I Doni dello Spirito nella famiglia: la Pietà

Pubblichiamo il percorso che i nostri gruppi famiglia hanno deciso di intraprendere quest’anno. Vogliamo ripartire dallo Spirito Santo e in modo particolare da suoi Doni. Questi doni ritrovati, pensiamo, possano essere di grande aiuto ad orientare, oggi, il vissuto delle nostre famiglie. É nell’ascolto, nel confronto, nella preghiera, nel dialogo di coppia, nell’accoglienza della Parola di Dio che lo Spirito, il nostro maestro interiore, ci vuole parlare, che ci ricorda le parole di Gesù , che ci svela il suo desiderio di dimorare in noi e ci farà scoprire la sua amorevole, tenera e forte, consolante e scomodante, inquieta e vivificante presenza.

La pietà: “un dono dello Spirito Santo che tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale, e invece tocca nel cuore la nostra identità e la nostra vita cristiana. Questo dono non si identifica con l’avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati. Questo legame col Signore non va inteso come un dovere o un’imposizione. È un legame che viene da dentro.

Si tratta di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione.

Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore. Se il dono della pietà ci fa crescere nella relazione e nella comunione con Dio e ci porta a vivere come suoi figli, nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. E allora sì che saremo mossi da sentimenti di pietà – non di pietismo! – nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno. (…) Il dono della pietà significa essere davvero capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno. C’è un rapporto molto stretto fra il dono della pietà e la mitezza. Il dono della pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio, al servizio degli altri con mitezza. 

Da una Catechesi di Papa Francesco

Riflessione

Il dono della pietà nella nostra vita di fede si trova sulle vie misteriose che lo Spirito percorre per abitare i cuori. È come una grazia capace di trasformare le forme di chiusura, di durezza o di rigidità della persona fino ad aprirle alla tenerezza affettiva verso se stessi, verso il prossimo e verso Dio.

Se apriamo i nostri cuori questo dono ci guida, ci unifica, ci fa maturare aiutandoci così a rispondere alle tentazioni della disgregazione, delle visioni cupe, della menzogna, costruendo dentro di noi – nella profondità della nostra anima – la comunione, la pace, l’amicizia, la luce e la verità e invitandoci a vivere e a testimoniare tutto ciò nella propria esistenza e nella propria storia.

Le nostre vite di famiglia possono essere talora stentate e mediocri ma anche sante e splendide. Come dice il Cardinal Martini “lo Spirito con i suoi doni è presente e all’opera prima di noi, più di noi e meglio di noi” e pertanto impariamo a invocare Dio Padre in ogni situazione di miseria e ad esprimergli riconoscenza in ogni momento di splendore.

Pensando all’esperienza quotidiana delle nostre famiglie richiamiamo alcuni possibili frutti che il dono della pietà può generare, attivando le nostre risorse positive:

  • possiamo scoprire/riscoprire l’attenzione premurosa verso il coniuge e i figli che sono vicini; 
  • possiamo sperimentare la bellezza dei rapporti semplici con Dio tramite la preghiera, tra genitori e figli e tra sposi; 
  • possiamo attingere energie per rinnovare ogni giorno la nostra fedeltà al coniuge e la nostra perseveranza nell’amore, nei momenti belli e nei momenti difficili; 
  • possiamo essere più docili e sensibili nei rapporti umani trattando gli altri con delicatezza e con amorevolezza; 
  • possiamo smussare il modo talvolta spigoloso con cui ci relazioniamo tra di noi, con i figli e con gli altri.

Insieme verso il Matrimonio – Primavera 2020

Zona Pastorale San Salvatore

INSIEME VERSO IL MATRIMONIO

itinerario di formazione per coppie di fidanzati

Sede:

  • Gli incontri si terranno alle ore 20,30 presso l’Oratorio “San Luigi” – via Re Desiderio, 37 Leno (BS).

