La voce di un testimone

Quaresima missionaria

In occasione della Quaresima, che da sempre è caratterizzata anche da uno spirito missionario, mediante un’intervista, abbiamo voluto dare la parola ad un testimone della nostra parrocchia che, in forma molto semplice, ha fatto un’esperienza missionaria significativa: Battista Tosini.

Che cosa ti ha spinto a partire?

Io avevo uno zio missionario in Togo. Si chiamava Fra Onorio Tosini ed era di Inzino in Valle Trompia. Spesso mi faceva vedere le foto della sua missione, con tantissimi bambini. Più volte mi ha invitato ad andare con lui, ma io ho sempre detto di no. Eppure quelle foto e quei racconti senza saperlo sono penetrati in me. Aspettavano soltanto l’occasione per produrre il loro frutto. Questo venne, dopo l’esperienza a Monstar, durante la guerra bosniaca. Di fronte a tanti segni di odio e di morte, decisi di fare qualcosa per dare il mio contributo a rendere il mondo più umano e fraterno. E così sono partito per l’Africa.

Dove sei stato?

La prima esperienza “missionaria” l’ho fatta in Angola in collegamento con i Piamartini. Abbiamo costruito una scuola per cinquemila bambini. Una cosa impressionante. Sono ritornato stanchissimo e sfinito per il superlavoro e mi sono detto: “Basta!”. Ma dentro di me c’era un richiamo fortissimo: mi mancavano quei bambini, che mi guardavano con occhi imploranti e pieni di gratitudine. Mi mancavano soprattutto quelle Messe della domenica, che non finivano più; ma erano belle, meravigliose. Una vera festa di tutti davanti a Dio, il Padre di tutti, buono e misericordioso. E così sono ritornato in Africa, ad intervalli, per 22 anni. Sono stato in Tanzania, Burkina Faso, Mali, Congo, Zambia, sempre in accordo con i vescovi del luogo o con delle Congregazioni religiose. Sono stato anche in Romania e Albania, dove c’era il nostro compaesano don Roberto Ferranti.

Che cosa facevi?

Pur essendo io infermiere, in Africa ho esercitato soprattutto la mia professione di piastrellista. Ovunque arrivavamo, costruivamo soprattutto scuole e ospedali. Non vi dico quanti pavimenti ho dovuto piastrellare con l’aiuto di tanti giovani africani, a cui ho lasciato poi i miei strumenti di lavoro perché potessero continuare il mestiere che ho loro insegnato. Mi ricordo ancora un gesto che mi ha commosso terribilmente:
Il vescovo Zerbo, oggi cardinale e responsabile della Conferenza episcopale del Mali, un giorno si è inginocchiato davanti a me. Io stupito gli ho chiesto cosa stesse facendo, cosa gli saltava in mente. E lui mi ha risposto: “Tu stai ore e ore in ginocchio a piastrellare per noi. Lascia che almeno una volta io possa mettermi in ginocchio per te e dirti grazie”.
Alla sera, dopo il lavoro, andavo a giocare con i bambini e mi divertivo con loro. Ho incontrato tantissimi bambini; parecchi ammalati, denutriti. Ho visto bambini che, per fame, mangiavano topi e uccelli con le loro penne.

Che valutazione dai della tua esperienza?

Ho ricevuto molto; più di quanto io posso aver dato. Ho imparato a non lamentarmi. Loro hanno poco o niente, ma non si lamentano mai. Qualcuno mangia ogni due o tre giorni. Ma sono contenti ugualmente e condividono quel poco che hanno. Quando vedo un rubinetto d’acqua inutilmente aperto, mi arrabbio e penso a cosa vuol dire l’acqua potabile per tanta gente che non riesce ad averla. Mi hanno insegnato a dialogare, a perdere tempo parlando e ascoltando, senza aver fretta. Mi hanno anche insegnato a pregare con gioiosa calma fraterna; così come mi hanno aiutato a credere di più nella Provvidenza di Dio. Purtroppo quando si ritorna, non sempre si riesce a resistere al fascino della nostra società frettolosa e consumistica. Ma è un vero peccato.

Hai qualcosa da dire ai nostri giovani?

