Pensieri dei ragazzi

Quella che stiamo vivendo è un’estate un po’ particolare: dopo un periodo di quarantena come quello che abbiamo vissuto, è molto difficile tornare alla normalità. Anche se la normalità che ci viene offerta è molto diversa da quella che vorremmo: non siamo ancora del tutto liberi e questo ci obbliga a rivedere il modo in cui stiamo trascorrendo quest’estate, sinonimo da sempre da sempre di libertà e spensieratezza.
È un momento anche di speranza e attesa: speriamo in tempi migliori e nel nostro piccolo cerchiamo di aiutare gli altri, ma spesso non basta, e non ci resta che aspettare. Aspettiamo il momento in cui potremmo uscire, divertirci senza problemi e passare più tempo possibile con le persone a noi più care.

Anna C.

La scuola è terminata, ho svolto i miei esami di terza media come non avrei mai pensato di svolgerli, tramite collegamento online presentando una tesina scritta ed esposizione orale davanti a uno schermo con tutti i professori che mi scrutavano. Ero molto agitato, la didattica a distanza non è stata facile, problemi con la connessione e i programmi internet, comprendersi a volte è stato difficile ma grazie alla pazienza e alla disponibilità dei miei professori ce l’ho fatta. A settembre inizio la mia nuova avventura presso il Capirola di Leno, spero di poter frequentare regolarmente la scuola e che questa emergenza sanitaria non ritorni più per me e per tutte le persone. L’estate corre veloce, è il primo anno senza grest, senza le giornate spensierate in oratorio dove trascorrevo ore di divertimento con Don Alberto e gli animatori, mi mancano le giornate intere con gli amici dove la sera tornavo stanco ma tanto felice!

Nicola P.

 

cinQUANTALUCE – Pentecoste

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Per ogni domenica un semplice schema di celebrazione che ti aiuti a vivere la preghiera domenicale del Tempo di Pasqua in famiglia.

Famiglie

Una proposta di celebrazione da vivere nel “Luogo della Bellezza” creato durante il Triduo Pasquale. Saremo accompagnati da una breve introduzione alla domenica, dall’ascolto della Parola e da un approfondimento che ci porterà a riscoprire il nostro cammino di fede.

Famiglie – Pentecoste

Preadolescenti

Un semplice versetto della Parola di Dio accompagnato da un impegno da inoltrare via social ai nostri ragazzi. Uno strumento semplice per rimanere in contatto con loro e aiutarli a vivere, insieme alla Chiesa, questo tempo liturgico.

Preadolescenti – Pentecoste

Adolescenti

Una proposta di preghiera guidati dall’ascolto e dalla meditazione della Parola di Dio e da alcune provocazioni sulla nostra vita, nel tempo che stiamo vivendo.

Adolescenti – Pentecoste

Giovani

Una semplice proposta per accompagnare i giovani della parrocchia a riflettere sul Vangelo della domenica e a custodire lo spazio della preghiera nell’arco della settimana.

Giovani – Pentecoste

cinQUANTALUCE – Ascensione del Signore

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Famiglie

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Famiglie – Acensione del Signore

Preadolescenti

Un semplice versetto della Parola di Dio accompagnato da un impegno da inoltrare via social ai nostri ragazzi. Uno strumento semplice per rimanere in contatto con loro e aiutarli a vivere, insieme alla Chiesa, questo tempo liturgico.

Preadolescenti – Ascensione del Signore

Adolescenti

Una proposta di preghiera guidati dall’ascolto e dalla meditazione della Parola di Dio e da alcune provocazioni sulla nostra vita, nel tempo che stiamo vivendo.

Adolescenti – Acensione del Signore

Giovani

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Giovani – Acensione del Signore

cinQUANTALUCE – VI Domenica di Pasqua

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Famiglie

Una proposta di celebrazione da vivere nel “Luogo della Bellezza” creato durante il Triduo Pasquale. Saremo accompagnati da una breve introduzione alla domenica, dall’ascolto della Parola e da un approfondimento che ci porterà a riscoprire il nostro cammino di fede.