Metodologia:

  • Momenti di preghiera, di ascolto, di riflessione, di fraternità.
  • Lavori di gruppo.
  • L’itinerario è animato da un sacerdote e da alcune coppie di sposi, avvalendosi anche dell’intervento di esperti nella consulenza matrimoniale e familiare

Contributo:

  • Il contributo richiesto è di € 50,00 la coppia

DATE:

  • Aprile: 14 – 16 – 21 – 23 – 28 – 30
  • Maggio: 5 – 7 – 12 – 14,
    16 maggio, ore 18.30 in Chiesa Parrocchiale

Per loro natura gli incontri richiedono partecipazione assidua e continua.

Referente:

don Ciro Panigara – Leno;
tel.: 329 3822142.

Il modulo di iscrizione è disponibile nella pagina materiale.

Novena di Natale e Jingle Quiz 2019

Dal 16 al 23 dicembre

Ogni giorno alla radio Parrocchiale, FM 102.65 Mhz alle ore 19.45 sintonizziamoci per pregare insieme in attesa del Salvatore. Al termine della preghiera don Ciro porrà ai bambini in ascolto una domanda. I più veloci nella risposta (solo tramite WhatsApp al 3293822142) nella classifica generale finale riceveranno un premio da ritirare il giorno di Natale in sacrestia. È possibile controllare la classifica giornaliera sul sito oratorioleno.it nello spazio appositamente dedicato.

Dal 16 al 23 dicembre, i gruppi famiglia, ma anche tutti coloro che vorranno partecipare per animare il momento in chiesa trasmesso alla radio parrocchiale, avranno il loro ritrovo ore 19.35 in Chiesa presso la cappella di san Giuseppe. 

I gruppi saranno presenti secondo queste date: 16 Banda – 17 Cana – 18 Diletti – 19 Extra 20 Happy Hour e Sposini – 21 Tobia e Giovanotti – 22 Scalatori, 23 Novelli.

La classifica verrà aggiornata ogni sera e sarà disponibile di seguito a questo articolo.

Classifica

Ultimo aggiornamento: 23 dicembre.

Nome Punti
Ferrari Tommaso 67
Bottelli Vera e Emma 60
Benvenuti Matteo e Matilde 56
Ló Federico e Alessandra 52
Braga Ester e Davide 42
Braga Agnese e Letizia 40
Bresciani Anna e Elena 30
Brentonico Giorgia 19
Belleri Michele 5
Serafini 4
Gabri 3

Ritiro di avvento 2019

Parrocchie di Leno, Porzano, Milzanello

Domenica 1 dicembre

Presso la Chiesetta di San Giuseppe a Leno

Programma

  • ore 15.30: Preghiera dell’Ora Media
  • ore 15.45: Ascolto della Parola e meditazione
  • ore 16.30: Esposizione del SS. Sacramento e AdorazioneAdorazione Eucaristica
  • ore 17.30: Condivisione
  • ore 18.00: Celebrazione dei Vespri
  • ore 18.30: S. Messa in Chiesa Parrocchiale

Predicatore: mons. Renato Tononi

Pellegrinaggio di San Valentino 2020

solo per coppie e famiglie

Roma rinascimentale

Venerdì 14 febbraio

Partenza da Leno in piazza alle ore 5.00 (venire un momento prima).
Sosta per la colazione lungo il percorso.
Pranzo in autogrill a Roma nord oppure al sacco (ognuno si organizzi).
Nel primo pomeriggio visita al Palazzo del Quirinale, piano nobile e piano terra. Spostamento e visita delle Chiese di San Silvestro al Quirinale e dei SS. Apostoli. In serata arrivo in albergo (Al Casaletto), sistemazione, cena e pernottamento.

