Chi persevererà fino alla fine sarà salvo

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26 dicembre 2016

Sembra che la liturgia di quest’oggi, dedicata a santo Stefano, al suo martirio, sembra che voglia distoglierci dall’attenzione del Natale appena celebrato, e dall’ottava del Natale che stiamo vivendo.

In effetti la liturgia si concentra su santo Stefano, dicevo, il primo martire che testimonia la verità della persona di Gesù, il messia annunciato dai profeti. Si ha l’impressione che questo fatto ci voglia suggerire che non basta contemplare Gesù nel presepio, è necessario fin da subito, una volta riconosciuto come Signore, testimoniarlo con le opere fino all’effusione del sangue, per affermare davanti a tutti che quanto noi crediamo non è una favoletta, è realtà, è Dio che è venuto ad abitare in mezzo a noi. É il Dio che è morto per noi ed è risorto per noi. Santo Stefano, lo sappiamo, è un diacono, uno di quei sette scelti dalla comunità, incaricato dagli apostoli ad occuparsi dei poveri, distribuendo loro quanto la carità dei più abbienti dava alla comunità. E Stefano come gli altri diaconi diventa, per forza, anche evangelizzatore. Lui arde dal desiderio di comunicare la propria fede nella divinità di Gesù, in modo particolare a Gerusalemme, ma contro di lui si leva una folla inviperita.

Perché? Perché non riescono a controbattere i suoi argomenti. Ed è proprio durante questa disputa, che abbiamo sentito, che gli si presentano i cieli aperti e vede Gesù, rinnegato e condannato dai capi, risorto ed assiso alla destra del Padre. E dinnanzi a questa affermazione i suoi amici si stracciano le vesti in segno di orrore, come se avesse detto una bestemmia. Lo trascinano fuori dalla città e si mettono a lapidarlo. Ma c’è un particolare: Stefano muore perdonando i suoi nemici, proprio come ha fatto Gesù. E come Lui sulla croce offrì la vita al buon ladrone, così la morte di Stefano genererà alla fede il grande apostolo Saulo, poi Paolo, che era tra i suoi nemici: era addetto a custodire i mantelli dei lapidatori, non potendovi prendere parte per la giovane età. Così Stefano, con la sua testimonianza fino al martirio, attua e conferma quello che il Signore ci dice nel brano del Vangelo che abbiamo sentito: “sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi persevererà fino alla fine sarà salvo”.

Santo Stefano, donaci oggi, dopo aver riconosciuto il Dio bambino, la franchezza, il coraggio nella professione della nostra fede. Fa che non ci lasciamo vincere dal rispetto umano, da vergogne, da paure. Fa che come te non abbiamo paura di testimoniare nella nostra vita, ogni giorno, la nostra fede in Cristo Gesù.

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