Mi piacerebbe che qualcuno facesse qualche esperienza analoga a quella che ho fatto io. Ho provato a sollecitare alcuni giovani; finora non ho trovato risposta. Ma la speranza è l’ultima a morire!

Quaresima: “Una tavola per tutti”

La Quaresima è un incontro di conversione che ci conduce all’ incontro con il Signore Risorto, l’incontro con Lui si rinnova ogni volta che partecipiamo al banchetto eucaristico insieme ai fratelli e alle sorelle della nostra comunità. La mensa che il Signore prepara per i suoi discepoli è anticipo del Suo dono totale sul Calvario e anticipo della comunione d’amore alla quale siamo già inviati in vista dell’esito definitivo della storia e del mondo. Il Vescovo Pierantonio ci accompagna in questo itinerario di fede e di vita indirizzandoci la sua lettera pastorale “nutriti dalla bellezza”. Da questa lettera trae spunto il piccolo sussidio proposto per vivere in semplicità di preghiera e impegno i quaranta giorni prima della Pasqua. L’intuizione che scandisce le 6 settimane è sintetizzata nel titolo: Una tavola x tutti. Ogni settimana un testimone ci inviterà a stare a mensa aprendo il nostro orizzonte all’accoglienza di storie di vita di tanti fratelli e sorelle. La Parola di Dio ogni giorno ci consentirà di approfondire e verificare il nostro cammino, una semplice preghiera e un piccolo impegno renderanno più bella la Mensa per tutti. Con il libretto della Quaresima riceveremo anche un piccolo salvadanaio per poter contribuire alla realizzazione di alcuni progetti attraverso i quali davvero la nostra Mensa si allarga a tutti i popoli.

Grazie a quanto verrà raccolto, tramite i salvadanai, potremo sostenere questi progetti, che troverete presentati anche nelle pagine centrali del sussidio che verrà distribuito.

La missione della famiglia

La Diocesi di Brescia sostiene e accompagna tre famiglie missionarie. Federica e Andrea, coppia di sposi in missione in Togo, si occupano prevalentemente dell’accoglienza dei bambini, del loro percorso scolastico ed educativo. Maurizio e Maria Giulia, coppia di sposi e genitori della piccola Nina, attualmente in Tanzania sono “papà e mamma di decine di bambini orfani. Raffaele e Francesca, sposi da parecchi anni, genitori di ben dodici figli, missionari in Albania.

Sognando una parrocchia all’Equatore

Il Vescovo bresciano della Diocesi di Macapà, Mons. Pedro Conti ci scrive chiedendo un aiuto: desidererei dedicare una parrocchia “nuova” dedicata all’ultimo santo bresciano canonizzato, S. Paolo VI: La città di Macapà, al confine dell’Amazzonia brasiliana, cresce nonostante tutte le crisi economiche e politiche. A Macapà siamo giunti al mezzo milione di abitanti e abbiamo urgente bisogno di dividere alcune parrocchie ormai troppo popolose e perciò di difficile lavoro pastorale.

In Albania un futuro per i bambini

Siamo Suor Chiara, Suor Giusy, Suor Liliana e Suor Paola e da ormai 14 anni viviamo in Albania. É un paese molto bello, ma nello stesso tempo anche povero e in questo momento ha bisogno del nostro, vostro aiuto. Nella città di Burrel abbiamo conosciuto diverse famiglie con tanti bambini: a loro piace molto giocare e studiare ma qui le condizioni di vita sono un po’ diverse e non sempre possibile. Così abbiamo pensato di creare per loro un ambiente, nel centro della città, che sia bello, colorato, con tante stanze per studiare, imparare a suonare uno strumento, oppure a disegnare e anche mangiare un bel pasto caldo al giorno. Desideriamo che sia un punto luce che possa rendere più felice la vita di questi bambini.

A tavola con i poveri di Kiremba

Nel cuore di due generazioni di bresciani Kiremba e il suo Ospedale sono il segno concreto della carità condivisa. Dal 2018 si è dato vita al così chiamato “bureau sociale” si tratta di un luogo dove una suora Ancella della Carità burundese accoglie, ogni giorno, tutte le richieste d’aiuto di carattere economico e di altro genere per permettere a chi arriva o a chi è già ricoverato di farsi curare pur non avendo i mezzi. Le cure mediche in Burundi sono tutte di carattere privato quindi è immediato comprendere le gravi difficoltà. Non è compito da poco scegliere chi aiutare fra una cinquantina di persone che quotidianamente si presentano al bureau. Il compito della suora non è solo favorire le cure, ma anche coinvolgere il povero in un cammino di responsabilità cioè: “Ora ti aiutiamo ma se puoi anche tu ci aiuti ad aiutare altri”.