Sabato 15 febbraio

Prima colazione in albergo.
Partenza per la passeggiata a Via Giulia. Visita della Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, Palazzo Falconieri, Arco Farnese, Palazzo Farnese, Fontana del Mascherone, Chiesa di santa Maria dell’Orazione e Morte, Palazzo Cisterna, Chiesa di sant’Eligio degli Orefici. Ingresso a Villa della Farnesina. Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio visita di Piazza Farnese e Palazzo Farnese, spostamento a Campo de’ Fiori e Palazzo Spada. Visita a Palazzo Venezia e tempo libero.
In serata rientro in albergo, S. Messa domenicale, cena e pernottamento.

Domenica 16 febbraio

Prima colazione in albergo.
Visita alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
Visita alla Chiesa di San Pietro in Vincoli, ove è presente il Mosè di Michelangelo. Ore 12.00 Angelus di papa Francesco. Partenza per il rientro.
Pranzo al sacco fornito dall’albergo. Fermata a Salaria est. Rientro in serata a Leno.

Quota di partecipazione individuale: 300€ da portare al momento dell’iscrizione in segreteria parrocchiale in via Dante 15, nei giorni mercoledì – giovedì – venerdì dalle 9.30 alle 12.00. In caso di rinuncia verrà trattenuta la somma di 50 € a testa. Portare al momento dell’iscrizione i dati dei partecipanti, carta d’identità compresa. La quota comprende pullman, albergo, cene, colazioni, pranzi del sabato e domenica, guide, ingressi vari.

Itinerario di Fede in preparazione al matrimonio

Pubblichiamo alcune considerazioni che ci hanno inviato alcuni partecipanti al corso zonale in preparazione al matrimonio che si è svolto a Leno, nel mese di aprile e maggio scorsi. Un cammino che è stato vissuto con una grande consapevolezza dei temi trattati e della scelta vicina del matrimonio e con un clima molto familiare che fin da subito si è creato durante le serate.

Condivisione è la parola che meglio ha rappresentato il percorso in preparazione al matrimonio. É stata un’esperienza unica che ci ha arricchito e ci ha insegnato l’importanza del dialogo di coppia. Grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno ascoltato, supportato e accompagnato in questo percorso, ve ne siamo immensamente grati!

Marta e Davide

All’inizio di giugno si è concluso il percorso di preparazione al matrimonio attraverso la celebrazione della Santa Messa. Molte coppie vi hanno partecipato come un ringraziamento e un arrivederci alle persone conosciute in questa nuova esperienza comunitaria. Eravamo ventotto coppie con ventotto storie diverse e altrettanti modi differenti di affrontare la vita ma con la stessa voglia di mettersi in gioco in questo cammino. Per una coppia che decide di sposarsi, il dover partecipare a un corso prematrimoniale è spesso fonte di perplessità: “Come si svolgerà?  Sarà noioso? Ci saremo solo noi due o anche altre coppie?” Questi sono alcuni degli interrogativi di due fidanzati che si accingono ad affrontarlo. La finalità principale dei dodici incontri è stata quella di invitarci a fare delle riflessioni sul significato del matrimonio in Chiesa, sulla consapevolezza e le responsabilità della nostra scelta e soprattutto sul ruolo fondamentale di Dio in questa nostra unione. Abbiamo preso maggiore consapevolezza che scegliere il rito cattolico non vuol dire solo sposarsi nel Signore, ma è sposare il Signore. Gli incontri sono stati guidati da Don Ciro che si è avvalso della preziosa collaborazione di altre persone, soprattutto quando si è parlato di esperienze di vita coniugale dal punto di vista religioso, affettivo e legale. Il suo intento è stato fin da subito quello di renderci parte attiva delle discussioni, soprattutto nei momenti di gruppo dove, dopo un’iniziale timidezza, c’è stata sempre maggiore partecipazione da parte nostra, fino a crearsi un’atmosfera più distesa e amicale. Insomma, sono stati incontri molto piacevoli e arricchenti, mai banali. Ringraziamo Don Ciro per aver reso queste serate molto piacevoli e interessanti, i professionisti per le preziose riflessioni e informazioni e, ultimi ma non meno importanti, i nostri animatori per averci aiutato e spronato a riflettere e a condividere le nostre opinioni, anche attraverso delle sane risate. Un augurio speciale a tutte le coppie: che il matrimonio sia per tutti noi l’inizio di una vita ricca di amore e felicità!

