Colloqui coi genitori – Vigilare su figli

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Uno dei doveri fondamentali dei genitori è la vigilanza sui figli. Compito non facile, riconosciamolo subito, in quanto suppone che i genitori sappiano vigilare prima su stessi. L’esempio, lo abbiamo visto nella nota precedente, è il più eloquente degli educatori. I genitori devono vedere tutto, senza parere, e intervenire al momento opportuno. Sorvegliando attentamente i propri figli innanzitutto è possibile prevenire moltissime mancanze. Quante tristi esperienze si potrebbero, evitare se i giovani non venissero lasciati troppo di frequente senza alcun controllo nelle letture, quando si divertono in casa e fuori, quando sono con gli amici!

Ogni qualvolta poi si debba intervenire perché sono state commesse delle mancanze, lo si faccia per persuadere e incoraggiare, e non per mettere timore. Intervenire per reprimere è creare degli ipocriti e dei ribelli. Dal modo di intervenire, ricordiamolo sempre, dipenderanno i rapporti fra genitori e figli per tutta la vita. Il nostro intervento perciò non deve far venire meno il rispetto, la riconoscenza, l’amore imperituro dei nostri figli. Ricordiamo pure che on basterà un solo intervento per stabilire la normalità.
Chi deve vigilare? Tutti e due i genitori. Il padre, e questo capita assai di frequente, non scarichi la responsabilità sulla madre.

Molte sono le cose sulle quali i genitori devono vigilare. Esaminiamo oggi un argomento che richiede una particolare attenzione: il cinema e la televisione. Meriterebbero da soli un lungo discorso per il carattere contagioso che hanno assunto da alcuni anni, potendo costituire nella società un prevalente veicolo di maleducazione; un sottile, veleno di cui sono vittime specialmente i ragazzi ed i giovani. Davanti a troppi spettacoli si genera in essi un pericoloso squilibrio, gravido di funeste conseguenze fisiche, intellettuali e morali.
Le nuove generazioni non possono fare a meno del cinema e della televisione. In una recente inchiesta svolta fra un centinaio di ragazzi di Leno, dai 9 ai 12 anni, è risultato che l’85 per cento si reca al cinema una o due volte alla settimana, e coloro che seguono la televisione, quasi ogni giorno, sono l’89 per cento. Nulla di male se si recassero al cinema in ambienti appositi dove, di solito, vengono proiettate pellicole adatte ai ragazzi, in ora opportuna e solo per loro; oppure si limitassero a seguire alla televisione i programmi che ogni pomeriggio vengono trasmessi per i ragazzi.

Ciò che preoccupa è il constatare (riferisco ancora i risultati dell’inchiesta sopra citata) che il 41 per cento dei ragazzi interrogati hanno dichiarato di recarsi al cinema quasi sempre da soli, per vedere pellicole che non sono riservate a loro e il 53 per cento, di seguire alla televisione i programmi degli adulti ogni sera, quasi sempre in luoghi pubblici e, in non pochi casi, fino ad ora tarda. Come si vede, in generale, si permette con troppa tranquillità che i ragazzi vedano cinema e televisione.

«Bisogna che si abitui, in fin dei conti. Non potrà stare sempre attaccato alle gonnelle materne! E’ meglio abituarli subito, una volta che domani dovranno fare da sé!». Ecco, d’altra parte, come la pensano i genitori. Perché allora non lasciamo mangiare ai nostri figli quello che vogliono, quando vogliono e come vogliono? Si rovinerebbero la salute! si risponde.

E la salute dello spirito forse conta meno di quella del corpo? Forse non siamo del tutto convinti dei pericoli cui vanno incontro i ragazzi recandosi in ambienti pubblici dove vengono dati spettacoli non adatti a loro.
Ricordiamoci dei discorsi che sentiamo anche noi quando ci rechiamo in certi ambienti; delle scene poco edificanti cui si assiste davanti o vicino a noi; dei sottintesi e dei commenti salaci che vengono fatti allo spettacolo. Certe scene poi di crudo realismo, che possono lasciare indifferenti noi adulti, nel ragazzo invece, anche se per il momento non possono ancora portare alcun turbamento nella sua anima ignara, gli si imprimono profondamente nella memoria e, siamone certi, torneranno colorite da una forza irresistibile nel momento del pericolo morale.

Non vi pare che certi spettacoli sguaiati, scandalosi, scurrili sono per le tenere anime altrettanti traumi che non si cicatrizzeranno più? E poi ci lamentiamo e non sappiamo, spiegarci che a una certa età i nostri figli siano svagati, distratti, irascibili. Perché meravigliarci che sulla loro bocca ci sia un frasario da indiani; ripetano, in ogni momento della giornata, gesti e versi che ci esasperano? L’opera vigilatrice dei genitori in questo campo è più che necessaria. Facciamo pure vedere cinema e televisione una o più volte la settimana. Sarebbe ottima norma però che vi fosse al loro fianco la mamma o il babbo, per mitigare l’impressione delle sequenze crude, pronti a spiegare con limpida parola il passaggio oscuro, che può prestarsi a equivoca interpretazione.

Se non è possibile accompagnarli, e questo capita spesso, si mandino al cinema e alla televisione da soli, ma solamente in ambienti sicuri, dove possano seguire spettacoli adatti alla loro età. Al ritorno in casa non dimentichiamo di farci ripetere quanto hanno visto; discutiamo insieme lo spettacolo, approvando ciò che vi è stato di positivo e condannando quanto c’è stato di negativo. In tale modo, non solo si neutralizzano le tossine velenose, ma è possibile avere spunti per chiarimenti ben precisi su un piano educativo e morale. Aiuteremo così i nostri ragazzi a conquistare idee giuste e vere, formeremo nel loro cuore e nella loro mente il germe dell’uomo di domani. Li prepareremo ad affrontare e a saper superare altri pericoli che incontreranno nella vita. Se veramente ci preoccupiamo dell’educazione dei nostri figli non possiamo trascurare questo nostro compito. Basta volerlo e sacrificarsi un po’.

Leonense (un papà)

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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