I giovedì della Missione

A partire da giovedì 14 novembre, tornano i “Giovedì della missione” alle 20.30, nel centro Missionari Comboniani di Viale Venezia 112 a Brescia

Il nostro territorio è pronto a riaccogliere l’ormai tradizionale appuntamento dei “Giovedì della Missione”, una serie di incontri, realizzati in collaborazione con gli istituti Missionari presenti nella città di Brescia, che si prefiggono non solo l’obiettivo di essere occasioni di formazione, riflessione e preghiera, ma anche di promuovere l’incontro e l’aiuto dei poveri e degli stranieri, per “rilanciare il gusto del pensare insieme”, come ha affermato il vescovo Pierantonio Tremolada.

Gli incontri in programma si terranno alle 20.30 nel centro Missionari Comboniani di Viale Venezia 112 a Brescia. A dare il via, giovedì 14 novembre, Mauro Castagnaro, giornalista specialista di America Latina e redattore di “Missione Oggi”, e Mattia Prayer Galletti, Lead Techinical Specialist presso l’Ifad, presenteranno il tema “Sinodo dell’Amazzonia: “kairòs” per tutta la chiesa e il mondo”. A moderare l’incontro sarà presente don Roberto Ferranti, direttore dell’Area pastorale per la Mondialità della Diocesi di Brescia.

Il secondo convegno di giovedì 12 dicembre si concentrerà sulla tematica “Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria della Chiesa in Italia” con la partecipazione di don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio di Como, e padre Daniele Moschetti, missionario comboniano di Castel Volturno di Caserta. Modererà padre Mario Menin, direttore di “Missione Oggi”.

In programma per giovedì 9 gennaio, la finestra sul mondo con “Io Accolgo. Uscire dal labirinto delle paure”. Partecipano all’evento padre Alex Zanotelli (nella foto), missionario comboniano nel quartiere di Rione sanità di Napoli, Antonio Trebeschi, sindaco di Collebeato e coordinatore della rete Sprar di Brescia, e don Fabio Corazzina, parroco di Fiumicello di Brescia. Mimmo Cortese, membro di Opal Brescia e redattore “Missione Oggi”, farà da mediatore. Giovedì 13 febbraio si terrà il quarto incontro, caratterizzato dal tema “La chiesa popolo di Dio e la sfida dei populismi e nazionalismi in Italia e in Europa” con la presenza di mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti, Marco Revelli, già ordinario di Scienza della politica presso l’Università del Piemonte Orientale, e Anna della Moretta, giornalista del “Giornale di Brescia, che modererà l’incontro. Giovedì 12 marzo si parlerà di “Chiesa di uomini e di donne corresponsabili nella sinodalità missionaria” con Matteo Truffelli, presidente nazionale Azione Cattolica Italiana, Serena Noceti, teologa e vicepresidente dell’Associazione Teologica Italiana, e madre Eliana Zanoletti del Canossa Campus di Brescia.

L’ultimo incontro è in programma per giovedì 14 maggio, quando si tratterà di “Legittima difesa e armi in Italia e nel mondo: per quale sicurezza?”. Giorgio Beretta, analista Opal, e Francesco Vignarca, coordinatore Rete Italiana Disarmo, saranno moderati da Piergiulio Biatta, presidente Opal. I “Giovedì della Missione” proporranno anche lo spettacolo teatrale “Pierre e Mohamed – un cristiano e un musulmano. Amici fino alla morte, insieme”, diretto da Francesco Agnello e interpretato da Lorenzo Bassotto, che verrà messo in scena lunedì 23 marzo alle ore 20.30 nella chiesa di San Cristo, in via Piamarta 9, a Brescia. Il monologo teatrale è accompagnato da un supporto musicale ed è ispirato al testo di Adrien Candidiard, sulla vicenda di Pierre Claverie, vescovo di Orano, e dell’amico Mohamed Bouchikhi, assassinati insieme in Algeria il 1° agosto 1966.

