“Cercate le cose di lassù”

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A sei mesi dal mio arrivo in mezzo a voi, desidero iniziare questo scritto dicendo il mio grazie a tutta la comunità e a ciascun suo membro perché, dopo l’ottima accoglienza del primo giorno, mi avete mostrato concretamente nella vita ordinaria che ciò che avete manifestato in quel giorno non era formalità, ma l’espressione sincera di cuori aperti e disponibili ad accogliere il nuovo parroco come segno del Buon Pastore e avete accolto la designazione del Vescovo come espressione della volontà di Dio. Mi avete fatto sentire subito a casa, manifestando affabilità, cordialità e stima. Grazie!

Così posso rivolgermi a voi come la “voce” che serve la Parola vera e sa di dover svanire, perché rimanga solo la Parola, che è Gesù, con la certezza che i vostri orecchi e il vostro cuore non sono chiusi. Mentre scrivo stiamo vivendo la quaresima, tempo che la Chiesa ha pensato come opportunità per un cammino più intenso di conversione, che ci aiuta a ripercorrere le tappe del catecumenato, per rinnovare l’adesione libera alla fede cristiana. Le parrocchie di Milzanello, Porzano e Leno, assecondando una proposta del Vescovo Luciano, hanno preparato e proposto un percorso, finalizzato a intensificare l’impegno di conversione e la riscoperta del battesimo, per rinnovare le promesse battesimali e l’adesione a Cristo nella Chiesa durante la veglia pasquale. Più di quaranta persone tra Leno e Milzanello e circa venticinque a Porzano hanno aderito alla proposta. Sono coloro che Dio ha scelto per questo cammino, non perché sono i più bravi, ma perché Lui ha voluto così. Ad altri ha chiesto di continuare con maggior impegno ciò che già stanno sperimentando: penso all’ICFR di tanti genitori, alla partecipazione al gruppo famiglia di tante coppie, alla condivisione del cammino del proprio gruppo o movimento, all’impegno missionario di altri, al ministero di fatto che alcuni svolgono nella comunità (lettore, catechista, cantore, ministrante … ), all’assistenza ad anziani e malati in casa o fuori casa, alla dedizione educativa dei genitori … Ciò che importa è che ciascuno si impegni a vivere con maggior intensità possibile quanto il Signore gli chiede, fondando le sue opere sulla parola di Dio e sulla comunione con i fratelli, per rendere così testimonianza di vita cristiana, perché ognuno e tutta la comunità insieme sia segno della presenza in mezzo a noi di Cristo Risorto che, mediante il suo Spirito, ci dona vita e ci rende capaci di diffondere nella nostra società il suo amore.

Il nostro cammino quaresimale è iniziato con la visita del Vescovo Luciano, che ci ha spronato all’impegno, alla gioia e all’ascolto, per poter essere in sintonia con Colui per mezzo del quale siamo diventati figli di Dio, Padre misericordioso che ci accoglie sempre. Il Vescovo ci ha invitato a rifare la scelta di fede e a costruire una vera comunità di fratelli perché insieme si cammina meglio, ci si sostiene a vicenda e si è facilitati a riconoscere la presenza di Gesù. Io sono convinto che, grazie all’impegno di molti, tutta la nostra comunità giungerà a Pasqua pronta a riconoscere la luce del Cristo risorto e, quindi, a guardare ai fratelli, agli avvenimenti, ma anche alla propria vita con occhi nuovi, con gli occhi del risorto e a vivere la gioia propria della Pasqua, cantando l’Alleluia con un cuore gonfio di quell’amore che viene dal Risorto, pronti ad andare verso i fratelli con uno spirito nuovo, riconciliato.

Ringrazio coloro che hanno aderito alla proposta del catecumenato perché sono segno della presenza dello Spirito di Dio che agisce in tutta la nostra comunità e la vuole plasmare, per renderla sempre più comunità di discepoli del Signore e sua vera Chiesa. A tutti chiedo di accogliere l’invito che Paolo ci farà nel giorno di Pasqua: “cercate le cose di lassù”. Non ci accada che, dopo un cammino intenso e la Festa finale (la Pasqua), tutto torni come prima: nel cammino quaresimale si impara lo stile di conversione, la Pasqua ci fa sperimentare il risultato del cammino, ci fa incontrare il Risorto e ci apre gli occhi sui fratelli; si tratta di continuare in questa direzione per non retrocedere: nella vita spirituale chi non progredisce, regredisce. Dopo aver sperimentato la gioia di guardare in Alto, di cercare le cose che contano veramente nella vita, continuiamo a “cercare le cose di lassù, dove si trova Cristo”, non per disprezzo delle cose della terra, ma per imparare a usarle bene, come mezzo, che ci permette di raggiungere il fine, che è “Cristo, assiso alla destra di Dio”.

Questo è il mio augurio pasquale, che desidero giunga a tutte le famiglie di Leno e Milzanello, soprattutto a quelle che vivono momenti difficili a causa di divisioni, di mancanza di lavoro, di malattie, sofferenze, lutti…: l’incontro con il Signore Risorto porti a tutti pace, conforto e gioia.

Monsignore

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