Scuola Formazione al Sociale e al Politico

Questa iniziativa (nome ufficiale: SFISP = Scuola di Formazione all’Impegno Sociale e Politico) rientra nell’ambito della Pastorale Sociale della Diocesi di Brescia.

Si tratta di una Scuola di Formazione, con durata annuale, che si svolge in otto di incontri. Si rivolge ai giovani (18-35 anni) che intendono approfondire le tematiche relative a democrazia, politica, Bene Comune alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

Dall’anno pastorale 2017-18 la scelta programmatica della Scuola di Formazione Politica è quella di un unico tema annuale, che verrà sviluppato lungo l’intero anno nei diversi incontri. Questo darà la reale possibilità di approfondire la tematica, ma anche di seguire la Scuola per più annualità.

Per questo anno (2017-18) il tema scelto è quello del LAVORO, in continuità con il  tema della 48esima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, che si terrà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017 (“Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale”).

Durante gli otto incontri, questo tema verrà sviluppato sotto diversi punti di vista.

É richiesta l’iscrizione, effettuabile a questo indirizzo.

Estate 2017: menonera missionaria

Da Papa Francesco: “In forza del mandato missionario, la Chiesa si prende cura di quanti non conoscono il Vangelo, perché desidera che tutti siano salvi e giungano a fare esperienza dell’amore del Signore”. Trovano qui risposta tutte le obiezioni di coloro che considerano oggi la missione ad gentes un optional o, quasi, un lusso che non possiamo più permetterci. “Ma perché andare all’altro capo del mondo, quando l’Europa è scristianizzata e c’è tanto da fare qui…” “O ancora perché mai destinare uomini, donne, risorse alla missione quando qui in Italia siamo ormai così scarsi di clero…” “Oggi il mondo ce l’abbiamo in casa, gli immigrati che sbarcano da noi appartengono a tante religioni, molti non sono cristiani, la missione è qui…”. Ogni popolo e cultura ha il diritto di ricevere il messaggio di salvezza che è dono di Dio per tutti. Forse dovremmo tenere conto di questo aspetto anche nell’accoglienza dei migranti qui in Italia: se la prima cosa da dare loro è sicuramente un tetto, un letto, un pasto, per noi cristiani una vera accoglienza dovrebbe comprendere, ovviamente a tempo debito, anche una proposta di un incontro con Cristo. Far fare esperienza dell’amore del Signore, partendo dalla nostra realtà fino “agli estremi confini della terra”. Far incontrare, tramite la Chiesa missionaria, un Dio che è amore e misericordia, un Dio talmente affascinante che diventa interessante seguirlo. Questo ci chiede Papa Francesco: “Siate sempre pronti nella solidarietà, forti nella vicinanza, solerti nel suscitare la gioia e convincenti nella consolazione. Il mondo ha bisogno di segni concreti, di segni concreti di solidarietà, soprattutto davanti alla tentazione dell’indifferenza, e richiede persone capaci di contrastare con la loro vita l’individualismo, il pensare solo a sé stessi e disinteressarsi dei fratelli nel bisogno. Siate sempre contenti e pieni di gioia per il vostro servizio, ma non fatene mai un motivo di presunzione che porta a sentirsi migliori degli altri. Invece, la vostra opera di misericordia sia l’umile ed eloquente prolungamento di Gesù Cristo che continua a chinarsi e prendersi cura di chi soffre”.

Questo è ciò che si cercherà di realizzare anche in questa estate presso la località Campagnole bivio-Risparmio, dove la parrocchia, tramite la commissione missionaria, in collaborazione con tanti altri volontari, dal 26 giugno al 23 agosto organizzerà la “Menonera Missionaria 2017”.

Si proporranno angurie e meloni, panini, gelati, prodotti equo-solidali, cene con specialità della sera, informazione missionaria, si potrà giocare a beach-volly e scambiare quattro chiacchiere in allegria. Il ricavato dell’iniziativa andrà a sostegno di progetti nei paesi in via di sviluppo.

 L’amore, “edifica” (1 Cor 8,1), cambia la vita delle persone e da senso a quello che viviamo e facciamo, vuol dire che se scopriamo e sperimentiamo l’amore di Dio e lo viviamo come lui ci insegna giorno dopo giorno, permetterà alle nostre comunità di essere segno concreto della comunione fraterna.