Famiglie VI Domenica di Pasqua

Preadolescenti

Un semplice versetto della Parola di Dio accompagnato da un impegno da inoltrare via social ai nostri ragazzi. Uno strumento semplice per rimanere in contatto con loro e aiutarli a vivere, insieme alla Chiesa, questo tempo liturgico.

Preadolescenti VI Domenica di Pasqua

Adolescenti

Una proposta di preghiera guidati dall’ascolto e dalla meditazione della Parola di Dio e da alcune provocazioni sulla nostra vita, nel tempo che stiamo vivendo.

Adolescenti VI Domenica di Pasqua

Giovani

Una semplice proposta per accompagnare i giovani della parrocchia a riflettere sul Vangelo della domenica e a custodire lo spazio della preghiera nell’arco della settimana.

Giovani VI Domenica di Pasqua

conQUANTALUCE – V Domenica di Pasqua

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Famiglie

Una proposta di celebrazione da vivere nel “Luogo della Bellezza” creato durante il Triduo Pasquale. Saremo accompagnati da una breve introduzione alla domenica, dall’ascolto della Parola e da un approfondimento che ci porterà a riscoprire il nostro cammino di fede.

Famiglie – V Domenica di Pasqua

Preadolescenti

Un semplice versetto della Parola di Dio accompagnato da un impegno da inoltrare via social ai nostri ragazzi. Uno strumento semplice per rimanere in contatto con loro e aiutarli a vivere, insieme alla Chiesa, questo tempo liturgico.

Preadolescenti – V Domenica di Pasqua

Adolescenti

Una proposta di preghiera guidati dall’ascolto e dalla meditazione della Parola di Dio e da alcune provocazioni sulla nostra vita, nel tempo che stiamo vivendo.

Adolescenti – V Domenica di Pasqua

Giovani

Una semplice proposta per accompagnare i giovani della parrocchia a riflettere sul Vangelo della domenica e a custodire lo spazio della preghiera nell’arco della settimana.

Giovani – V Domenica di Pasqua

conQUANTALUCE – IV Domenica di Pasqua

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Famiglie

Una proposta di celebrazione da vivere nel “Luogo della Bellezza” creato durante il Triduo Pasquale. Saremo accompagnati da una breve introduzione alla domenica, dall’ascolto della Parola e da un approfondimento che ci porterà a riscoprire il nostro cammino di fede.

Famiglie IV Domenica Pasqua

Preadolescenti

Un semplice versetto della Parola di Dio accompagnato da un impegno da inoltrare via social ai nostri ragazzi. Uno strumento semplice per rimanere in contatto con loro e aiutarli a vivere, insieme alla Chiesa, questo tempo liturgico.

Preadolescenti IV Domenica Pasqua

Adolescenti

Una proposta di preghiera guidati dall’ascolto e dalla meditazione della Parola di Dio e da alcune provocazioni sulla nostra vita, nel tempo che stiamo vivendo.

Adolescenti IV Domenica Pasqua

Giovani

Una semplice proposta per accompagnare i giovani della parrocchia a riflettere sul Vangelo della domenica e a custodire lo spazio della preghiera nell’arco della settimana.

Giovani IV Domenica Pasqua

Caritas: in prima linea 23mila giovani

Nell’ambito dei progetti di Servizio Civile promossi da Caritas, Davide, Giovanni e Michael hanno continuato a prestare il loro servizio alla Mensa Menni, per la distribuzione quotidiana dei pasti ad oltre 180 persone. A loro si aggiungono Daniele, Gabriele, Michele, Niccolò e Luca che hanno collaborato alla riapertura della base logistica alimentare “Ottavo Giorno”

A partire dal 16 aprile 2020, oltre 23mila giovani impegnati nei progetti di servizio civile sono tornati in servizio attivo in tutta la penisola. Molti progetti erano stati sospesi nelle prime fasi dell’emergenza Covid-19. Il riavvio è stato possibile grazie ad un piano straordinario concordato tra le rappresentanze degli enti di accoglienza e il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile, piano improntato ai criteri di flessibilità e sicurezza.