I Nobel della missione

Il 19 ottobre si è tenuta al Polo Culturale di via Bollani la ventinovesima edizione del Premio Cuore Amico

Il 19 ottobre si è tenuta al Polo Culturale di via Bollani la ventinovesima edizione del Premio Cuore Amico. Istituito dall’Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus nel 1990, per valorizzare la grande opera di evangelizzazione e impegno sociale svolta dalla Chiesa a favore dei poveri, il “Nobel missionario” destina complessivamente ogni anno 150mila euro a tre missionari, religiosi e laici, che vengono premiati per la loro attività nel mondo. Quest’anno, in omaggio al mese missionario straordinario indetto da papa Francesco, i missionari premiati non sono stati tre ma cinque! Infatti, oltre a una laica dell’Etiopia e a un sacerdote dell’Operazione Mato Grosso in Perù, per la sezione “religiose”, l’Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus ha dato un riconoscimento speciale a una piccola congregazione missionaria che fa grandi cose nel mondo, attraverso due consorelle che operano in Kenya e in Georgia.

I premiati 2019 sono stati: don Ernesto Sirani, sacerdote appartenente al Movimento Operazione Mato Grosso che, dal 1975, si adopera per i campesinos peruviani sulla Cordillera Blanca; suor Nadia Monetti e suor Loredana Monetti, delle Piccole Figlie di San Giuseppe, attive rispettivamente in Kenya a sostegno di bambini orfani e ammalati di Aids, e in Georgia con diverse opere che accolgono persone senza fissa dimora e anziani soli e Almea Bordino, missionaria laica residente in Etiopia, che ad Addis Abeba si occupa di malati e bisognosi, senza tetto e ragazzi di strada. A loro si unisce da quest’anno, inoltre, un ulteriore premio voluto dall’Associazione Carlo Marchini Onlus che ha deciso di unirsi a Cuore Amico premiando con 10mila euro un missionario vicino alle proprie finalità istituzionali (sostegno dell’infanzia in Brasile). Il premiato è il sacerdote salesiano don Roberto Cappelletti per l’impegno evangelico a favore di bambini e ragazzi delle comunità indigene di Iauaretê, area remota posta sulle rive del Rio Negro nell’Amazzonia brasiliana. Nel corso della cerimonia è stato infine presentato il libro “Don Mario Pasini, una Chiesa in uscita”, che ripercorre vita e gesta del fondatore di Cuore Amico in una pubblicazione curata da Michele Busi, giornalista pubblicista e studioso di storia bresciana.

Ernesto Sirani

Ernesto Sirani, classe 1945, sogna la missione da quando, ragazzino, ascolta i racconti della prima spedizione dell’Operazione Mato Grosso, nel 1967. Diventa sacerdote salesiano nel 1975 e, finalmente, nel 1981 gli viene dato il permesso di andare sulle Ande del Perù, nella parrocchia di Jangas, a nord di Huaraz, di cui fanno parte 30 villaggi campesinos sparsi sui fianchi delle Cordigliere Blanca e Negra. Da allora si occupa di portare la fede tra gli indios quechua. A loro ha dedicato tutta la sua missione, adoperandosi per la loro crescita umana e spirituale.

Suor Nadia Monetti

Suor Nadia Monetti (nella foto), della congregazione delle Piccole Figlie di San Giuseppe è dal 1993 in Kenya, sulle montagne dell’Ithanga dalla missione di Ndithini. Qui viene a contatto con le frequenti carestie e con la povertà estrema della popolazione. Le morti di bambini per fame, per Tbc e per Aids la spingono a offrire medicine, cibo, scuola. Apre a una casa per bambini ammalati di Aids e un dispensario e una scuola. Con quanto riceverà da Cuore Amico vuole acquistare dei pannelli solari e terminare una scuola nella baraccopoli di Mukuro, alla periferia di Nairobi.

Suor Loredana Monetti

Suor Loredana Monetti, delle Piccole Figlie di San Giuseppe, opera dal 1996 in Georgia, nella cittadina di Kutaisi, dove ha incontrato e aiutato tante forme di povertà. Anche se il quadro complessivo della Georgia è oggi in via di miglioramento, ci sono molti che non hanno il necessario per una vita dignitosa. Per questo suor Loredana utilizzerà la somma del premio per assistere chi viene accolto nel dormitorio “Cuore Amico” e nella “Casa della Speranza” per alcool-dipendenti aperta nel 2005 nella città di Batumi.

Almea Bordini

Almea Bordini nasce in Etiopia, ad Asmara, nel 1967. Terminati gli studi comincia a lavorare come ristoratrice. Dopo un periodo di riflessione profonda, nel 2002, animata dal desiderio di servire il Signore attraverso i poveri, apre ad Addis Abeba il Centro Caritativo San Giuseppe, per chi vive in condizioni di assoluta marginalità. L’ultima sfida di Almea è riuscire a reintegrare nella società i ragazzi di strada e accogliere un centinaio di ragazze madri con i loro bambini. Sta lavorando alla ristrutturazione un edificio, convinta che nessuna sfida sia impossibile.

