Avvento: domanda e risposta?

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Ci sono momenti in cui vorremo avere alcune risposte. Capita nei momenti di crisi e di crescita; ogni uomo ha bisogno di risposte: nelle relazioni, nell’impegno di studio e di lavoro, fino ad arrivare al senso ultimo e pieno della vita. Una risposta vera, autentica è capace di orientare l’esistenza verso direzioni impensate e affascinanti. Talvolta la risposta ci sorprende e ci scoraggia e chiede di introdurre elementi di novità  inaspettati nella nostra vita. Non è un discorso vuoto o privo di contenuto: penso ai giovani che in modo implicito e inquieto cercano la risposta alle proprie attese di realizzazione. La risposta può essere semplice, scontata, a portata di mano, oppure ardua, irraggiungibile, innovativa, oppure scoraggiante, difficile, fastidiosa, ma tutto dipende dalla domanda che pongo a me stesso, al mondo a Dio. La qualità di una risposta dipende dall’importanza della domanda! Spesso mi accorgo che anche nell’opera di evangelizzazione rischiamo di offrire risposte a domande che ancora non ci sono e quindi  anche la risposta più vera e vitale rischia di scivolare perché non ha trovato il varco aperto da una domanda autentica. Per trovare una risposta dobbiamo vivere in profondità la dimensione della domanda, abbiamo bisogno quindi di porci in un atteggiamento di profondo ascolto di noi stessi per cogliere quali siano le voci che da dentro mi spingono a cercare a trovare a chiedere a interrogare. Ci prepariamo a vivere il tempo diAvvento, è il tempo propizio per attendere una risposta, è il tempo nel quale ci prepariamo ad accogliere vivendo in modo estremamente attivo e dinamico la domanda che ci portiamo dentro.

S. Paolo dice che noi talvolta “non sappiamo nemmeno cosa sia conveniente domandare” ebbene, lui suggerisce di porci in sintonia con lo Spirito che dentro di noi geme e prega e interroga: da questa presenza nasce la preghiera. La preghiera di richiesta deve partire dal cuore, non va fatta superficialmente, deve essere un gemito, un desiderio profondo. Gemere, infatti, significa anelare a qualcosa di cui si ha estremo bisogno; anche fisicamente il gemito è l’espressione di chi, mancando di aria, cerca di aspirarla. Questo ennesimo tempo di avvento che irrompe nella nostra vita diventerà estremamente nuovo e importante nella misura in cui sapremo vivere la dimensione dell’attesa, della domanda, del gemito inesprimibile, della preghiera. Il Natale allora – forse – irromperà nella nostra vita offrendoci La Risposta di Dio alle attese dell’umanità: suo Figlio Gesù.

La comunità cristiana offre alcune esperienze importanti per amplificare l’attesa e la domanda. Io che faccio? Mi lascio scomodare? Mi accontento delle risposte che già ho trovato?

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ORANews

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