Buon Natale, affinché tutti riscopriamo la nostra identità cristiana di servitori

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“Sono alcuni mesi che mi riprometto di scrivere ma è sempre un ricorrere il tempo ed è stato proprio l’inizio dell’Avvento che mi ha inchiodato sulla sedia per condividere alcuni pensieri e riflessioni nella mia vita al servizio della Chiesa albanese. Come Chiesa siamo qui a servire l’uomo e soprattutto un uomo che è bisognoso nella sua umanità e nella sua spiritualità… il Vangelo di questo primo giorno di avvento ci ricorda che Lui stesso, Gesù, venne per “curare”. Tante volte dimentichiamo questo, pensiamo di dover fare chissà quali grande cose e invece siamo chiamati, sul suo esempio, a curare, a prenderci cura di chi vive accanto a noi; prego che questo Avvento e Natale riporti in me e in tutti noi, nelle nostre chiese e comunità, la giusta misura dell’essere cristiano: prenderci cura senza troppe parole di chi è bisognoso umanamente o spiritualmente.

Candele Natale

In questi mesi tante cose hanno caratterizzato la mia esperienza missionaria qui: le attività estive per i villaggi più lontani, l’aver accompagnato la delegazione dei giovani albanesi alla Giornata Mondiale della Gioventù (era la prima volta per tutti loro… un bagno di mondialità bellissimo), il cambio di casa per iniziare la piccola comunità di accoglienza vocazionale… e l’inizio del mio ministero a tempo pieno per una città e non più solo per dei villaggi. Poche parole per dirvi che il mio tempo è stato assorbito da un bel po’ di lavori; una riflessione per spiegarvi dove vivo adesso che ci fa capire come il Signore è davvero più grande di ogni ideologia. Ora vivo in un palazzo che era stato costruito per essere l’albergo del regime nella città di Rreshen, ospitava tutti i responsabili del partito che passavano per fare la propaganda soprattutto anti-religiosa… ora in questo palazzo di 5 piani (che sin dalla caduta del regime venne dato ai primi missionari) ad ogni piano c’è una cappella con Gesù Eucarestia: a un piano ci sono le suore che assistono malati e disabili, a uno i missionari vincenziani, ad uno io, ad uno i confratelli albanesi che fanno servizio nei villaggi, ad uno una nuova comunità di suore che vengono dall’argentina… un luogo nato per parlare contro Dio è diventato invece un piccolo segno della sua dimora tra questa gente. Davvero le ideologie invecchiano e muoiono mentre la Chiesa resta sempre giovane. Sono piccoli miracoli della Sua vera presenza in mezzo a noi.

Cosa faccio in questo palazzo? Beh… diciamo che ci sto poco perché sono sempre in giro, comunque mi dedico alla formazione dei giovani, alla loro spiritualità, alla loro crescita in prospettiva vocazionale cioè verso una scelta di vita cristiana… con tanti bisogni di povertà potrebbe sembrare fuori luogo il mio servizio… ma io ci credo molto e con me la diocesi che mi ha chiesto questo servizi. Nei giovani è custodito il futuro di questa chiesa e “curare” la loro umanità ancora un po’ debole è un lavoro in prospettiva che forse nell’oggi non dà frutti ma che costruisce le basi per un domani diverso; ho dato vita a un oratorio dove ogni pomeriggio, con un educatore a tempo pieno, offriamo spazi per gioco e attività di formazione, ho una piccola comunità di adolescenti che vivono con me il cammino delle scuole superiori vivendo in comunità con me e riflettendo sulla propria vocazione, alcuni fine settimana al mese accolgo per 3 giorni altri ragazzi che vorrebbero iniziare un cammino di riflessione sul proprio futuro, mi dedico alla catechesi di tutti i ragazzi della città con la collaborazione di alcune suore e alcuni laici, seguo personalmente la catechesi di 55 adolescenti in cammino per i sacramenti, dall’amicizia con alcuni giovani grandi è nato il desiderio di ricevere i sacramenti e sto preparando due coppie a ricevere tutti i sacramenti nella prossima veglia di Pasqua, dedico ore alla direzione spirituale dei giovani a lasciarli parlare per fare uscire le loro potenzialità, sostengo diversi di loro (anche economicamente) nello studio soprattutto universitario, mi occupo della formazione dei seminaristi collaborando con il seminario nazionale,…ma soprattutto vivo ogni giorno cercando di far capire che con Gesù Cristo la vita è più bella.

Albania GMG 2011

A fianco di questo come sempre non manca il sostegno ai più poveri che ancora non possono comprarsi nemmeno le medicine o soffrono ingiustizie essendo poveri; stiamo costruendo la casa, in collaborazione con un missionario vincenziano, a una famiglia di 7 persone completamente emarginata da tutti: marito e moglie sono entrambi disabili mentali, il loro matrimonio è stato combinato dalle rispettive famiglie, sono nati 5 figli, anch’essi con qualche problema… li abbiamo trovati in situazione igieniche che non vi dico… il bambino più piccolo stava morendo affogato nel buco che hanno come bagno in casa (non vi sto mentendo, vi dico la pura verità!)… chi davvero è bisognoso è spesso dimenticato da tutti…

Grazie di cuore a tutti voi perché tutto questo è possibile perché voi siete in tanti a volerci bene e ad aiutarci; non importa se vi sembra di poter fare poco perché la crisi economica costringe tutti a fare i “conti”… anche se un mondo governato dall’economia è proprio brutto perché ci allontana dall’amore, comunque non importa cosa potete fare, anche se poco, anche se solo è passare in chiesa a dire una preghiera per noi…fate quel poco che potete, per noi è sempre un grande regalo.

Con sincerità e amicizia ricevete i miei scomodi auguri di Buon Natale, perché il Signore ci ricordi che Lui è venuto per prendersi cura degli altri e non per costruirci una bella vita…; Buon Natale affinchè tutti riscopriamo la nostra identità cristiana di servitori”.

Don Roberto Ferranti.
(missionario FIDEI-DONUMnella Diocesi di Rreshen)

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don Roberto

don Roberto

Sono sacerdote fidei-donum missionario in Albania dal 2008, originario di Leno e in precedenza Curato a Edolo e Cortenedolo. La mia frase preferita? “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)


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