Le campane del seminario in Albania

Sono arrivate come “dono di fede” in Albania le campane dell’ex seminario di Brescia in via Bollani. Risuoneranno nei villaggi

Sono arrivate come “dono di fede” in Albania le campane dell’ex seminario di Brescia in via Bollani. Ad annunciarlo è don Gian Franco Cadenelli, fidei donum nel Paese delle Aquile dal 2002. “Per me è un grande regalo, perchè ho sentito suonare queste campane per 13 anni da educatore in seminario. Questo “segno” rimarrà a perenne ricordo della presenza della diocesi di Brescia in questa piccola parte del mondo, sui Balcani! Ringrazio il Vescovo Pierantonio, la famiglia Andreis-Montini (donatori del castello campanario posto sulla Rotonda, in ricordo di mons. Carlo Montini), don Roberto Ferranti, Giuseppe Ungari e Paolo Adami. Qui, le nuove campane, dopo la distruzione operata dalla furia della dittatura ateo-comunista, nelle varie chiese dei villaggi in cui verranno poste, serviranno a ridare simbolicamente “voce” a Dio che chiama tutti gli uomini alla salvezza”.

Per metterle “in opera” c’è bisogno di lavoro e ci sono dei costi da sostenere.” Se qualcuno vuole e può darci una mano, contribuirà a far in modo che la “missione bresciana” in Albania abbia più voce e sia ricordata anche con questi segni”.

Per le donazioni

CONTO IN BANCA ETICA – BRESCIA
CADENELLI GIANFRANCO
Numero conto: 00000 104909
IBAN: IT 50K 05018 11200 000 000 104909
codice BIC: CCRTIT2T84A

Numeri vincenti lotteria della Caritas 2019

Televisore Samsung 32 pollici n. 285
Orologio in acciaio da uomo – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.237
Porchetta – Azienda agricola Bellomi – Milzanello n.144
Buono cena “Trattoria da Andrea” – Leno n.910
Buono cena “Osteria degli amici” – Leno n.915
Buono cena “Trattoria l’Ocanda” – Leno n.1763
Buono Trattamento “La Grotta di Sale” – Leno n.2019
Borsa spesa “Gastronomia Moretti Alfredo” – Leno n.1602
Cornice in argento – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.948
Cornice in argento – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.2125
Set posate “Ferramenta Fornari” – Leno n.349
Beuty per bambina “Farmacia bravi” – Leno n.957
Quadro a mezzo punto soggetto sacro n.1793
Scultura in vetro fusione offerta dall’Autore n.1057
Libro “Racconti Semplici” offerto dall’Autrice n.224
Libro “Poesie” offerto dall’Autrice n.1310
Acquarello “Abbraccio” offerto dall’Autrice n.691
Acquarello “Alberi” offerto dall’Autrice n.530
Acquarello “Fiori” offerto dall’Autrice n.319
Asciugamano Ricamato a mano offerto da Scuola di Vita Famigliare – Oratorio Leno n.1827
Asciugamano Ricamato a mano offerto dalla Scuola di Vita Famigliare – Oratorio Leno n.183
Tris Vasi Etnici offerti dall’Associazione Hamici – Leno n.2212
Lampada offerta dall’Assoc. Hamici – Leno n.215
Tris Vasi Ottone offerti dall’Associazione Hamici – Leno n.1073
Set Oggettistica Ceramica offerto dall’Ass. Hamici – Leno n.1851
Vaso in vetro colorato offerto dall’Assoc. Hamici – Leno n.2078
Mantella lavorazione uncinetto offerta dal gruppo Lana Caffè – Leno n.3
Sciarpa uncinetto offerta dal gruppo Lana Caffè – Leno n.1993
Quadro soggetto Fiori n.155
Zaino con corredo scuola offerto da Andreino-Bonazza – Leno n.1399
Quadro soggetto Barche n.2355
Buono Estetista Ramona – Leno n.2065
Buono Parrucchiere Gianello – Leno n.1301
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.929
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.677
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.1939
Buono La Bottega del Gelato – Leno n.1658
Set Oggettistica Interno 3 – Leno n.2211
Completo Set Tazzine Caffè e Thè n.2063
Quadro soggetto Fiori n.1429
Gelatiera n.189
Completo “taglia formaggio” n.368
Confezione bicchieri n.1794
Centrotavola Portacandele n.1092
Confezioni bicchieri n.149
Vaso in Vetro n.1507
Confezione bicchieri n.2151
Acquarello “Alberi” offerto dall’Autrice n.909