Alice e Stefano

Ho iniziato il corso con mille dubbi, con la voglia sotto i piedi, proprio convinto non di buttare le mie serate, ma quasi. Un dubbio lo avevo e quel dubbio è stato spazzato via dopo neanche la fine del primo incontro. A quasi 40 anni ho deciso di sposarmi, e pensavo ormai di averle viste tutte, sentite tutte, ma una cosa importantissima avevo sottovalutato: non le avevo affrontate a dovere. Ormai non sono più un ragazzino, ma il confronto con gli altri futuri sposi mi è servito moltissimo e gli incontri…beh gli incontri che mi aspettavo completamente e totalmente religiosi sono stati semplicemente e giustamente arricchiti dal tema della fede. 

Si perché i temi del matrimonio vengono discussi serenamente, sia da parte dei sacerdoti presenti che dagli animatori.

Il matrimonio è una cosa seria, tra bassi (tanti bassi!!) e alti, tra litigi e preoccupazioni, tra indecisioni e dubbi, tra perplessità e insicurezze, ma anche tra divertimento e vicinanza, tra rassicurazioni e presenza, tra amore e felicità.

Importante dirvi, amici miei, che ho capito di quanto sia importante la persona vicina a noi stessi, la sua presenza, le sue parole e il dialogo sono fondamentali per costruire quello che tutti noi chiamiamo famiglia. E non solo costruirla, ma mantenerla nel tempo. Come si dice? Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare? Ho davvero compreso che dialogo, confronto e sincerità aiutano, e non poco. Grazie a Chiara, la mia futura sposa, ho imparato questi concetti, ad affrontarli, a superarli, e grazie al corso ho capito come perfezionarli ed ora sono sempre qui sempre fissi nella mia mente. Si ma non credete che sia tutto rose e fiori… mentre scrivo penso a ieri sera: abbiamo avuto un litigio, ma credo che se lo abbiamo superato in una mezzora, è solo grazie all’amore, al dialogo e alla sincerità tra di noi. Di questo itinerario di fede posso solo aggiungere che il corso è un bellissimo viaggio sia dentro sé stessi, che di coppia mano nella mano, insieme e a confronto con altre coppie, tutti allo stesso livello, sia i partecipanti, che i sacerdoti, animatori e relatori. Peccato sia già terminato, ma non vedo l’ora di poter rivedere queste persone e di incontrarne di nuove, come si dice? La vita è un viaggio meraviglioso!

Stefano

Il corso dei fidanzati? un’esperienza unica che ti permette di confrontarti con il partner e con altre coppie, che ti porta a condividere realtà diverse dalla tua, che ti porta talvolta anche a discutere, anche animatamente, e a metterti in discussione. La riflessione spirituale sicuramente non ti dà la certezza di cosa sarà il tuo futuro ma è l’aiuto giusto per iniziare il cammino insieme. Quando si parla di corso prematrimoniale tutti storcono il naso, tutti dicono che barba che noia, tutti lo fanno… e adire il vero compresi noi! Oggi a distanza di un mese dalla sua fine proprio noi…rimpiangiamo che sia finito! Si perché non passa giorno che non ci mettiamo a riflettere sul nostro operato. Non passa giorno in cui ricordiamo quelle settimane passate con la voglia che arrivasse il giorno per andare agli incontri, non passa giorno in cui noi cerchiamo di rivivere l’esempio che gli altri ci hanno dato, cercando però di essere noi stessi di essere Chiara e Stefano, perché prima del corso pensavamo di voler essere forti, di avere un costante dialogo, di voler crescere insieme, di poter superare le difficoltà, di essere una sola famiglia. Ora ci prepariamo ad affrontare il matrimonio consapevoli che NOI con il Signore siamo la nostra forza, NOI siamo il nostro dialogo, NOI cresceremo insieme, NOI supereremo le difficoltà, NOI siamo la nostra famiglia. Ecco a cosa serve il corso a farti credere nel NOI. Certamente non sarà sempre semplice ma NOI ce la metteremo tutta, certi che Qualcuno dall’alto ci veglierà e aiuterà, e quindi sarà ancora più bello.