In Senegal: lavorare per vivere

Mi chiamo Suor Grazia Anna Morelli, sono missionaria Marista e abito a Guèdiawaye, periferia di Dakar, in Senegal, da quasi un anno. Qui la povertà ha raggiunto livelli record e c’è bisogno di sviluppo sociale ed economico oltre che di accompagnamento dei giovani che rischiano di cadere nella deriva della droga e dell’ alcool perché quasi costretti a vivere di espedienti. É necessario creare opportunità di lavorative che concorrano a ridurre l’ esodo di questi giovani. Con un gruppo di persone sensibili al problema abbiamo invitato i giovani a presentare dei progetti di lavoro che saranno valutati e, se ritenuti validi, finanziati e soprattutto controllati in itinere. Se ti senti interpellato, aiuta la nostra missione e realizzare a questo progetto in Senegal.

Accogliere e formare nella nostra Diocesi

“Farm Training” è un progetto proposto dall’Associazione Centro Migranti nel contesto della campagna nazionale “liberi di partire e liberi di restare”. Si rivolge a richiedenti asilo e immigrati con permesso di soggiorno in particolari situazioni di disagio, al fine di offrire loro un cammino formativo in ambito agrario e zootecnico e di acquisire un diploma che renda loro possibile un inserimento lavorativo nella società italiana o, in caso di rientro, nel loro paese di origine. Vogliamo aiutare questi giovani a vivere una esperienza positiva di emigrazione che li aiuterà a integrarsi attraverso un percorso formativo in ambito professionale. Il progetto Farm Training offrirà a questi giovani, oltre al percorso scolastico, anche alcuni tirocini presso aziende agricole del nostro territorio per sperimentarsi direttamente mettendo in pratica quanto acquisito nello studio. Valore aggiunto di tutto questo cammino sarà anche l’apprendimento corretto della lingua italiana.

Lettera inviata da Padre Eugenio Petrogalli in dicembre 2019

Il messaggio natalizio è sempre lo stesso, nuovo e commovente: Gesù figlio di Dio si fa uomo perché noi possiamo diventare figli di Dio. Questa è la grande novità del Cristianesimo, è questo il messaggio evangelico che dobbiamo annunciare al mondo intero, perché il mondo sia salvato.

É una gioia per me andare tutti i giorni in un villaggio o nell’ altro della mia parrocchia di Mafi-Kumase a celebrare la S. Messa, a dire alla gente quanto Dio ci ama e ci vuole felici con Lui per sempre. Scoprire l’amore di Dio e sentirci personalmente amati da Lui, ci rende capaci a nostra volta di amare Dio con tutto il cuore e amare i suoi figli come fratelli.

Questa è la vita del missionario: accogliere Gesù nel cuore, come il tesoro più grande e farlo nascere nel cuore degli altri con gesti concreti di amore, solidarietà e condivisione: questo è il Natale. Ciò che tutto mi dà fiducia e soddisfazione in questa missione sono i bambini che si trovano dappertutto, pieni di vita, di stupore, di entusiasmo, nonostante la povertà materiale. Il viso splendente e gioioso di questi bambini sono un inno alla vita e all’amore. Con gli adulti è un po’ più difficile, perché più indifferenti e confusi in mezzo a tante scelte protestanti, però non mi scoraggio.

Continuo con l’attività di evangelizzazione e con i soliti progetti di sviluppo umano e sociale: pozzi per l’ acqua potabile, scuole, cappelle, adozioni scolastiche, aiuti ai disabili, ecc… Ma ciò che più importa è la conversione del cuore, con l’ annuncio del Vangelo. Se non si cambia il cuore, a nulla servono le strutture. San Daniele Comboni grande amico degli africani, vi Benedica.