Attività estiva: Menonera Missionaria

Un Sinodo di speranza: il riconoscimento dei diritti culturali e territoriali delle popolazioni tradizionali dell’Amazzonia è una conquista ottenuta al caro prezzo di molte lotte e sangue. La loro consacrazioni in norme, negli ultimi decenni, ha portato a vittorie significative, che ora però sono minacciate. Le lotte di questi popoli sono comuni a migliaia di esperienze che storicamente hanno cercato di mettere in pratica “un altro modo di possedere la terra”. Siamo fiduciosi che il Sinodo sull’Amazzonia, che si terra il prossimo Ottobre, apra davvero nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale, facendo conoscere le esperienze di queste popolazioni, aiutandole a difendere i propri diritti.

Anche quest’anno si è conclusa la nostra attività, coordinata dalla Commissione Missionaria, ha visto la partecipazione di un centinai odi volontari, appartenenti alla commissione stessa, gli adolescenti e i gruppi famiglie, il centro Diurno Disabili e il centro Eureka del Gabbiano di Pontevico, Manuel, Patrizia, Silvana della Casa Alloggio Monica-Crescini di Leno, che hanno svolto un servizio gratuito. Il ricavato dell’ iniziativa andrà a sostegno dei missionari per le loro opere di evangelizzazione, nella pastorale della catechesi e della liturgia, nella promozione umana attraverso corsi di alfabetizzazione, educazione sanitaria, nelle formazione professionale. I nostri referenti sono missionari di origine lenese e non. Sacerdoti religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Saveriani e Comboniani, e alcune Associazioni. Ringraziamo tutti i volontari e gli amici, che passando a trovarci ci hanno permesso di realizzare tutto questo. 

Lettera da Za Kpota

Carissimo Mons. Giovanni,

ho ricevuto da Sr Cristina il dono (duemila euro) che lei e la sua comunità della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Leno, hanno voluto fare alla missione delle Maestre Pie Venerini a Za Kpota (Benin).

Grazie di cuore, per aver pensato a noi!

Sono Sr Laurence Donhouédè, mpv beninoise e, dalla fine di luglio 2018, inviata alla missione di Za Kpota. Ho assunto con fede, entusiasmo e gioia il mio nuovo ministero apostolico in questa meravigliosa, povera terra. Con l’aiuto della onlus “Semi di Rosa” che affianca la mia Congregazione nel lavoro missionario, abbiamo iniziato a realizzare un importante sogno : costruire un piccolo dispensario – primo soccorso sanitario per tutti i nostri fratelli che non possono permettersi il lusso di essere curati a pagamento nelle strutture pubbliche. Abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione di un fatiscente fabbricato… affrontando fatiche e difficoltà di ogni genere. Non ci lasciamo scoraggiare e, forti della benedicente presenza di Santa Rosa Venerini  sempre al nostro fianco, continueremo a dar vita  a tutti i sogni dei piccoli e dei grandi a noi affidati a Za Kpota.

Insieme ai nostri bambini della piccola scuola materna, ai ragazzi dell’oratorio, alle donne della scuola di alfabetizzazione, innalziamo con gratitudine una preghiera per lei e per tutta la comunità parrocchiale.

Chiediamo a lei di ricordare tutti noi nella sua Eucarestia quotidiana.
Un saluto affettuoso a tutti, da me e dalle mie consorelle Sr Nadège e Sr Flore.

Sr Laurence

Estate 2019: Menonera Missionaria

Anche questa estate la Parrocchia, tramite la Commissione Missionaria , in collaborazione con tanti volontari, proporrà: informazione missionaria, vendita di angurie e meloni, panini, gelati, prodotti equo-solidali, cene con specialità della sera, si potrà giocare a beach-volley e scambiare quattro chiacchiere in allegria, vi aspettiamo “in località Campagnole” o “Bivio Risparmio” fino al 14 agosto, tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 24.00. Il ricavato dell’ iniziativa andrà a sostegno di progetti nei paesi dell’ Africa, dell’America Latina, dove operano missionari di nostra conoscenza.