Chiara 

Il cerchio dell’amore

Anche quest’anno, come coppia, abbiamo aderito alla proposta della Parrocchia relativa al Campo Famiglia che si è svolto dal 3 al 10 agosto a San Giacomo, Valle Aurina, in Alto Adige.

Siamo sempre lieti di vivere quest’esperienza, dove per sette giorni condividi con gli amici, vecchi e nuovi, spazi, tempo, servizio e naturalmente il lavoro che il nostro “pastore”, don Ciro, ci propone.

Quest’anno il tema del Campo Scuola è stato “Il Cerchio dell’amore” avente come simbolo il Tondo Doni, un dipinto di Michelangelo Buonarroti che rappresenta la Sacra Famiglia. Don Ciro ce ne ha illustrato il significato artistico, collegandolo poi alle tracce da lui scelte, quali argomento di discussione per i lavori di gruppo.
Nel primo incontro “Esserci –  Ogni persona è un’opera d’arte, piena di dignità” abbiamo trattato l’autostima, partendo dalla frase di Gesù “ama il prossimo tuo come te stesso”; nel secondo incontro “Esserci con – Capire, guardarsi con amore” partendo dal testo di una canzone, abbiamo esaminato le promesse che ci siamo fatti al momento del matrimonio, di amarci e onorarci per tutta la vita, sia nella buona sorte che nelle avversità. Nel terzo incontro “Esserci per – Solo l’amore è creativo” abbiamo riflettuto sull’apertura delle nostre famiglie al mondo e sulla fortuna di poter coltivare amicizie che ti sostengano nei momenti difficili e che gioiscano con te in quelli felici.

I momenti di svago, poi, non sono certo mancati anche visitando la valle con passeggiate e gite di tutta la giornata. Sono di parte, perché se devo scegliere dove andare in vacanza, tra mare e montagna prediligo quest’ultima: le splendide vette, la bellezza della vegetazione, l’impetuosità dei torrenti, la quiete dei laghetti d’alta quota, il tempo che cambia repentino, il saluto e il sorriso degli sconosciuti che incontri sul sentiero, è per me sempre fonte di meraviglia. Quando camminiamo verso la meta, con lo zaino sulle spalle, molte volte in silenzio per la fatica della salita, pensiamo che tutto questo splendore non possa essere il frutto della casualità e siamo grati al Signore per il dono che ci ha fatto, e non ci riferiamo solo alle montagne, pregandolo di avere sempre questa consapevolezza, anche quando saremo ritornati alla quotidianità.

Ringrazio, quindi, non solo don Ciro, Suor Graziella, ma anche tutte le famiglie del Campo Scuola che ci hanno dato l’opportunità di vivere questa settimana insieme a loro, nella quale abbiamo avuto l’occasione di riflettere, ma anche di divertirci.

Guarda le immagini del campo:

Campofamiglie 2019 in Valle Aurina

La passione del perdono

Cammino dei gruppi famiglia: Osea e Gomer

I primi tre capitoli del Libro del profeta Osea sono autobiografici: il racconto narra la vicenda personale e familiare del poeta. La testimonianza della vita matrimoniale si interseca e si confonde con quella dell’alleanza tra Dio ed Israele; anche se ciò può essere interpretato in modo simbolico, è invece quasi certo che si tratti di fatti effettivamente accaduti, secondo la volontà del Signore, perché fossero di esempio per tutto il popolo ebraico.

