Bambini di Dharma

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In questo momento storico, un vento di crisi economica e sociale ha investito il nostro Paese, lasciandoci spaventati e preoccupati, forse per la prima volta dopo molti decenni con la nuova consapevolezza di una povertà sempre più diffusa tra tutti noi. Come spesso accade in questi momenti di crisi, a pagare per primi (e a pagare il prezzo più alto) sono i più deboli, gli ultimi fra gli ultimi.

La nostra Associazione di Volontariato Onlus Dharma vuole parlarvi di un piccolo “esercito” silenzioso e nascosto, invisibile agli occhi di tutti noi , composto da bambini, neonati  ed infanti che si ritrovano a vivere la più terribile esperienza proprio all’inizio della loro fragile vita: l’abbandono. Attualmente nelle strutture ospedaliere italiane vivono bambini abbandonati alla nascita dai genitori naturali, in attesa di trovare nuove famiglie che li possano accogliere ed amare, donando loro un nuovo futuro. Una legge italiana ha infatti reso possibile partorire negli ospedali rinunciando al riconoscimento del nascituro, e garantendo alle partorienti l’anonimato: sospendendo ogni giudizio morale sulle ragioni di questi genitori – è una legge di civiltà, in quanto si evita così il terribile ritrovamento di neonati morti per abbandono in luoghi non protetti (ricordiano tutti i tristi cassonetti e simili), consegnandoli invece nelle sicure mani di strutture ospedaliere che li assistono con competenza. Inoltre, questi bambini, defniti dalle legge “esposti” diventano bambini adottabili, e quindi possono trovare nuove speranze di una vita serena.

Bambini Dharma

Ma il tempo dell’attesa può essere lungo, soprattutto se i bambini presentano problemi di salute, patologie più o meno gravi: infatti le adozioni in questi casi sono più complicate e spesso non ci sono famiglie disposte ad accogliere questi piccoli. La nostra Associazione – con il lavoro dei suoi volontari – cerca di intervenire in questo delicato momento, all’interno di una struttura ospedaliera sicuramente professionale ma che non può certo soddisfare tutti i bisogni del bambino, soprattutto quelli di protezione e d’affetto. ( A.O Spedali Civili di Brescia Ospedale dei Bambini  e Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero)
Il bambino esposto ha bisogno di essere coccolato, rassicurato, accolto da mani amorevoli, da braccia che anche solo per poche ore lo circondino e lo cullino, deve poter trovare punti di riferimento che lo aiutino a colmare il vuoto che l’abbandono genitoriale ha lasciato nella sua esperienza. Le nostre carezze, le nostre parole, tutte le coccole, saranno i suoi primi ricordi d’amore, e questo è un diritto innegabile che ogni bambino ha e che noi vogliano difendere. I nostri bambini arrivano al mondo nudi, come piccoli Gesù Bambino: per loro nessuno prepara corredini, intesse coperte, lavora maglioncini.
Nessun pensiero, nessun dono, perchè nessuno li ha attesi. Ed allora, la nostra Associazione  – che è totalmente autofinanziata e vive della generosità di coloro che credono nei nostri progetti – ha pensato di preparare per ognuno di questi piccoli bambini una valigia, sia vera che metaforica. In quella vera, mettiamo un piccolo corredo, abiti, cuffiette, scarpine, i suoi primi giochi, il suo diario nel quale segniamo i primi ricordi, le prime emozioni, tutto quello cioè che chi ama un bambino normalmente fa per lui, perchè lo ha atteso a lungo e grande è la gioia adesso che è qui con noi.  Quella metaforica è la valigia dei ricordi, il bagaglio dell’amore che – comunque – lo ha circondato dalla sua nascita, la consapevolezza che qualcuno ha asciugato le sue lacrime, ha consolato il suo pianto ha riso alle sue facce buffe. Tutti abbiamo il diritto di essere amati, tutti siamo amati… il viaggio nella vita è appena iniziato, che il nostro amore lo protegga per sempre.

Noi vorremmo regalare questo sogno a  tutti bambini invisibili che ogni giorno incontriamo negli ospedali,  aiutateci a prenderli per mano e costruite con noi un sogno d’amore.

Giovanna Castelli

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ORANews

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