Invitiamo adolescenti, giovani, adulti, famiglie, dei vari gruppi parrocchiali e non, a unirsi a noi come volontari, per sperimentare questa forma di servizio agli altri, di carità e solidarietà. Contattateci: Marisa 3381901306

Proponiamo alcune riviste e siti online che meriterebbero di essere consultate per approfondire le varie tematiche missionarie dell’Italia e del Mondo

Innanzitutto la rivista del Centro Missionario Diocesano. Da oltre cinquant’anni la rivista Kiremba ha l’onere di essere la voce dei missionari bresciani del mondo e la voce dell’ opera missionaria in Diocesi. Nata come foglietto informativo dell’ attività dei tanti missionari bresciani nel mondo, col tempo Kiremba ha seguito il passo della tecnologia e della velocità dell’ informazione. Agli inizi erano lettere che giungevano dalle più remote e spesso impronunciabili, destinazioni del globo in cui operavano i nostri presbiteri a condire le pagine del notiziario missionario. Pian piano la velocità delle comunicazioni ha cambiato anche il modo di proporre la veste e i contenuti di Kiremba. Mentre l’ evoluzione delle comunicazioni cambiava in maniera radicale, restava immutato il desideri dei missionari di poter rimanere collegati alla Diocesi che li aveva generati come uomini e donne cristiani. Ecco che allora per anni è rimasto fisso l’ impegno di dedicare un progetto della quaresima missionaria all’ invio di Kiremba e della Voce del Popolo. Anche oggi rimane la volontà di testimoniare quanto Brescia e i bresciani, dentro e fuori i confini della Diocesi, riescono a fare per essere parte attiva nell’evangelizzazione, nel dialogo interreligioso e nell’ azione missionaria.

Popoli e Missione, a cura delle pontificie Opere Missionarie. Vi sono poi i mensili dei 4 Istituti Missionari Italiani: Missione Oggi (Missionari Saveriani), Missione Consolata, Mondo e Missione (Pime), Nigrizia (Missionari Comboniani).

Pur diverse per stile e ispirazione, tutte esprimono attenzione all’ attività evangelizzatrice della Chiesa in popoli e culture differenti, e attraverso inchieste, dossier e numeri speciali promuovono azioni di sensibilizzazione su temi come giustizia, pace, salvaguardia del creato e dialogo interreligioso. Molto bello e documentate anche Africa (Missionari d’Africa, Padri Bianchi), e Popoli (Gesuiti in Italia). Altre riviste sono più specificamente dedicate alle problematiche femminili nel mondo come Comboni Fem (Missionarie Comboniane), altre ancora al servizio della Pastorale Giovanile (Amico, Piccolo Missionario, Italia Missionaria, il Ponte d’Oro), dedicate a ragazzi di ogni età e ai loro catechisti e animatori. Noticum è il mensile della Fondazione Cum (centro Unitario Missionario, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, il centro che  cura la formazione dei missionari italiani.

Volontari per lo sviluppo, a cura della Focis, è un mensile attento al mondodella cooperazione internazionale e dello sviluppo. 

A educatori ed insegnanti invece si rivolge Cem Mondialità (Missionari Saveriani), offrendo itinerari di pedagogia interculturale e di dialogo fra le differenze.  

Emi invece è una casa editrice, fondata su iniziativa della Conferenza degli Istituti Missionari presenti in Italia, che da più di 30 anni offre libri e materiale multimediale per approfondire i valori della missione a livello ecclesiale, accademico e sociale. 

Nigrizia Multimedia nasce nel 2007 insieme al Centro Comboni Multimedia dei Missionari Comboniani di Verona, casa di produzione di materiale audio-video riguardante tematiche sull’Africa e il Sud del Mondo. 

Il primo viaggio a Kiremba

San Paolo VI e Kiremba, un connubio indissolubile che è sinonimo della generosità dei bresciani, della storica vocazione missionaria della Chiesa diocesana. È qui, nella provincia di Ngozi, Stato del Burundi, nell’Africa centrale, che si è svolto il primo viaggio missionario del Vicario generale, mons. Gaetano Fontana

San Paolo VI e Kiremba, un connubio indissolubile che è sinonimo della generosità dei bresciani, della storica vocazione missionaria della Chiesa diocesana. È qui, nella provincia di Ngozi, Stato del Burundi, nell’Africa centrale, che si è svolto il primo viaggio missionario del Vicario generale, mons. Gaetano Fontana. Accompagnato da don Roberto Ferranti, direttore dell’Ufficio per le missioni, e dal medico Giuseppe Lombardi, mons. Fontana farà ritorno a Brescia venerdì 10 maggio. Al termine di questo viaggio sono principalmente due i sentimenti che lo pervadono, come testimoniano le parole raccolte da don Ferranti.