Pregate perché i missionari non perdano mai la gioia di annunciare il Vangelo, pur in mezzo a tante difficoltà, ma siano pieni di fiducia, di ottimismo e di serenità, confidando in Gesù che è sempre con loro con il suo Spirito. Rinnovo i miei più sentiti e cordiali auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo, ricco dei doni più belli portati da Gesù e di opere buone per l’avvento del Regno di Dio, in noi e nelle nostre famiglie.

Padre Eugenio

Sinodo per l’Amazzonia

Cristo indica l’ Amazzonia

Con questa affermazione di San Paolo VI comincia il documento finale, approvato a larga maggioranza dai presenti nell’Aula del Sinodo. L’evento è stata parte del lungo cammino inaugurato da Papa Francesco a Puerto Maldonato, il 19 gennaio 2018, e proseguito con un attento ascolto “del popolo di Dio nella Chiesa d’Amazzonia”, fino alle tre settimane dell’ Assemblea Sinodale dell’Ottobre scorso.

“Connessione” è un concetto essenziale del documento. Connessione tra grido della terra e dei poveri, tra distruzione del Creato e sterminio della vita umana, tra annuncio della Buona Notizia di Gesù e testimonianza. La connessione si fa “alleanza”, quando si parla di Chiesa e popoli indigeni. Con “Dio indica l’Amazzonia” nei suoi 7,8 milioni di chilometri quadrati si concentrano le grandi sfide globali, dalla crisi socio-ambientale, al dramma delle migrazioni forzate, alla vivenza tra culture e religioni differenti. Perciò, l’ascolto dell’Amazzonia “nello spirito proprio del discepolo e alla luce della Parola di Dio e della Tradizione, ci porta a una profonda conversione dei nostri schemi e strutture a Cristo e al suo Vangelo.

La prima conversione è quella pastorale: a cui tutti i battezzati sono chiamati per costruire una Chiesa missionaria. Una Chiesa con volto e cuore indigeno.
La seconda conversione è culturale: un’apertura all’altro sincera, visto non come mezzo di cui servirsi, bensì come fratello di cui imparare. In quest’ottica di fraternità, si sviluppa l’ alleanza tra indigeni e Chiesa che si esprime in una sempre maggiore inculturazione.
La terza conversione è ecologica: il documento denuncia con coraggio lo scempio prodotto dall’estrattivismo di risorse, i pesanti contraccolpi contro l’ambiente e i diritti umani di intere comunità calpestati. E nel profilare nuovi cammini di sviluppo la Chiesa fa un’opzione chiara “per la difesa della vita, della terra e delle culture originarie amazzoniche”. In tal luce si comprende il “peccato ecologico” che è: ogni azione e omissione contro Dio, il prossimo presente e le future generazioni, e l’ambiente. Tra le proposte, spicca quella di un fondo mondiale per coprire parte dei bilanci delle comunità amazzoniche e la creazione di un osservatorio socio-ambientale pastorale che lavori in alleanza con i vari attori ecclesiali del Continente, a partire dal Consiglio Episcopale latinoamericano (Celam) e con i rappresentanti delle etnie native.

Il testo si chiude con la conversione sinodale, affinchè “in tali orizzonti di comunione e partecipazione cerchiamo i nuovi cammini ecclesiali, soprattutto nella ministeralità e nella sacramentalità della Chiesa con volto amazzonico”. Esso ribadisce l’urgenza di promuovere e conferire ministeri non ordinati a uomini e donne in modo paritario mentre al volto femminile della Chiesa amazzonica viene dedicata un’intera sezione dal titolo “la presenza e l’ora della donna”. Accanto alla valorizzazione del diaconato permanente, alla promozione delle vocazioni, e alla riaffermazione del dono del celibato sacerdotale, nelle zone più remote, in casi strettamente eccezionali, spiegati dalla necessità di garantire l’Eucarestia a comunità che sarebbero costrette ad esserne private per mesi se non anni, si apre la possibilità di “ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità, che abbiano un diaconato permanente fecondo”.

Come conclusione si avvia la costituzione di un organismo permanente e rappresentativo, che promuova la sinodalità nella Panamazzonia, in articolazione con il Celam (Consiglio Episcopale Latinoamericano), e la Repam (A quest’ultimo è affidata, attraverso un’ apposita commissione, lo studio ed eventuale elaborazione di un rito amazzonico “che esprima il patrimonio liturgico, teologico, disciplinare e spirituale amazzonico).