Servizi. Nelle scorse settimane, grazie all’impegno degli enti di servizio civile e alla volontà dei giovani operatori, l’attività non si era comunque mai del tutto fermata: oltre 3.200 volontari hanno continuato a operare anche nei giorni più complicati. Tra questi, nell’ambito dei progetti di Servizio Civile promossi da Caritas Diocesana di Brescia, anche Davide, Giovanni e Michael, che hanno continuato a prestare il loro servizio alla Mensa Menni, per la distribuzione quotidiana dei pasti ad oltre 180 persone. A loro si aggiungono Daniele, Gabriele, Michele, Niccolò e Luca che hanno collaborato alla riapertura della base logistica alimentare “Ottavo Giorno”, rimasta temporaneamente chiusa nelle prime settimane di emergenza.

Ripresa. Dall’approvazione del piano straordinario, Caritas diocesana si è messa al lavoro per far rientrare in servizio gli altri giovani coinvolti nei quattro ambiti di intervento (disagio adulto, minori in disagio, oratori, disabili).

È così stata attivata una piattaforma di formazione a distanza, attraverso la quale sono stati ripresi contatti regolari con il gruppo; è stato organizzato un modulo di formazione sulla sicurezza e sulla prevenzione dei rischi sanitari; è stato avviato un monitoraggio sullo stato di salute dei giovani per verificarne le condizioni prima del rientro effettivo; ci si è confrontati con gli enti di accoglienza per verificare quali fossero in grado di reintegrare i giovani.

Strutture. Il 16 aprile scorso, così, tutti e 34 giovani hanno ripreso l’attività: 22 operanti in strutture residenziali (dai centri per disabili, alle comunità educative, alle comunità residenziali per donne sole o donne con minori) hanno ripreso le attività sul campo.

Altri quattro, impegnati in Cag e oratori, cercano di supportare da remoto i minori in difficoltà con la didattica online.

Altri otto giovani hanno accettato di rimodulare i loro progetti a causa della temporanea impossibilità degli enti di riaccoglierli: chi a supporto della Mensa Menni, chi all’Ottavo Giorno, chi presso alcune Caritas parrocchiali, chi ancora in progetti e attività che saranno sviluppati da remoto.

cinQUANTALUCE – Schemi di celebrazione

Per vivere le domeniche di Pasqua

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Famiglie

Una proposta di celebrazione da vivere nel “Luogo della Bellezza” creato durante il Triduo Pasquale. Saremo accompagnati da una breve introduzione alla domenica, dall’ascolto della Parola e da un approfondimento che ci porterà a riscoprire il nostro cammino di fede.

III Domenica di Pasqua – Famiglie

Preadolescenti

Un semplice versetto della Parola di Dio accompagnato da un impegno da inoltrare via social ai nostri ragazzi. Uno strumento semplice per rimanere in contatto con loro e aiutarli a vivere, insieme alla Chiesa, questo tempo liturgico.

III Domenica di Pasqua – Preadolescenti

 

Adolescenti

Una proposta di preghiera guidati dall’ascolto e dalla meditazione della Parola di Dio e da alcune provocazioni sulla nostra vita, nel tempo che stiamo vivendo.

III Domenica di Pasqua – Adolescenti

Giovani

Una semplice proposta per accompagnare i giovani della parrocchia a riflettere sul Vangelo della domenica e a custodire lo spazio della preghiera nell’arco della settimana.

III Domenica di Pasqua – Giovani

Venne a porte chiuse… per rimanere con loro

Pellegrinaggio della Croce dei Giovani nei monasteri di clausura

Fra le idee e proposte per vivere il tempo pasquale, in attesa di Pentecoste, abbiamo pensato di pregare con chi “rimane a casa” per vocazione.

Ogni settimana la Croce dei Giovani raggiungerà un monastero di clausura della nostra Diocesi e avremo modo di raccogliere le parole buone che i monasteri ci rivolgeranno dopo il passaggio della Croce.

Segui il calendario dell’iniziativa e attendi la pubblicazione delle lettere che ti saranno rivolte da ogni monastero.