A conclusione del viaggio missionario in Burundi, nello specifico a Kiremba, quali sono le impressioni scaturite da questa esperienza, la prima in veste di Vicario generale, in un luogo caro alla Chiesa bresciana?

I sentimenti che mi pervadono sono due: il primo è personale, il secondo è legato al mio ruolo di Vicario generale della diocesi, in rappresentanza del Vescovo. Questa prima esperienza missionaria l’ho vissuta con un profondo sentimento di meraviglia e stupore. Sono molteplici i fattori che hanno determinato tale stato d’animo. In primis c’è il contatto con la natura. In vista del viaggio in Africa pensavo di vedere immensi spazi deserti, in Burundi ho trovato invece una terra fertilissima, rigogliosa dì vegetazione: fiori, frutti e alberi maestosi qui ci circondano. Un aspetto non secondario riguarda le persone: non ho mai visto così tanta gente riversarsi sulle strade, a piedi come in bicicletta, ma sempre in compagnia. È una dimensione comunitaria che mi ha molto colpito, soprattutto se confrontata con la realtà bresciana. Sono rimasto colpito anche dalle abitudini che ho trovato qui: concelebrando l’Eucarestia domenicale nella parrocchia di Kiremba, ad esempio, ho provato una fortissima emozione nel distribuire il Corpo di Cristo a tantissime persone che si avvicinavano a me con questi occhi grandissimi nel raccogliere Gesù come Pane di vita eterna, sostegno per la nostra e per la loro vita. Tralasciando la dimensione personale e calandomi nel mio ruolo di Vicario generale, posso dire che dopo quasi un anno in questa veste, un mandato importante ricevuto dal nostro Vescovo, colgo la profondità di quanta ricchezza e quanta fede la nostra diocesi ha profuso negli anni. In occasione dell’elezione al soglio pontificio del bresciano Paolo VI, la nostra diocesi volle infatti costruire l’ospedale di Kiremba, il più povero tra i luoghi di queste terre. Tutto questo ha dato un significato profondo anche alla mia presenza qui, come rappresentante della Chiesa bresciana insieme a don Roberto Ferranti e il Dott. Giuseppe Lombardi. Qui vengono accolti i poveri, gli indigenti, chi soffre perché malato, anche in modo grave. Si prendono cura di loro in questo ospedale sperduto in mezzo alla natura, in una dimensione di estrema povertà. Da tutto questo ho imparato, anche come Vicario, a ripensare a quante cose inutili circondano la nostra quotidianità. Ho potuto rivedere determinate priorità, notando come spesso ci facciamo prendere dalla futilità delle cose.

A Kiremba, l’ospedale eretto grazie alla carità e alla passione della Chiesa bresciana non vive in un contesto avulso dalla dimensione comunitaria. È inserito in una parrocchia dove hanno operato anche i nostri missionari. Proprio a Kiremba abbiamo incontrato altre espressioni missionarie bresciane, soprattutto guardano alle religiose che operano in questa terra. Le diverse sfaccettature degli incontri fatti che segno Le hanno lasciato?

Incontrando il vescovo di Bujumbura e Ngozi ho potuto appurare quanto sia giovane questa Chiesa: è desiderosa di incontrare Cristo, una Chiesa in cammino come la gente che percorre a piedi nudi le strade di queste terre. La persone, con il passare del tempo, stanno riconoscendosi come un corpo solo, un’unica comunità cristiana che si interessa l’uno dell’altro nel cammino della fede. Pensando a Brescia, a quanto il nostro vescovo Pierantonio tenga all’aspetto liturgico dell’Eucarestia, ho potuto constatare come anche qui tutto sia preparato nel migliore dei modi. Ci sono persone addette al canto anche nei giorni feriali, chierichetti che servono con una precisione non tanto statica ma come “corpo” che sta vivendo l’Eucarestia. Canti e danze diventano espressione di una Chiesa viva, di un cammino di fede. Più significativa di tante parole è l’immagine delle persone che partecipano in modo massivo alle celebrazioni. Lunedì eravamo in 13 a distribuire la Comunione. Abbiamo impiegato un quarto d’ora, immaginate quante persone erano presenti, compresi i bambini che, nonostante la giovane età, si sono dimostrati molto compassati. Un altro aspetto che mi ha stupito sono state le dichiarazioni del parroco, padre Giambattista: mi ha riferito che negli ultimi due sabati sono stati celebrati 800 battesimi e 600 matrimoni. Sono numeri che ci interrogano se pensiamo alle nostre parrocchie.