Inviati a rinnovare il mondo

Proviamo a comunicare la Missione attraverso le immagini del Manifesto Gmr 2020: nell’elaborazione dell’illustrazione abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle parole Battesimo e Invio. La parola “Battesimo” significa “immersione”: immersione nella vita di ogni giorno, nella storia del mondo per rinnovare tutte le cose alla luce del Vangelo. In una sua catechesi Papa Francesco ricorda che: il Battesimo permette a Cristo di vivere in noi e a noi di vivere uniti a Lui, per collaborare nella Chiesa, ciascuno secondo la propria condizione, alla trasformazione del mondo. E ancora: immergendoci in Cristo, il Battesimo ci rende anche membra del suo Corpo che è la Chiesa, e partecipi della sua missione nel mondo. Nel Battesimo riscopriamo la natura di inviati che nel manifesto viene evidenziata dal lanci di aeroplani di carta da Gesù, col volto da bambino. Su ogni aereo di carta vi sono bambini di diversa nazionalità con una fiammella sul capo che rappresenta lo Spirito Santo ad indicare che i Ragazzi Missionari sono inviati nel mondo da Gesù stesso per rinnovarlo comunicando il Suo amore.

Il 06 gennaio è il giorno in cui il Papa ricorda a tutti l’importanza di una giornata di digiuno e preghiera e di raccolta fondi a sostegno dell’ infanzia nel mondo, dove i bambini siano coinvolti in prima persona. Le offerte raccolte fra i ragazzi attraverso la distribuzione delle bustine missionarie sono andate a finanziare i progetti del Fondo Universale di Solidarietà delle Pontificie Opere Missionarie a favore dei bambini di tutto il mondo. I Progetti sono destinati alla Pastorale Missionaria dei Ragazzi nelle Diocesi su richiesta dei Vescovi, progetti specifici nel campo dell’ educazione cristiana, scolastica, di protezione dell’ infanzia (orfanotrofi, centri sanitari, ecc…), e destinati ai bisogni diretti di ogni bambino.

Non si tratta solo di migranti

Commissione Missionaria
29 Settembre 2019: Non si tratta solo di Migranti

Si è celebrata domenica 29 Settembre la 105° “Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato”. É stata una occasione di riflessione e preghiera affinchè in modo concreto nelle nostre comunità cristiane, i migranti, ogni persona che vive ai margini dell’Europa, nei campi in Grecia e in Libia, nei vari centri migratori nei Paesi membri dell’ unione europea, trovino un posto nel cuore della Chiesa.

Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata ci ricorda che quando si guarda alle migrazioni, non si tratta solo di migranti. Ma di aspirazioni e bisogni che sono inerenti a tutte le persone, ma da cui molti sono esclusi.

I migranti raggiungono le nostre comunità di credenti, la loro presenza è occasione di incontro e a volte di preoccupazione. Richiede di saper accogliere, saper far spazio, saper ascoltare. Richiede di arricchire il racconto dell’ incontro con Dio, aggiungendo il capitolo dell’incontro con Dio che si fa straniero, per aiutarci ad uscire dalle nostre certezze, fondate su abitudini e paure, per aprirci alla verità che sorprende. Non si tratta solo di migranti, si tratta di come essere Chiesa.

I giovedì della Missione

A partire da giovedì 14 novembre, tornano i “Giovedì della missione” alle 20.30, nel centro Missionari Comboniani di Viale Venezia 112 a Brescia

Il nostro territorio è pronto a riaccogliere l’ormai tradizionale appuntamento dei “Giovedì della Missione”, una serie di incontri, realizzati in collaborazione con gli istituti Missionari presenti nella città di Brescia, che si prefiggono non solo l’obiettivo di essere occasioni di formazione, riflessione e preghiera, ma anche di promuovere l’incontro e l’aiuto dei poveri e degli stranieri, per “rilanciare il gusto del pensare insieme”, come ha affermato il vescovo Pierantonio Tremolada.

