Chi è il “Ministro straordinario della comunione”

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Tra le varie attività di volontariato che operano nel paese di Leno in ambito ecclesiale, vi è anche la figura del “Ministro straordinario della comunione eucaristica”.

Questo ministero è molto importante e forse non sempre riconosciuto nel suo valore, al di là della persona che lo esercita. Anticamente la parola “ministro” significava l’uomo a cui veniva assegnato un determinato compito da svolgere per il bene della comunità, oppure per altre persone alle quali rendere servigi. Col passare del tempo la parola “ministro” ha assunto poi un altro significato… nella categoria politica.

L’altra voce è “straordinario”, cioè al di fuori delle mansioni di tutti i giorni; mentre i presbiteri, sacerdoti, sono “ordinari” perché consacrati dal vescovo.

Ora che sappiamo il significato di Ministro Straordinario, vediamo cosa fa e qual è il suo compito nella comunità cristiana. Principalmente il suo incarico,come dice l’espressione, è portare la Comunione eucaristica, il Corpo di Cristo, a persone che, in qualche modo, non hanno la possibilità di recarsi in chiesa a causa delle condizioni fisiche o per malattia, ma che non vogliono rinunciare all’Eucarestia. Come si sa, il Ministro Straordinario della comunione eucaristica non sostituisce il sacerdote, è però un suo valido aiuto per arrivare là dove egli non può arrivare, anche a causa della scarsità di sacerdoti.

L’istituzione di questo servizio è di grande utilità per non privare del sacramento i fedeli che desiderano partecipare al “banchetto eucaristico”.

Come si arriva ad essere Ministro Straordinario?

Tramite la richiesta del Parroco, un buon comportamento da parte del chiamato e dopo partecipando ad un corso di preparazione per un’adeguata formazione. Terminato il percorso di preparazione, si riceve il mandato dal Vescovo che ha la durata di tre anni.

Con questo articolo vogliamo portare a conoscenza che i ministri delegati fanno del loro esercizio una carità cristiana volontaria come tante altre attività nell’ambito della comunità. Se li incontrassimo per strada, a piedi o in bici, potrebbero avere con sé il Corpo di Cristo da portare come sollievo a persone che ne hanno la necessità. Commuove la perseveranza degli ammalati nel partecipare alle celebrazioni attraverso la televisione o la radio e lo dicono pure… “go scultat la mésa a la televisiù e go dìt anche el rosàre”.

Chi volesse richiedere la presenza del sacerdote e poi del ministro straordinario per la comunione eucaristica può anche solo fare una telefonata in canonica oppure informare uno dei ministri straordinari.

Il servizio del ministro straordinario è fatto non a titolo personale, bensì a nome della comunità cristiana.

Livio e Andrea

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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