha sufficiente intuito per penetrare nei loro animi… Occorre che qualcuno ci istruisca, per poter guidare meglio i nostri figli. E questo lo può fare soprattutto l’Assistente dei nostri ragazzi! Ci sono le prediche per noi, è vero; ma per un motivo o per l’altro quante ne perdiamo. Chiediamo a «La Badia» di aiutarci nella nostra opera di educatori, oggi tanto difficile. Forse chiediamo troppo e domandiamo scusa; ma abbiamo tanto bisogno delle parole di chi conosce i nostri figli meglio di noi. Nella speranza di essere esaudita, porgiamo i nostri auguri perché «La Badia» venga apprezzata sempre di più».

A. G. S. (Un’altra mamma)

Apprezziamo altamente le sue considerazioni, gentile signora. Faccio però notare che se la «Cronaca dell’oratorio» contenesse ciò che dice lei, cesserebbe di essere «cronaca» … Forse lei intendeva dire che desidererebbe maggiori articoli formativi dei genitori: cercheremo senz’altro di accontentarla. Ma certamente non potranno mai sostituire «Le Prediche» che per motivi non sempre ragionevoli molte mamme e moltissimi papà disertano!

 

«Non sono superstiziosa, comunque devo confessare di essere rimasta molto impressionata per un sogno riguardante l’eternità… Si può credere ai sogni? Come spiegarmi la mia inquietudine? … Leggendo la Bibbia, devo dedurne che certi sogni sono veri, perché non posso metterne in dubbio la veridicità … E allora, credere o non credere ai sogni? Ci sono segni particolari a cui si può prestar fede? Perché alcuni sì ed altri no? La Chiesa condanna chi crede nei sogni? Da parte mia devo riconoscere che la mia fede è aumentata per quel sogno!»

M. A.

Prima di tutto bisogna distinguere tra sogno e visione (o rivelazione privata). Il «sogno» è la «successione disordinata ed automatica di illusioni ed allucinazioni, che si presenta solitamente nel periodo iniziale o finale del sonno». Quindi è una cosa irreale, vana, non degna di essere creduta. La visione invece (c’è anche quella «Beatifica» che godremo in Cielo) o rivelazione privata consiste in «una manifestazione da parte della Divinità, direttamente o no, di una cosa occulta» ed è sempre soprannaturale, in quanto non compete tutto questo alla nostra natura umana. Con questa distinzione è tutto spiegato chiaramente:
1) I sogni da lei citati dalla Bibbia sono «Visioni», anche se talvolta nel linguaggio parlato si chiamano semplicemente sogni;
2) Le visioni sono tutte vere, e quindi dobbiamo crederci; mentre i sogni sono falsi e non si devono credere, se non si è superstiziosi;
3) Se fossi in lei, non direi che quel sogno le ha aumentato la fede, perché sarebbe ridicolo che un «sogno» potesse aumentare o diminuire la nostra fede.

Il Pescatore

 

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