Vi aspettiamo! E se volete unirvi a noi come volontari contattateci! ( Marisa 3381901306)

Lo scopo del cristiano non è la beatitudine privata, bensì il tutto

Omelia del Vescovo Luciano Monari per le ordinazioni presbiterali – Cattedrale, 10 giugno 2017

L’autorivelazione di Dio a Mosè sul monte Sinai: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”; poi la missione del Figlio: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”; e infine la comunione dello Spirito Santo che unisce i credenti nella santità dell’amore. Così le tre letture di oggi articolano la presentazione del mistero trinitario. Di questo mistero il presbitero è chiamato a essere testimone nel mondo di oggi con le parole e con la vita. Il mondo degli uomini può trovare il suo equilibrio e una sorgente inesauribile di energia spirituale solo rimanendo aperto a Dio creatore da cui riceve l’esistenza; solo accogliendo sempre di nuovo il dono della riconciliazione in Cristo; solo lasciandosi plasmare nella comunione dall’energia interiore dello Spirito Santo. Insomma, il mondo, ne siamo convinti, ha bisogno di Dio.

È sulla base di questa convinzione che ha un senso la vocazione cristiana e, all’interno della vocazione cristiana, il servizio presbiterale. Scriveva il teologo Ratzinger: “Non si è cristiani perché soltanto i cristiani arrivano alla salvezza, ma si è cristiani perché la diaconia cristiana ha senso ed è necessaria per la storia.” E ancora: “Lo scopo del cristiano non è la beatitudine privata, bensì il tutto. Egli crede in Cristo, crede quindi nel futuro del mondo, non solo nel proprio futuro.” Abbiamo a cuore la causa del mondo, il futuro dell’uomo in tutte le sue dimensioni; vorremmo, come scrive papa Francesco “prendere dolorosa coscienza, osare trasformare in sofferenza personale quello che accade al mondo”; vorremmo che il nostro passaggio nel mondo lasciasse qualche segno di bontà e di speranza. Per questo facciamo i preti. L’affermazione può sembrare paradossale; fare il prete significa concretamente servire qualche centinaio di persone offrendo loro la predicazione del vangelo di Gesù, la celebrazione del battesimo, dell’eucaristia, della riconciliazione. Possiamo immaginare di cambiare il mondo con questi piccolissimi gesti? Sì, lo possiamo. Quando predichiamo il vangelo allarghiamo l’orizzonte di pensiero delle persone in modo che le loro scelte non siano meschinamente ristrette al benessere materiale, ma sappiano aprirsi alla generosità rischiosa del dono, sappiano assumersi responsabilità per il bene degli altri e delle generazioni future. Quando celebriamo l’eucaristia diamo al mondo un centro ricco di significato in modo che attività, creazioni, progetti degli uomini non si disperdano in direzioni casuali, ma si raccordino per l’edificazione di una umanità fraterna, per l’edificazione del corpo di Cristo. Questo, infatti, è il senso del mondo materiale: assumere nella sua interezza la forma che è stata quella della vita di Gesù – vita terrena, perfettamente umana, ma animata dallo Spirito Santo e quindi pienamente divina.

La speranza della vita eterna invera e sigilla tutto questo. “Quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani d’uomo, nei cieli.” Ma la via eterna ci verrà donata solo se la vita terrena ne sarà stata degna. Proprio perché siamo i testimoni della vita eterna siamo nello stesso tempo impegnati a trasformare la vita terrena in modo che il Cristo risorto “sia il primogenito di una moltitudine di fratelli.” Chi ci considera superati, non può però considerare superato quello stile di vita oblativo che annunciamo e che cerchiamo di vivere.

Vorremmo essere testimoni di quel Dio che si è presentato “misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà.” Sembra una fisionomia contraddittoria: misericordia e ira, una accanto all’altra. È possibile? Anzitutto bisogna notare che Dio è ‘ricco’ di misericordia mentre è solo ‘lento’ all’ira; dunque misericordia e ira non sono messe sullo stesso piano come due possibilità equivalenti. La misericordia dipende da ciò che Dio è; l’ira è conseguenza del male che l’uomo fa. Dio è ricco di misericordia perché è Dio, ma reagisce con l’ira a ogni ingiustizia e falsità e oppressione. Ma qui ci troviamo davanti a una rivelazione davvero sorprendente: come Dio combatte il male del mondo? Come si manifesta la sua ira? “Dio ha tanto amato il mondo – il mondo peccatore e destinato alla rovina a motivo del peccato – da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna.” Dio, dunque, non combatte il male con l’uso irresistibile della sua onnipotenza, ma con la forza illimitata del suo amore. Questo significa il dono di Gesù, la sua morte in croce; la croce è il segno dell’amore di Dio nel momento stesso in cui pronuncia il giudizio di Dio sul mondo e su ogni ingiustizia del mondo. Qualcuno può obiettare che le parole sono belle ma la realtà rimane dura; che la croce sembra aver risolto poco: le ingiustizie che c’erano ci sono ancora e non s’intravede la loro scomparsa; anzi la violenza sembra servirsi di strumenti sempre più sofisticati e letali. Rimane però vero che la croce di Gesù ha suscitato nei secoli e continua a suscitare patrimoni infiniti di amore, di dedizione, di carità, di servizio. Bene; noi siamo preti perché questi effetti continuino e possibilmente si dilatino in forme sempre nuove ma con il medesimo fuoco d’amore, con il medesimo Spirito.