Osea, il cui nome contiene il verbo “jasha’”che in ebraico indica la “salvezza” operata dal Signore, predica nel regno settentrionale d’Israele tra il 750 e il 724 a.C. Egli, seguendo la volontà di Dio, aveva sposato Gomer, figlia di Diblaim, la quale era una prostituta (forse una donna che partecipava ai culti della fertilità diffusi tra i Cananei, indigeni della Palestina). Dal matrimonio nascono tre figli che ricevono nomi capaci di esprimere un monito per tutto Israele: Izreel, Non-amata e Non-popolo-mio, a rappresentare la storia di infedeltà del popolo di Dio e la fine della benevolenza del Signore nei confronti di Israele.

La storia familiare di Osea si sviluppa con continuità secondo significati simbolici. La vicenda di infedeltà del popolo di Israele è ripresa dal profeta che, rivolgendosi ai figli, accusa la loro madre e propria moglie di tradimento, dichiarando la volontà di ripudiarla e di spogliarla della dignità nuziale, pur coltivando la segreta speranza di un pentimento e di un ritorno al focolare abbandonato per seguire gli amanti. Come Osea, anche Dio si rivela ferito dal popolo ebraico che lo ha abbandonato per andare in cerca di altri dei, ma profondamente innamorato e determinato a riconquistarlo.

Il profeta, attingendo all’esperienza personale, descrive il rapporto tra Dio e il suo popolo come una relazione nuziale: si ritorna allora alla luna di miele da vivere nella solitudine del deserto, luogo dell’intimità in cui si rinnova l’alleanza con la promessa di un amore eterno. Le clausole del vincolo sono le tipiche virtù del patto che ha unito Dio e Israele: giustizia, diritto, benevolenza, amore, fedeltà e conoscenza. In questo nuovo contesto anche i nomi dei figli devono cambiare perché rappresentano il legame che ora unisce tra loro i genitori e, simbolicamente, Dio e il popolo ebraico. Essi diventano Izreel, Amata, Mio popolo. Con la conversione ritornano gioia e amore.

Per una miglior comprensione del testo, si consiglia la lettura degli interi capitoli del Libro di Osea. 

1. Un matrimonio intaccato dall’infedeltà conosce una crisi più profonda di un matrimonio che, sebbene litigioso, vede i due coniugi ancora interessati l’uno all’altra. L’infedeltà tuttavia si insinua non di rado nella vita di coppia, anche senza arrivare all’adulterio o alla separazione. Ci può essere infatti un’infedeltà quotidiana che si afferma quando non si ravviva costantemente l’amore per il coniuge: il non essere attenti ai bisogni dell’altro, il passare tanto tempo nella freddezza, l’indifferenza reciproca… sono piccoli tradimenti in grado di far crollare anche i matrimoni apparentemente più saldi. Prima di essere o divenire un atto manifesto, l’adulterio nasce come realtà che germina nel cuore; prima di essere relazione con un amante l’adulterio è disaffezione verso il coniuge. Davanti all’infedeltà, nella vita quotidiana dei coniugi si generano reazioni istintive: rabbia, desiderio di controllare, tentazione di vendicarsi, disperazione, non riconoscimento del problema, presa di distanza dal coniuge. 

2. La storia di Osea, sposo di Gomer, donna ampliamente infedele, ci mostra una strada alternativa: la scelta di perdonare per ritrovarsi nell’amore. Quello scelto da Osea è un cammino in salita, che fa i conti con la rabbia e l’umiliazione ma che non manca di ascoltare l’amore che ancora abita nel suo cuore. Osea spera di ritrovare l’amore di un tempo: sceglie di attirare a sé la moglie, di condurla nel deserto e di parlare al suo cuore. Ecco ancora il deserto come luogo privilegiato di intimità ove, senza frastuoni o distrazioni, si può ascoltare la voce l’uno dell’altra. Quando tra due sposi si vive una crisi può innescarsi un cammino di conversione individuale e di coppia: la sofferenza e l’umiliazione sono una via per imparare o riscoprire l’umiltà, sentimento che predispone all’ascolto e all’incontro. Dall’incontro dei cuori può scaturire un’armonia ritrovata ed un nuovo orizzonte guadagnato nella sofferenza. La crisi diventa così un tempo di grazia perché porta in sé stessa, nella fatica che comporta e nelle energie nuove che provoca e mette in moto, la possibilità di trasformarsi. 