Anche il mondo missionario qui è molto vivace…

Abbiamo avuto la grande gioia di incontrare le suore bresciane presenti in Burundi. Sono suore di varie congregazioni: le Operaie, le Dorotee di Cemmo, le Mariste e le Ancelle della Carità. La loro presenza è indice della bellezza della condivisione con i più poveri. Il tutto è fatto per amore di Dio. Questa è la testimonianza più bella.

La missione, nel cammino della Chiesa, ha subito diverse trasformazioni. Siamo passati da un’esperienza unidirezionale, una Chiesa che inviava e una che riceveva, a una missione dalle forti connotazioni di cooperazione. Ognuno ha bisogno dell’altro. Adesso ci sono due Chiese che si scambiano doni, esperienze e anche stili. Nell’ottica della cooperazione, Kiremba, ormai da tantissimi anni, è legata alla nostra Chiesa diocesana. Qui il nome di Paolo Vi lo troviamo quasi su ogni parete. Guardando alla cooperazione, la Chiesa bresciana cosa può imparare da una realtà come quella del Burundi?

Qui noi portiamo tante realtà, tante cose. Come bresciano, come uomo di Chiesa e come Vicario generale porterò con me tanta ricchezza che dovrà essere uno stimolo per noi, legato a molteplici aspetti. Il primo è legato alla condivisione. Pensiamo a una semplice stretta di mano, a un saluto. Gesti il cui valore spesso ignoriamo tanto siamo presi da noi stessi. Il secondo aspetto è la forte partecipazione a livello liturgico. Il terzo fattore determinante è la capacità di vivere l’incontro con il Signore nella Chiesa. Vedere queste persone ci ha stimolato a rivedere il senso della fede che non deve ridursi a un semplice essere “bravi e buoni”. Bisogna essere capaci di dare accogliere il Signore nelle nostre vite, dandogli il giusto spazio: è un Dio che si incontra in Cristo Gesù, un Dio che desidera vivere questo grande amore anche attraverso il nostro volerci bene.

Oka: il gioco da tavolo della caritas

La Caritas di Brescia, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kemay, ha realizzato un nuovo gioco da tavolo:”Oka. È in gioco la vita”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sul difficile tema dell’accoglienza. Si tratta di un vero e proprio percorso a tappe, che ricalca il viaggio dei migranti che, dalle zone sub-sahariane, cercano di raggiungere l’Italia

Un lancio di dadi per stabilire il proprio futuro.

Proprio come in un gioco da tavolo, la vita delle persone che si spostano dalla madre patria per richiedere asilo politico in altri Paesi sembra sia condizionata solo dalla fortuna. Non ci sono certezze né stabilità di alcun tipo. Chi arriva in Italia, passando attraverso le terre dell’Africa e partendo via mare dalla Libia, non sa quasi mai a cosa andrà incontro. “Oka. È in gioco la vita” è un nuovo gioco da tavolo realizzato dalla Caritas di Brescia, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kemay, che si occupa di promuovere la sensibilizzazione all’accoglienza nei confronti di famiglie, scuole ed istituti bresciani. Oka è un gioco in cui si dispiegano sul tabellone le numerose tappe cui va incontro chi approda in Italia, giungendo da Paesi africani della zona sub-sahariana. Le caselle, dai contenuti diversi, rispecchiano non solo l’iter geografico-territoriale dei profughi, ma anche quello burocratico-giudiziario da affrontare una volta arrivati nel Paese. Alcune potenziali tappe sono ad esempio la casella numero 10 “Carte d’imbarco” e la numero 4 “Carte verso l’Italia”. L’Italia però non è l’unica destinazione possibile, infatti sono presenti anche le cosiddette “Carte verso l’Europa”.

Questo non è un gioco da tavolo come tutti gli altri. Il suo obiettivo è, infatti, quello di educare ed informare la popolazione sul tema dell’immigrazione e di dare spunti per conversazioni e discussioni che coinvolgano chi decide di partecipare. Così come nel gioco del Monopoli, sono presenti al centro del tabellone due diversi tipi di carte: le “Carte medicinali” e le “Carte soldi”, elementi di vitale importanza per chi affronta un viaggio carico di ostacoli e pericoli. Il gioco è adatto a chi ha più di 11 anni d’età e rappresenta una vera e propria finestra sulla tumultuosa sfida per la richiesta di accoglienza in un Paese straniero.