Gli incontri in programma si terranno alle 20.30 nel centro Missionari Comboniani di Viale Venezia 112 a Brescia. A dare il via, giovedì 14 novembre, Mauro Castagnaro, giornalista specialista di America Latina e redattore di “Missione Oggi”, e Mattia Prayer Galletti, Lead Techinical Specialist presso l’Ifad, presenteranno il tema “Sinodo dell’Amazzonia: “kairòs” per tutta la chiesa e il mondo”. A moderare l’incontro sarà presente don Roberto Ferranti, direttore dell’Area pastorale per la Mondialità della Diocesi di Brescia.

Il secondo convegno di giovedì 12 dicembre si concentrerà sulla tematica “Modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria della Chiesa in Italia” con la partecipazione di don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio di Como, e padre Daniele Moschetti, missionario comboniano di Castel Volturno di Caserta. Modererà padre Mario Menin, direttore di “Missione Oggi”.

In programma per giovedì 9 gennaio, la finestra sul mondo con “Io Accolgo. Uscire dal labirinto delle paure”. Partecipano all’evento padre Alex Zanotelli (nella foto), missionario comboniano nel quartiere di Rione sanità di Napoli, Antonio Trebeschi, sindaco di Collebeato e coordinatore della rete Sprar di Brescia, e don Fabio Corazzina, parroco di Fiumicello di Brescia. Mimmo Cortese, membro di Opal Brescia e redattore “Missione Oggi”, farà da mediatore. Giovedì 13 febbraio si terrà il quarto incontro, caratterizzato dal tema “La chiesa popolo di Dio e la sfida dei populismi e nazionalismi in Italia e in Europa” con la presenza di mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti, Marco Revelli, già ordinario di Scienza della politica presso l’Università del Piemonte Orientale, e Anna della Moretta, giornalista del “Giornale di Brescia, che modererà l’incontro. Giovedì 12 marzo si parlerà di “Chiesa di uomini e di donne corresponsabili nella sinodalità missionaria” con Matteo Truffelli, presidente nazionale Azione Cattolica Italiana, Serena Noceti, teologa e vicepresidente dell’Associazione Teologica Italiana, e madre Eliana Zanoletti del Canossa Campus di Brescia.

L’ultimo incontro è in programma per giovedì 14 maggio, quando si tratterà di “Legittima difesa e armi in Italia e nel mondo: per quale sicurezza?”. Giorgio Beretta, analista Opal, e Francesco Vignarca, coordinatore Rete Italiana Disarmo, saranno moderati da Piergiulio Biatta, presidente Opal. I “Giovedì della Missione” proporranno anche lo spettacolo teatrale “Pierre e Mohamed – un cristiano e un musulmano. Amici fino alla morte, insieme”, diretto da Francesco Agnello e interpretato da Lorenzo Bassotto, che verrà messo in scena lunedì 23 marzo alle ore 20.30 nella chiesa di San Cristo, in via Piamarta 9, a Brescia. Il monologo teatrale è accompagnato da un supporto musicale ed è ispirato al testo di Adrien Candidiard, sulla vicenda di Pierre Claverie, vescovo di Orano, e dell’amico Mohamed Bouchikhi, assassinati insieme in Algeria il 1° agosto 1966.

I Nobel della missione

Il 19 ottobre si è tenuta al Polo Culturale di via Bollani la ventinovesima edizione del Premio Cuore Amico

Il 19 ottobre si è tenuta al Polo Culturale di via Bollani la ventinovesima edizione del Premio Cuore Amico. Istituito dall’Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus nel 1990, per valorizzare la grande opera di evangelizzazione e impegno sociale svolta dalla Chiesa a favore dei poveri, il “Nobel missionario” destina complessivamente ogni anno 150mila euro a tre missionari, religiosi e laici, che vengono premiati per la loro attività nel mondo. Quest’anno, in omaggio al mese missionario straordinario indetto da papa Francesco, i missionari premiati non sono stati tre ma cinque! Infatti, oltre a una laica dell’Etiopia e a un sacerdote dell’Operazione Mato Grosso in Perù, per la sezione “religiose”, l’Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus ha dato un riconoscimento speciale a una piccola congregazione missionaria che fa grandi cose nel mondo, attraverso due consorelle che operano in Kenya e in Georgia.