3. Nella coppia il perdono è sincero e bello quando punta a ritrovare la bellezza dell’amore coniugale. L’apertura al perdono da parte di uno dei due coniugi è il primo passo per concedere a sé stessi di riconoscersi e ritrovarsi come coniugi e per riscoprire l’amore in cui si era smesso di credere.  Nel perdono scambiato tra gli sposi è all’opera l’amore di Dio: così facendo essi consentono al Signore di manifestarsi come Colui che dà la forza di perdonare e che perdona. Nella storia di ciascuna coppia esiste il tempo della conversione. Ed anche per tale tempo la memoria ha un ruolo importante. Ricordare i momenti belli e importanti della propria storia, in cui abbiamo vissuto intensamente il nostro amore e la bellezza del vivere insieme, suscita nostalgia e desiderio di ritrovare il calore dell’abbraccio dell’altro ed, in lui, di Dio.

Domande per la coppia 

  • Quali infedeltà sono più comuni nella nostra storia di coppia?
  • Quando sfuggiamo all’amore tra noi e ci allontaniamo dall’amore di Dio riusciamo a cercare il deserto come luogo privilegiato di intimità e a parlare al cuore l’uno dell’altra?
  • Canterà come nei giorni della sua giovinezza…” Di quali momenti della nostra storia possiamo fare memoria per ritrovarci e fare comunione?

Quindicesima festa della Famiglia

Giornata all’aperto per bambini e famiglie presso il parco comunale “Gino Vaia” (area ex ippodromo).

Domenica 8 settembre

  • ore 11,00: S. Messa all’aperto (in caso di maltempo la funzione verrà celebrata nella chiesa parrocchiale di Leno)
  • ore 14,00: animazione ed intrattenimento gratuiti per i bambini: giochi gonfiabili, truccabimbi con animazione, trenino, scambio libri per ragazzi e sale colorato, gimkana con Veloteam (portare la bicicletta)

Stand gastronomico
spazio piccoli-nic ad accesso libero per pranzo al sacco

Stand informativi

  • Centro per la famiglia nido “Il melograno”: laboratori per bambini
  • Cag: truccabimbi e animazione
  • Commissione Famiglia: vendita libri
  • Nonsolonoi: raccolta materiale scolastico
  • Associazione genitori A.Ge. onlus

Durante tutta la giornata sarà presente l’Associazione Croce Bianca del Dominato Leonense.

Insieme verso il Matrimonio – Autunno 2019

Zona Pastorale San Salvatore

INSIEME VERSO IL MATRIMONIO

itinerario di formazione per coppie di fidanzati

Sede:

  • Gli incontri si terranno alle ore 20,30 presso l’Oratorio “San Luigi” – via Re Desiderio, 37 Leno (BS).

Metodologia:

  • Momenti di preghiera, di ascolto, di riflessione, di fraternità.
  • Lavori di gruppo.
  • L’itinerario è animato da un sacerdote e da alcune coppie di sposi, avvalendosi anche dell’intervento di esperti nella consulenza matrimoniale e familiare

Contributo:

  • Il contributo richiesto è di € 50,00 la coppia

DATE:

  • Ottobre: 1 – 3 – 8 – 10 – 15 – 17 – 23 – 24 – 29 – 31
  • Novembre: 2, ore 18.30 in Chiesa Parrocchiale

Per loro natura gli incontri richiedono partecipazione assidua e continua.

Referente:

don Ciro Panigara – Leno;
tel.: 329 3822142.

Il modulo di iscrizione è disponibile nella pagina materiale.