Campo famiglie estivo 2011

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La nostra famiglia è veterana del campo-vacanza, ma è sempre difficile portare per iscritto la tempesta di emozioni che si provano in una settimana di grande condivisione vissuta in uno dei luoghi più belli del mondo (Dolomiti patrimonio mondiale UNESCO).

Ogni anno questi sette giorni ci aiutano a metterci in ascolto, sia della Parola che dei compagni di avventura; a porci molte domande e a cercare insieme le risposte; ad apprezzare quanto è meraviglioso il creato e ad avere la certezza che se Dio ci ha donato tutto questo è solo per amore e che, come ringraziamento, la nostra risposta può essere solo il rispetto della natura.

Le tematiche presentate da Don Domenico, come sempre, ci hanno fatto riflettere e ci hanno portato ad un confronto che sicuramente darà frutti nel corso dell’anno che ci aspetta prima di poter godere di un’altra settimana a San Vito.

Un grazie particolare al Don, a suor Graziella, al nostro Direttore Angiolino e a Rita, al grande Chef Armido e Caterina, a Beppe, ai ragazzi dell’animazione (con loro non ti puoi annoiare!) e a tutte le famiglie che anche quest’estate hanno condiviso con noi questa esperienza.

Vanessa e GianLuigi

È difficile riuscire a spiegare il vero senso di un campo vacanza per famiglie a chi, con sorrisetti beffardi, ti dice che è solo per i pochi “eletti”, che ci vai solo per farti vedere, stare attaccato alla sottana del prete e per la foto sulla Badia. Certo, una parte fondamentale deve essere quella del divertimento e dell’allegria (ci mancherebbe altro), ma devi comunque vivere in un ambiente comune, CHE TI è FAMIGLIARE IN PROPORZIONE A QUANTO TU VUOI METTERTI IN GIOCO. Ci sono poi i turni di servizio, quelli in cucina, il dormire in camerata e l’utilizzare i servizi in comune; tutte cose che non a tutti possono piacere. Ci sono infine le giornate dei lunghi coltelli (come le ha chiamate un nostro amico), quelle del confronto di coppia; quelle che, grazie agli ottimi spunti offerti da Don Domenico, ti portano inevitabilmente a toccare nervi scoperti, a scoprire ferite mai guarite, ma che alla fine ricompattano e spronano la coppia a camminare insieme. Ma, se a fine settimana te ne vai con tristezza perché vorresti rimanere ancora; se i tuoi figli piangono perché non vogliono partire; se vedi persone (anche di una certa età) che, abbracciandoti con gli occhi lucidi, ti ringraziano solo perché c’eri; capisci che ne vale sempre e comunque la pena.

Anna e Luca

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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