I premiati 2019 sono stati: don Ernesto Sirani, sacerdote appartenente al Movimento Operazione Mato Grosso che, dal 1975, si adopera per i campesinos peruviani sulla Cordillera Blanca; suor Nadia Monetti e suor Loredana Monetti, delle Piccole Figlie di San Giuseppe, attive rispettivamente in Kenya a sostegno di bambini orfani e ammalati di Aids, e in Georgia con diverse opere che accolgono persone senza fissa dimora e anziani soli e Almea Bordino, missionaria laica residente in Etiopia, che ad Addis Abeba si occupa di malati e bisognosi, senza tetto e ragazzi di strada. A loro si unisce da quest’anno, inoltre, un ulteriore premio voluto dall’Associazione Carlo Marchini Onlus che ha deciso di unirsi a Cuore Amico premiando con 10mila euro un missionario vicino alle proprie finalità istituzionali (sostegno dell’infanzia in Brasile). Il premiato è il sacerdote salesiano don Roberto Cappelletti per l’impegno evangelico a favore di bambini e ragazzi delle comunità indigene di Iauaretê, area remota posta sulle rive del Rio Negro nell’Amazzonia brasiliana. Nel corso della cerimonia è stato infine presentato il libro “Don Mario Pasini, una Chiesa in uscita”, che ripercorre vita e gesta del fondatore di Cuore Amico in una pubblicazione curata da Michele Busi, giornalista pubblicista e studioso di storia bresciana.

Ernesto Sirani

Ernesto Sirani, classe 1945, sogna la missione da quando, ragazzino, ascolta i racconti della prima spedizione dell’Operazione Mato Grosso, nel 1967. Diventa sacerdote salesiano nel 1975 e, finalmente, nel 1981 gli viene dato il permesso di andare sulle Ande del Perù, nella parrocchia di Jangas, a nord di Huaraz, di cui fanno parte 30 villaggi campesinos sparsi sui fianchi delle Cordigliere Blanca e Negra. Da allora si occupa di portare la fede tra gli indios quechua. A loro ha dedicato tutta la sua missione, adoperandosi per la loro crescita umana e spirituale.

Suor Nadia Monetti

Suor Nadia Monetti (nella foto), della congregazione delle Piccole Figlie di San Giuseppe è dal 1993 in Kenya, sulle montagne dell’Ithanga dalla missione di Ndithini. Qui viene a contatto con le frequenti carestie e con la povertà estrema della popolazione. Le morti di bambini per fame, per Tbc e per Aids la spingono a offrire medicine, cibo, scuola. Apre a una casa per bambini ammalati di Aids e un dispensario e una scuola. Con quanto riceverà da Cuore Amico vuole acquistare dei pannelli solari e terminare una scuola nella baraccopoli di Mukuro, alla periferia di Nairobi.

Suor Loredana Monetti

Suor Loredana Monetti, delle Piccole Figlie di San Giuseppe, opera dal 1996 in Georgia, nella cittadina di Kutaisi, dove ha incontrato e aiutato tante forme di povertà. Anche se il quadro complessivo della Georgia è oggi in via di miglioramento, ci sono molti che non hanno il necessario per una vita dignitosa. Per questo suor Loredana utilizzerà la somma del premio per assistere chi viene accolto nel dormitorio “Cuore Amico” e nella “Casa della Speranza” per alcool-dipendenti aperta nel 2005 nella città di Batumi.

Almea Bordini

Almea Bordini nasce in Etiopia, ad Asmara, nel 1967. Terminati gli studi comincia a lavorare come ristoratrice. Dopo un periodo di riflessione profonda, nel 2002, animata dal desiderio di servire il Signore attraverso i poveri, apre ad Addis Abeba il Centro Caritativo San Giuseppe, per chi vive in condizioni di assoluta marginalità. L’ultima sfida di Almea è riuscire a reintegrare nella società i ragazzi di strada e accogliere un centinaio di ragazze madri con i loro bambini. Sta lavorando alla ristrutturazione un edificio, convinta che nessuna sfida sia impossibile.

