Ciao zio

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Per tanti sei stato il don, ma per noi eri solo lo zio: zio Ettore.

A volte accadono cose che non si è pronti ad affrontare o di fronte alle quali non si sa come reagire. Non si trova risposta. Riaffiorano alla mente mille ricordi e in questi giorni tutti riguardano te. 

È difficile trovare le parole giuste in questo momento, perchè per noi sei stato molto più di uno zio. Vitale, come il tuo secondo nome, “proprio della vita”, una forza e uno spirito non indifferenti. Come ti piaceva dire: “Testa alta e pedalare”.

Ti sei sempre dedicato ai ragazzi e a noi giovani, che erano il tuo punto di partenza per costruire un futuro migliore, educandoli all’altruismo e alla solidarietà. Per i giovani, come per le tue passioni, ci hai sempre messo il cuore. Ci hai lasciato un bagaglio pieno di valori, di emozioni positive e di sogni da raggiungere, sempre con il sorriso in faccia. 

In questi tempi non è facile parlare ai giovani per farli ragionare senza annoiarli, eppure tu ci riuscivi. Durante le omelie non solo spiegavi le letture, ma strappavi anche un sorriso alle persone che erano lì, ed è una cosa bellissima. Si vedeva che con i tuoi discorsi volevi arrivare a tutti, dai più grandi ai più piccoli. Lo si capiva anche dai piccoli gesti, come quello che facevi venendoti a sedere vicino a noi nipoti dopo ogni pranzo dalla nonna, per scherzare e ridere insieme delle tue imitazioni, ma anche per fare discorsi seri e darci consigli preziosi. Ci mancherai quando ci troveremo a Natale o a Pasqua, e tu non sarai lì a farci ridere. Ci mancherai quando non dovremo più aspettarti arrivare dalla nonna la domenica, vestito con una camicia e i pantaloni corti, che ha vederti non lo si sarebbe detto che eri un prete.

Eri parte della nostra famiglia, anzi sei parte della nostra famiglia anche ora, perché ci guiderai da lassù: un angelo per noi nipoti e per tutti i giovani.

Ti porti via un pezzo dei nostri cuori, ma allo stesso tempo ci lasci un ricordo bellissimo che conserveremo sempre. Sappi che siamo sempre stati fieri di essere tuoi nipoti. Ora sei lì con il nonno e ti pensiamo felice, con tanta voglia di fare come l’hai sempre avuta.

In questi anni sei stato per tutti forte, deciso e accogliente, a volte anche duro, ma sempre saggio: come una quercia sotto cui i bambini si trovano a giocare. E quando un fulmine all’improvviso schianta la grande quercia, tutti rimangono sorpresi, spaventati e confusi, senza un punto di riferimento. Non sappiamo più dove guardare. E allora non resta che guardare a noi stessi, ai nostri vicini e alla nostra famiglia. 

È quello che abbiamo visto succedere in questi giorni, quando tutta questa gente è venuta a salutarti e a portare ciascuno la propria testimonianza, con affetto e gratitudine per quello che hai fatto. Tutti in qualche modo guardavamo a te e ora che non ci sei più ci troviamo a guardarci negli occhi e ci scopriamo più vicini di quanto pensassimo, accomunati da quello che tu hai lasciato a ognuno di noi. 

In questi giorni, è stata questa la tua ultima e più bella lezione: c’è tanto dolore oggi, è vero; ma c’è anche tanto amore; c’è tanta vita ancora davanti.

Grazie di tutto zio Ettore.

I tuoi nipoti Andrea, Miriam, Francesco, Luca, Edoardo, Irene, Francesca, Filippo, Paolo, Fabio, Sofia, Antonio.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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