Ciao a tutti! Guardate come mi diverto!!!

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Ciao a tutti, sono mattia, ho vent’anni e sono al secondo anno di università. Il mio impegno nell’oratorio come animatore è iniziato circa tre anni fa, il gruppo che mi venne affidato fu quello dei ragazzi nati nel 1993. “Pachisi” ( questo è il nome scelto dagli adolescenti per il gruppo) è stata ed è tutt’ora una realtà dell’oratorio della quale vado orgoglioso.

Si sentono e si leggono tutti i giorni notizie al telegiornale e sui giornali di una gioventù ormai allo sbando, senza regole, senza ideali, senza obbiettivi. Io mi sento di dire NO. Perlomeno non un SI generalizzato.

I ragazzi e il mio rapporto con loro in questo tempo è cresciuto, ed ho scoperto che per fortuna i “bravi ragazzi” ci sono ancora, per fortuna ci sono ancora ragazzi che sono disposti ad accettare e dire si alla chiamata di Cristo, con i loro alti e bassi, con i loro limiti, ma lo dicono e confermano con i gesti quotidiani.

La partecipazione massiccia alla “raccolta alimentare” organizzata dall’assessorato ai servizi sociali, la partecipazione ad incontri dove si discute di temi forti, seri, la voglia di confrontarsi e di crescere, la continua ricerca di ideali e di punti di riferimento, fa di questi ragazzi una realtà che “grida” ai “grandi” << noi ci siamo. e ci stiamo!>>

In quest’ultimo anno, inoltre, il gruppo si è “espanso” aprendosi anche ad altri ragazzi e  ragazze di diverse età, ragazzi che sembravano ormai “fuori dal giro” si stanno riavvicinando, segno questo che il buon clima e l’amicizia vissuta è servita come attrattiva anche per altri. Personalmente penso che  il rapporto con i ragazzi sia un’occasione di crescita prima per me e poi per loro, a me da la possibilità di rivedere le mie passate esperienze e di trarne insegnamento; a loro serve come confronto forte, alcune volte anche “aspro”, con ragazzi, non di molto, ma comunque più grandi di loro che hanno già passato la fase dei “problemi esistenziali” e che posso essere per loro un “punto di riferimento”.

Già, i punti di riferimento, io e gli altri miei “colleghi” animatori… come farei senza di loro? Cosa sarebbe il gruppo senza di loro? Niente, nulla. Penso che un’altra delle formule vincenti sia proprio questa, una forte coesione e sinergia fra il gruppo degli animatori.

Ci basta poco per “capirci al volo”. Penso che l’amicizia che ci tiene assieme sia allo stesso momento cemento e carburante del gruppo. In conclusione, mi sento di poter affermare che i ragazzi affidatici sono davvero un dono di Dio, dono e presenza viva dell’amore che Egli ha per noi. Spero che anche noi possiamo essere dono per loro.

Mattia

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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