Chi non progredisce regredisce

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“Chi non progredisce regredisce”: è questa l’affermazione, anche se non alla lettera, di un autore spirituale, quando parla della vita nello Spirito. Progredire, nella vita spirituale, significa innanzitutto avere sempre più chiaro che essa è sostegno di tutta la nostra vita, perché “è lo Spirito che dà vita”, senza di Lui “la carne non conta nulla” (S. Paolo). Allora é necessario mettere tutto l’impegno perché il nostro cammino spirituale non si fermi mai, perché non ci sentiamo mai degli arrivati. Gli anziani non devono dire: “alla mia età ormai non si può pretendere più nulla”; e i giovani non devono dire: “ormai abbiamo scoperto tutto”. Chi vive in Cristo, vive una vita che è sempre nuova, ha sempre nuove mete da raggiungere, stimola sempre a nuovi traguardi.

Ecco perché la Chiesa continuamente ci propone un cammino di conversione: la nostra vita non è ancora pienamente conformata a quella di Cristo e finché é cosi noi non abbiamo ancora raggiunto la pienezza della nostra umanità.

Così, in linea con il metodo pedagogico della Chiesa, anche la nostra comunità di Porzano, propone al suoi fedeli un nuovo cammino di conversione nel tempo quaresimale: lo chiamiamo “cammino catecumenale”. I catecumeni sono coloro che si preparano al battesimo. In realtà noi tutti siamo battezzati, ma abbiamo continuamente bisogno di rifare la scelta della fede battesimale e causa delle nostre continue infedeltà a Dio, alla Chiesa e ai fratelli.

Il cammino catecumenale-quaresimale che ci è proposto ha proprio l’intento di aiutarci e rifare la scelta del Vangelo e della Persona dl Gesù, approfondendo l’incontro con la sua parola e lasciandoci stimolare ad un sincero esame di coscienza, per poi ritrovare la forza e la gioia di vivere con più coerenza e in uno stile nuovo la nostra vita cristiana in comunione con la Chiesa, alla quale, in forza del battesimo, apparteniamo.

Alcuni potrebbero domandarsi: “ma che novità é questa?” ed essere tentati di rifiutare qualcosa che sconvolge un po’ il nostro, la normalità di un vivere cristiano che, però, è stanco, un po’ annoiato, poco coinvolgente. In realtà non é una novità, perché da sempre la Chiesa in quaresima propone un cammino di conversione. La novità può essere il fatto di riscoprirlo, di viverlo con impegno e a modo in cui é proposto. Del resto, però, se si vuol crescere nella vita spirituale occorre accettare nuove strade, pur coscienti che la meta è sempre le stessa: Gesù.

Certo, dobbiamo vincere la resistenza a metterci in gioco a rinnovare il nostro impegno: è anche per questo che, a volte, come cristiani siamo stanchi, annoiati, scontenti… siamo fermi.

Invito tutti a fare in modo che la quaresima di questo anno diventi per ciascuno e per tutta la munita una ripartenza, come fossimo appena battezzati e, quindi, entusiasti di essere cristiani, desiderosi di scoprire cosa voglia dire veramente appartenere a Gesù dentro la Chiesa, contenti di avere fratelli con cui condividere il nostro cammino, pronti a porre gasò concreti di amore a Dio e al prossimo, disponibili all’impegno, alla tacca, alla denuncia, attenti a cogliere le novità che vivere la fede nel nostro tempo ci richiede certi di trovare la gioia vera, che è il Cristo risorto, al quale la quaresima ci conduce. Allora l’Alleluia pasquale sarà vero canto di risurrezione e di vita, perché anche noi ci sentiremo risorti con Cristo, persone davvero nuove, ma sempre aperte alla continua novità e alla perseverante meraviglia che si attua nella vita in Cristo.

A tutti un augurio sincero: buon cammino, buona Pasqua.

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