Dicendo questo ho già detto anche lo stile col quale possiamo svolgere il nostro ministero di preti, lo stile che dobbiamo imparare da Dio stesso, da Gesù. In concreto: annunciate la misericordia di Dio, sempre e comunque; combattete il male con un amore più grande; tenete davanti agli occhi la croce di Cristo. Non lasciatevi condizionare; non valutate il ministero col metro della carriera mondana. Se usate questo metro, sarete e rimarrete irrilevanti: i titoli d’onore – canonico, monsignore, eccellenza, eminenza – sono fumo; le responsabilità – parroco, curato, vescovo – sono servizi da assumere quando servono, da lasciare con libertà quando non servono più o quando altri possono svolgerli con migliori energie. I giudizi del mondo – anche i giudizi dell’opinione pubblica presbiterale – sono stoltezza agli occhi di Dio mentre la parola della croce è sapienza e forza. Non lasciatevi impelagare nella palude mefitica dei confronti. Già dal punto di vista della saggezza umana è possibile apprezzare l’arietta del Metastasio che abbiamo imparato a scuola: “Se a ciascun l’interno affanno / si leggesse in volto scritto, / quanti mai che invidia fanno / ci farebbero pietà.” Ma soprattutto dal punto di vista della sapienza divina ogni confronto con gli altri è sciocco; valgono le parole di Paolo: “A me poco importa di venir giudicato da voi o da un consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso… il mio giudice è il Signore!” Su questa terra abbiamo da vivere alcuni anni; una comodità in più o in meno non cambia molto, un titolo in più o in meno lo stesso.

Meglio ascoltare l’esortazione di Paolo: “siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.” L’invito: ‘tendete alla perfezione’ implica una serie infinita di cose. ‘Non tendete alla comodità; non tendete ai posti d’onore; non attaccatevi ai soldi; non cercate di dominare sugli altri…’ Se la perfezione, cioè la crescita nell’amore di Dio e del prossimo, diventa davvero l’interesse dominante della nostra vita, le conseguenze si riconoscono in tanti gli ambiti d’esperienza. Si diventa anzitutto più gioiosi; non è difficile riconoscere dietro a tante critiche amare un sottofondo di tristezza che impedisce di apprezzare le cose belle della vita: la bellezza della natura e le meraviglie dell’amore umano, le forme infinite della cultura e la sicurezza garantita dalla vita sociale. Ma al di là di tutto questo c’è una gioia che il mondo non conosce e non può dare perché viene solo da Dio e dal suo amore. Cito dal diario di un prete, parroco in una parrocchia particolarmente difficile (giorno di Natale dell’anno 1949): “Sacrifici, incomprensioni, fallimenti, umiliazioni di ogni genere per gli insuccessi non mancano mai… Sono talmente assuefatto a questo, che diffido di una iniziativa che proceda bene! Tiro avanti, tutto tentando, disposto a veder crollare tutto, fiducioso solo nella Grazia del Signore. Quando scoccherà l’ora, s’aprirà il cuore di tante anime e si fonderà il regno di Dio. Se anche il Signore ci vuole adoperare solo come uomini di fatica… siamo lieti di fare la sua volontà.” C’è una misteriosa gioia nell’essere e riconoscersi solo uomini di fatica. Ciò non significa che sia facile; per questo Paolo aggiunge: “fatevi coraggio a vicenda”, sostenetevi nei momenti di bassa pressione, quando piogge e tempeste minacciano d’intristire e d’impaurire. Abbiate gli stessi sentimenti e cioè: andate d’accordo; non lasciatevi allontanare dagli altri da sentimenti di gelosia o d’invidia; “vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sia con voi.”