Il percorso

  • Brescia – Buon Pastore 19 -25 aprile
  • Bienno – Clarisse 26 aprile – 2 maggio
  • Lovere – Clarisse 3 – 9 maggio
  • Brescia – Visitazione 10 – 16 maggio
  • Brescia – Clarisse 17 – 23 maggio
  • Brescia – Carmelitane 24 – 30 maggio
  • Salò – Visitazione 31 maggio – 6 giugno

Preghiera alla croce

O Croce, albero della Vita,
nelle mani del Padre diventi il dono più prezioso per l’umanità che cerca speranza e attende consolazione. Lascia che da te raccogliamo il Frutto vero di una vita che ha raggiunto la piena maturità dell’Amore.

O Croce, verità della carità di Dio,
tu porti il dolore del Figlio e di tutti i figli che ancora oggi distendono le braccia sul duro legno della sofferenza e della solitudine. Semina nei giovani la certezza e il coraggio di un futuro che ha il volto del dono e del servizio, sino alla fine.

O Croce, abbraccio tra l’uomo e Dio,
lo Spirito continua a rendere viva la memoria della tua forza efficace sulla morte. In ogni gesto, pensiero e scelta degli uomini e delle donne di oggi insegna ad affrontare e vivere le responsabilità della propria vocazione.

O Croce del Risorto e di tutti i redenti,
germogliata nella vita nuova dello Spirito, aprici alla comunione con il Padre, Dio benedetto dei secoli dei secoli.
Amen

Aiutateci a costruire il mondo di domani

L’omelia pronunciata dal vescovo Pierantonio in occasione della Veglia delle palme

Carissimi giovani,

nessuno di noi avrebbe mai immaginato di vivere così la Veglia della Domenica delle Palme. Ricordo quanto avvenuto lo scorso anno e quello precedente: la chiesa cattedrale colma in tutti i suoi spazi, la vostra presenza vivace e festosa. Ora, mentre vi parlo, la nostra bella cattedrale è completamente vuota. Il mio sguardo deve concentrarsi su delle telecamere accuratamente posizionate, che trasmettono quanto accade qui sull’altare. Uno scenario surreale cui nostro malgrado siamo stati costretti ad abituarci, a causa di questa tremenda epidemia che ci ha colpiti.

Il pensiero va soprattutto ai nostri ospedali, ai malati che là lottano, ai loro cari che vorrebbero assisterli e non possono, ai meravigliosi medici e infermieri che operano instancabili a rischio della loro stessa salute. Molti – troppi – non ce l’hanno fatta e ci hanno lasciato. Accolti dalle braccia misericordiose del Padre, si sono congedati da noi senza poter neppure salutare. Erano per la maggior parte i nostri padri e le nostre madri, i vostri nonni e le vostre nonne, i più deboli tra noi, i più esposti, per il carico degli anni e per la fragilità del corpo. Questa epidemia, che non fa distinzione di persone, si rivela fatale soprattutto per chi è meno in grado di difendersi e proprio per questo può rubare la vita anche a chi non è avanti negli anni, quando vi sono o si ingenerano ulteriori complicazioni. Per grazia di Dio sembra che voi – cari giovani – siate più capaci di contrastarla. Siate tuttavia prudenti e rigorosi nel rispettare le indicazioni date dalle competenti autorità. Non mettete a rischio la vostra vita e quella degli altri, più deboli di voi.

Già prima che si scatenasse questo uragano, avevo in cuore di condividere con voi in questa veglia delle Palme una riflessione che attingesse all’omelia che avevo proposto alla città di Brescia lo scorso 15 febbraio, in occasione della Festa dei santi patroni Faustino e Giovita. Sentivo forte il bisogno di lanciarvi un appello, di affidarvi una sorta di mandato, riconoscendo in voi i protagonisti del mondo di domani. Quanto ora sta accadendo mi sembra renda questo invito ancora più pressante. Ed ecco allora che sto per dirvi. Vi costerà – temo – un po’ di attenzione, avrà la forma di una riflessione forse un po’ intensa. Oso sperare che non vi sarà di peso.