Le campane del seminario in Albania

Sono arrivate come “dono di fede” in Albania le campane dell’ex seminario di Brescia in via Bollani. Risuoneranno nei villaggi

Sono arrivate come “dono di fede” in Albania le campane dell’ex seminario di Brescia in via Bollani. Ad annunciarlo è don Gian Franco Cadenelli, fidei donum nel Paese delle Aquile dal 2002. “Per me è un grande regalo, perchè ho sentito suonare queste campane per 13 anni da educatore in seminario. Questo “segno” rimarrà a perenne ricordo della presenza della diocesi di Brescia in questa piccola parte del mondo, sui Balcani! Ringrazio il Vescovo Pierantonio, la famiglia Andreis-Montini (donatori del castello campanario posto sulla Rotonda, in ricordo di mons. Carlo Montini), don Roberto Ferranti, Giuseppe Ungari e Paolo Adami. Qui, le nuove campane, dopo la distruzione operata dalla furia della dittatura ateo-comunista, nelle varie chiese dei villaggi in cui verranno poste, serviranno a ridare simbolicamente “voce” a Dio che chiama tutti gli uomini alla salvezza”.

Per metterle “in opera” c’è bisogno di lavoro e ci sono dei costi da sostenere.” Se qualcuno vuole e può darci una mano, contribuirà a far in modo che la “missione bresciana” in Albania abbia più voce e sia ricordata anche con questi segni”.

Per le donazioni

CONTO IN BANCA ETICA – BRESCIA
CADENELLI GIANFRANCO
Numero conto: 00000 104909
IBAN: IT 50K 05018 11200 000 000 104909
codice BIC: CCRTIT2T84A

Numeri vincenti lotteria della Caritas 2019

Televisore Samsung 32 pollici n. 285
Orologio in acciaio da uomo – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.237
Porchetta – Azienda agricola Bellomi – Milzanello n.144
Buono cena “Trattoria da Andrea” – Leno n.910
Buono cena “Osteria degli amici” – Leno n.915
Buono cena “Trattoria l’Ocanda” – Leno n.1763
Buono Trattamento “La Grotta di Sale” – Leno n.2019
Borsa spesa “Gastronomia Moretti Alfredo” – Leno n.1602
Cornice in argento – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.948
Cornice in argento – Oreficeria Ottica Tozzi – Leno n.2125
Set posate “Ferramenta Fornari” – Leno n.349
Beuty per bambina “Farmacia bravi” – Leno n.957
Quadro a mezzo punto soggetto sacro n.1793
Scultura in vetro fusione offerta dall’Autore n.1057
Libro “Racconti Semplici” offerto dall’Autrice n.224
Libro “Poesie” offerto dall’Autrice n.1310
Acquarello “Abbraccio” offerto dall’Autrice n.691
Acquarello “Alberi” offerto dall’Autrice n.530
Acquarello “Fiori” offerto dall’Autrice n.319
Asciugamano Ricamato a mano offerto da Scuola di Vita Famigliare – Oratorio Leno n.1827
Asciugamano Ricamato a mano offerto dalla Scuola di Vita Famigliare – Oratorio Leno n.183
Tris Vasi Etnici offerti dall’Associazione Hamici – Leno n.2212
Lampada offerta dall’Assoc. Hamici – Leno n.215
Tris Vasi Ottone offerti dall’Associazione Hamici – Leno n.1073
Set Oggettistica Ceramica offerto dall’Ass. Hamici – Leno n.1851
Vaso in vetro colorato offerto dall’Assoc. Hamici – Leno n.2078
Mantella lavorazione uncinetto offerta dal gruppo Lana Caffè – Leno n.3
Sciarpa uncinetto offerta dal gruppo Lana Caffè – Leno n.1993
Quadro soggetto Fiori n.155
Zaino con corredo scuola offerto da Andreino-Bonazza – Leno n.1399
Quadro soggetto Barche n.2355
Buono Estetista Ramona – Leno n.2065
Buono Parrucchiere Gianello – Leno n.1301
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.929
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.677
Buono Parrucchiera Free Style – Leno n.1939
Buono La Bottega del Gelato – Leno n.1658
Set Oggettistica Interno 3 – Leno n.2211
Completo Set Tazzine Caffè e Thè n.2063
Quadro soggetto Fiori n.1429
Gelatiera n.189
Completo “taglia formaggio” n.368
Confezione bicchieri n.1794
Centrotavola Portacandele n.1092
Confezioni bicchieri n.149
Vaso in Vetro n.1507
Confezione bicchieri n.2151
Acquarello “Alberi” offerto dall’Autrice n.909