Pasqua di Risurrezione : “Nei volti il volto”

Usiamo le parole del Vescovo Pierantonio per spiegare il perché: “La santità, in altri termini, è la santità dei volti”. Il volto  richiama lo sguardo e rimanda al cuore. La luce degli occhi proviene dalla carica d’ amore che si coltiva nel proprio mondo interiore. Il volto di Gesù diventa la nostra destinazione, l’orientamento vocazionale della nostra quaresima.

Il volto nascosto in attesa di rilevarsi: il sudario raccoglie tutto lo scorrere dell’Amore sul volto di Gesù, i profumi inebriano quanti sono rimasti con il Figlio, con l’Amico il cui volto ora è nascosto nella morte, nel buio del sepolcro, nel silenzio di quella discesa per scovare i senza volto della storia, quelli che non hanno diritto di parola, quelli ammutoliti dal male, i volti contraffatti dall’ egoismo. Il volto del Figlio si nasconde e tace per andare a cercare coloro che non dicono nulla in attesa di quell’alba che riconsegna alla storia un Volto nuovo che non muore più. Santa Pasqua a tutti noi.

In questa Quaresima la nostra Parrocchia ci sta proponendo con la già avvenuta distribuzione dei tradizionali “Salvadanai Missionari”, un impegno di carità.

I salvadanai sono da riportare in Chiesa nei giorni della Settimana Santa. Il ricavato sarà devoluto all’ Ufficio Missionario Diocesano.

La nostra solidarietà a favore di…

Le iniziative sostenute dalla Commissione Missionaria Parrocchiale, hanno come obiettivo l’ eliminare alla base le cause di povertà, e promuovere le risorse culturali, sociali, economiche dei popoli coinvolti.

Le aree di intervento sono:

  • Sostegno ai missionari nelle loro opere di evangelizzazioni.
  • La Pastorale nelle forme della catechesi e della liturgia.
  • La promozione umana con la proposta dei corsi di alfabetizzazione, dell’educazione sanitaria e della formazione professionale.

I nostri referenti sono: missionari di origine lenese e non. Nello specifico sacerdoti, missionari e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Saveriani e Comboniani, e alcune Associazioni.

Nel 2018 abbiamo sostenuto con l’ attività estiva della “Menonera Missionaria” e del “Mercatino di Solidarietà Natalizia”:

  • Padre Eugenio Petrogalli (missionario Lenese in Ghana – Africa)
  • Suor Erminia Petrogalli (missionaria Lenese in Sudan – Africa)
  • Don Roberto Ferranti (Lenese – referente missione in Breshem – Albania)
  • Suor Agata Gressioli (missionaria Lenese in Cile)
  • Padre Silvio Turazzi (Saveriano – referente missione a Goma R.D.G. – Africa)
  • Sostegno ad un Progetto proposto dall’ Ufficio Missionario Diocesano in Venezuela (presso la Parrocchia El Callao – Missionario Fidei Donum Don Giannino Prandelli)
  • Suore Maestre Pie Venerini (per loro missioni)
  • Sostegno allo studio di un Seminarista Indigeno
  • Sostegno allo studio di un Seminarista Diocesano
  • Sostegno alle attività dell’Oratorio S. Luigi Leno
  • Sostegno alle attività Caritas Parrocchiale
  • Sostegno al servizio Pastorale dei Padri Oblati in Parrocchia.

Ringraziamo quanti partecipando alle nostre iniziative, ci hanno permesso di sostenere i progetti citati. Ricordiamo che le attività della Commissione Missionaria sono:

  • Sensibilizzazione Pastorale Missionaria attuata in Parrocchia (in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano), condivisa con il Consiglio Pastorale e con la Commissione oratorio, con la Commissione Missionaria Zonale (dove vi sono nostri rappresentanti), creando “rete” con le altre Commissioni e Gruppi parrocchiali, con un’apertura alle iniziative sociali del territorio.
  • Attività Menonera Missionaria. Mercatino di solidarietà. Stesura delle pagine di pastorale missionaria sul Bollettino Parrocchiale. Divulgazione della stampa missionaria in Chiesa.