Sto da tempo riflettendo sulla forma che ha assunto il nostro modo di vivere (bisogna ora dire, prima che all’improvviso venisse così radicalmente sconvolto). Tra i tanti interrogativi che mi sono sorti spontanei, tre in particolare mi sono apparsi inderogabili.

Il primo: come è possibile accettare tranquillamente questa vergognosa contraddizione, che cioè 800 milioni di persone non abbiano il necessario per vivere e un numero ristretto della popolazione mondiale produca generi di consumo in misura del tutto esagerata e perciò scarti buona parte di quello che produce?

Il secondo: come si può restare indifferenti di fronte al drammatico allarme che ci viene dai cambiamenti climatici in atto e dalle conseguenze che si prospettano per un futuro già prossimo?

Il terzo: come si deve interpretare il fenomeno sconcertante del calo della natalità proprio nei paesi dove il benessere economico è maggiore?

Sono a mio giudizio segnali evidenti di uno squilibrio e di uno scontento. Con questi interrogativi aperti mi sono accostato alla Lettera Enciclica di papa Francesco sulla cura della casa comune, intitolata Laudato sì, e ho potuto confrontarmi con la sua lucida lettura della situazione attuale. Ne ho ricavato una convinzione personale che vorrei esprimere così: ci siamo incamminati ormai da molto tempo su una strada sbagliata e pericolosa. Abbiamo pensato che la qualità della vita dipendesse prevalentemente, se non esclusivamente, dall’economia e dalla tecnologia. Ci siamo lasciati ispirare, più o meno consapevolmente, da questo principio: si vive bene là dove il potere di acquisto è più alto, dove la quantità e la varietà dei prodotti è maggiore e dove la tecnologia è più evoluta. Abbiamo incoronato la pubblicità sovrana della nostra comunicazione sociale: le abbiamo offerto in dono ogni spazio fisico e mediatico, senza troppi riguardi per sentimenti o relazioni, piegandoci alla sua ferrea logica commerciale. Abbiamo fatto della tecnologia il nostro paradiso, affascinati dalla sua dirompente innovazione, e della scienza che la governa l’unico criterio interpretativo della realtà.

Siamo sicuri di aver fatto bene? Siamo certi di aver intrapreso la direzione giusta? Siamo davvero convinti che il simbolo del progresso di una società siano i centri commerciali e le Silicon Valley? Provo un attimo a pensare diversamente e mi dico: non potremmo valutare il tasso di progresso di una società a partire dal clima di fiducia che vi si respira, dalla gioia di vivere che vi si percepisce, dalla capacità di accogliersi, dalla normale pratica dell’onestà, dalla sincerità e lealtà nei rapporti, dalla presa in carico di coloro che sono più fragili, dall’offerta di una sicurezza che sia difesa esterna ma anche pace interiore, dalla lotta contro ogni forma di povertà, dall’impegno reale a integrare culture differenti, dall’attenzione educativa per le nuove generazioni, dal sostegno offerto alle famiglie, dalla promozione del dialogo intergenerazionale, dal rispetto e la cura per l’ambiente, dalla promozione della cultura a tutti i livelli e dall’esercizio della politica come servizio alla comunità civile? Non ci darebbe maggior respiro immaginare così la nostra convivenza civile?

Questo – carissimi giovani – è ciò che mi stava a cuore dirvi nella singolare veglia delle Palme che stiamo vivendo. Questo è l’invito che io vorrei farvi nel turbine dell’epidemia da Coronavirus. Voi vedrete il mondo di domani, che sicuramente ricorderà questi giorni. Costruitelo sin d’ora su un fondamento diverso da quello attuale, che sta dimostrando proprio in questo momento drammatico e doloroso tutta la sua fragilità.

