Come entra Dio nella tua vita?

1

11 giugno 2017

La solennità odierna ci dà modo, cioè ci offre, l’opportunità di intensificare la conoscenza e la ricerca di Dio; una ricerca che deve orientarsi non solo nell’ordine dell’identità di Dio, ma anche nel comprendere che valore Dio ha nella nostra vita. Capire chi è Dio non è facile, comprendere Dio e capirlo fino in fondo è cosa ardua. Facciamo, però, un esperimento molto pratico e semplice dal punto di vista dell’immaginario: pensate ad un bambino che vi guarda negli occhi e vi chiede chi è Dio, voi cosa rispondete?

Facciamo, ora, un passo avanti nel tempo. Facciamo crescere quel bambino, facciamolo diventare un adolescente (che ha bisogno di altre riposte) e a partire da quella che è stata la vostra risposta, che avete dato a quel bambino su chi sia Dio, vi chiede: “Si, tu mi hai detto che Dio è questo, ma dimmi: nella tua vita che valore ha? Come entra Dio nella tua vita?” A questa domanda cosa rispondereste?

È chiaro che sono domande e risposte impegnative. Nella storia l’uomo ha cercato di raccontare Dio, di dire qualcosa su di Lui. Sono stati anche molto ampi la riflessione, lo studio, la ricerca. Ora, noi arriviamo a balbettare qualcosa di Dio, perché quello che diciamo è una verità misteriosa e pur sempre limitata.

C’è, però, un punto di partenza certo, dal quale possiamo prendere avvio per capire chi sia Dio e possiamo farlo a partire da quello che Gesù ci ha detto. Noi Cristiani crediamo un Dio che è Padre, Figlio e Spirito. Perché noi crediamo che Dio è Padre, Figlio e Spirito? Perché Gesù ce ne ha parlato in questi termini. È Gesù che di dice che Dio è come un padre, che è un padre che ci vuole bene a tal punto da mandarci suo Figlio e vuole che rimanga sempre con noi e lo fa attraverso il Suo spirito. È Gesù che ci rivela chi è Dio.

Conoscere come nozione chi è Dio, però, non è ancora sufficiente, occorre un passo in più, occorre un’intelligenza che sia illuminata dalla Fede, quindi amplificata, che di fronte a questa nozione (che Dio è Padre, Figlio e Spirito) possa scegliere se credere o non credere questa verità; detto in altre parole, possa scegliere se accogliere o non questa verità, perché Dio non è tanto un concetto da apprendere, ma una manifestazione da accogliere. Tutto Dio non lo comprenderemo mai, ma tutto Dio lo possiamo sperimentare, come, per esempio, attraverso i Sacramenti, nell’amore, nel prenderci cura l’uno degli altri.

Questa riflessione, sul fatto che l’intelligenza amplificata dalla fede chieda un’accoglienza, la vediamo in quello che è accaduto nel Vangelo di questa domenica, tra Nicodemo e Gesù. Chi era Nicodemo? Era un dottore della legge, era uno di quelli che interrogava Gesù, forse non uno di quelli che lo metteva in difficoltà ma era uno di quelli che voleva capire: la sua ricerca era autentica. Nonostante lui non sia, ovviamente, cristiano, sceglie di cercare Dio e si mette umilmente davanti alla verità che gli racconta Gesù (ricordiamo che Nicodemo si presterà a deporre dalla croce il corpo di Gesù).

Questo per dire che sì, ci possono essere delle difficoltà dal punto di vista cognitivo sull’essenza di Dio, ma dal punto di vista dell’esperienza (nel momento in cui noi siamo disposti a raccogliere il Suo amore) noi tutto Dio lo incontriamo.

Non sarà che, forse, noi difficilmente riusciamo a condividere la fede o vi sono sempre più persone che non si accostano alla fede perché, magari, di Dio solo ne parliamo e non lo viviamo?

La festa di oggi ci dà l’opportunità di orientare la nostra ricerca di Dio non solo nell’ordine dell’identità ma dell’esperienza (noi viviamo l’esperienza e non l’idea), per questo il nostro rapporto con Dio deve diventare anche molto concreto: se facciamo fatica a raccontarLo a parole vuol dire che deve passare sul piano dell’esperienza.

―•―• ――― ―― • / • ―• ― •―• •― / ―•• •• ――― / ―• • •―•• •―•• •― / ― ••― •― / •••― •• ― •― ••――••

Commenti