L’economia e la tecnologia non sono in grado di reggere da sole una società. Esse infatti non contemplano il senso del limite, non tollerano la debolezza e non lasciano spazio al calore di un abbraccio o alla profondità di uno sguardo. Inoltre, presuppongono la sostanziale cancellazione della dimensione verticale della vita, che porta spontaneamente a guardare in alto e a guardarci dentro. L’economia e la tecnologia ci appiattiscono sulla dimensione orizzontale e in più la svuotano della sua carica relazionale, rendendo il mondo grigio e freddo e togliendo luce all’orizzonte futuro. Ne sono un chiaro segnale, a livello ambientale la contaminazione del pianeta e a livello sociale l’incremento del tasso di aggressività, particolarmente evidente nei cosiddetti social.

Quanto all’esperienza che stiamo vivendo, potremmo dire che sta smascherando clamorosamente l’illusione nella quale siamo caduti. Davanti a questa epidemia fino a ieri inimmaginabile, l’economia e la tecnologia sono finiti in fondo alla classifica: al primo posto è balzata la vita con la sua carica di umanità, il bisogno di relazione, la rilevanza dei sentimenti, la sete di speranza, la necessità di affidarsi a qualcuno oltre il limite della propria impotenza. Improvvisamente ci siamo resi conto che ogni vita è un valore, che da soli non ce la si fa, che una parola amica è preziosa quanto l’ossigeno che respira, che la vera libertà non è fare quello che si vuole ma quello che si deve, con generosità e coraggio. La libertà senza vincoli e l’individualismo narcisista hanno rivelato in questa situazione di emergenza tutta la loro meschinità.

La comunione, la solidarietà, la dedizione, insieme con la responsabilità, la determinazione e la costanza ridisegnano il profilo di una società che potrà essere decisamente diversa da quella attuale. È questo il compito che è affidato a voi – cari giovani – a partire da quel potente senso di umanità che deriva dalla riscoperta della dimensione verticale della vita, cioè dallo sguardo rivolto alle altezze dei cieli e alle profondità del cuore.

Siamo giunti a questa veglia delle Palme contemplando il mistero sublime della Trinità. L’abbiamo fatto guidati dall’apostolo Giovanni – l’evangelista teologo – e dall’icona di Andrej Rublëv. Qualcosa che mai avremmo immaginato di sentirci dire ci è stato annunciato, quasi con commozione. Dio non è uno nel senso di una singola soggettività sussistente ma è uno nella comunione d’amore delle tre sante persone: il Padre, il Figlio, lo Spirito santo. Dio è amore totale e perfetto, è scambio di sguardi celesti, è costante circolarità di bene nella luce abbagliante della gloria. Come dice bene Dante a conclusione della Divina Commedia, Dio è “l’amor che move il sole e le altre stelle”. In questo amore sostanziale e originario si fondono il bene, il bello e il vero, in un’esperienza che viene poi offerta all’intera umanità e rappresenta il segreto di ogni beatitudine. Gesù l’aveva annunciato così ai suoi discepoli, facendo intuire l’azione in noi dello Spirito santo: “Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23). E aveva aggiunto: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14,25).

Questo – cari giovani – è il vero fondamento della società che siamo chiamati a costruire. Questo amore che abita i cieli è la potenza in grado di dare forma a un mondo realmente riconciliato, dove le relazioni e i sentimenti hanno il primo posto, dove il bene di tutti è la regola di ciascuno, dove la bellezza del creato suscita gratitudine.

“Alzati e diventa ciò che sei!”: così dice papa Francesco a ciascuno di voi nel messaggio che quest’anno vi ha rivolto per questa giornata annuale della gioventù. “Alzati, sogna, rischia, impegnati per cambiare il mondo!”. È invito che ben si adatta a questo momento cruciale e alla riflessione che abbiamo condiviso. Non sappiamo come sarà il mondo tra alcuni mesi, dopo questa prova sconvolgente e dolorosa. Di certo sarà un mondo che avrà bisogno delle vostre forze e prima ancora del vostro cuore. Probabilmente ci sarà molto da ricostruire. Occorrerà farlo insieme. Voi – cari giovani – soprattutto voi, aiutateci a farlo non tornando a replicare il passato ma aprendo la strada ad un futuro nuovo e più luminoso.

Il Signore della vita, di cui ci apprestiamo a vivere nel mistero pasquale la manifestazione gloriosa, sia guida al nostro cammino.