S.E. Luciano Monari

Potpourri di Ricordi

Mostra fotografica:

Potpourri di Ricordi

Proposta e curata da Lucio ed Emilia

Questa ennesima mostra di fotografie di persone di Leno e frazioni non si propone finalità particolari, ma vuole far riemergere momenti ed emozioni sopite e forse dimenticate…

Vi aspettiamo numerosi da giovedì 22 a domenica 25 giugno, durante la Festa dell’Oratorio, in Aula Verde!

Buona visione!

P.S. Siamo sempre alla ricerca di materiale nuovo (ma vecchio).

Lavori di manutenzione per il tetto dell’Oratorio

Quest’anno la Commissione Oratorio di concerto con il Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia, hanno dato il via ai lavori di manutenzione straordinaria di parte della copertura dell’Oratorio. L’intervento si è reso indispensabile per salvaguardare non solo la salubrità dei locali utilizzati come aule per il catechismo ma anche per evitare l’ammaloramento dell’intero stabile con conseguenti aumenti dei costi destinati alla manutenzione ordianria dell’edificio.

L’intervento ha comportato il lievo completo della copertura in coppi e della sottocopertura in onduline catramate, questo ha permesso il posizionamento di lastre in laterocemento “ecologico” fissando poi i coppi mediante l’uso di schiume poliuretaniche apposite al fine di evitare lo scivolamento dei coppi. Si è inoltre proceduto all’installazione di “linea vita” necessaria ed utile anche per lavori futuri che dovessero rendersi necessari.

La supervisione dei lavori è stata assicurata da componenti interni della Commissione Oratorio limitando i costi, mentre l’incarico di coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dell’opera è stato affidato a membro esterno per assicurare terzietà ed indipendenza necessari per lo svolgimento pieno di funzioni di vigilanza.

L’importo lavori è stato affidato secondo il preventivo di 34.200 euro al netto di IVA e oneri per la sicurezza, questi sono stati riconosciuti secondo quanto stabilito dai preziari per le opere pubbliche, computati inizialmente come singole voci in accordo con il coordinatore in fase di progettazione, declinati e quantificati al bisogno durante i lavori.

Siamo certi che, anche quest’interento finalizzato al mantenimento decoroso del patrimonio della Parrocchia, possa essere un ulteriore esempio di come le scelte di oggi possano assicurare un futuro, a ciò che in fin dei conti abbiamo solo in prestito.

Commissione Oratorio
Area Manutenzioni

La Croce Bianca aderisce al Servizio Civile Nazionale

Sei giovane e vuoi metterti in gioco nel mondo del volontariato? Hai un’età compresa tra i 18 e i 28 anni? Partecipa al progetto di Servizio Civile Nazionale a cui la Croce Bianca aderisce! La durata è di 12 mesi con un impegno di 30 ore settimanali… un’opportunità di crescita personale e di educazione alla cittadinanza attiva all’interno della nostra associazione! Se vuoi ricevere informazioni più dettagliate chiama il numero 345-3393224!

PENSACI e AFFRETTATI… scarica i moduli di adesione nella sezione documenti, compilali e inviali ad uno dei  seguenti contatti entro e non oltre il 26 giugno alle ore 14!

In originale presso la nostra sede in Via Brescia 40, a Leno.

Via E-Mail: info@crocebiancaleno.it
Via Fax: 030 9060634

Itinerario di fede per fidanzati: un pensiero

Quando abbiamo iniziato l’itinerario di fede per fidanzati, mai avremmo pensato che ci saremmo arricchiti così tanto (nonostante le ottime premesse del primo incontro). Chiamarlo itinerario di fede secondo noi è forse un po’ riduttivo, in quanto, anche se fede e spiritualità sono state il fil rouge di ogni incontro, i temi affrontati hanno spaziato ampiamente tra i vari aspetti riguardanti la vita coniugale: dal lato psicologico fino a quello legale, senza tralasciare l’aspetto sessuale; facendo diventare questi 12 incontri un’ottima preparazione al Grande Passo che si compirà nella Chiesa nonché un’occasione di confronto e di maturazione personale. Inoltre tutti i relatori si sono dimostrati capaci e coinvolgenti e hanno saputo fornire spunti su cui continuare a riflettere e lavorare anche ad incontro concluso.

Un sentito ringraziamento nasce quindi spontaneo verso tutte le persone che hanno permesso questo cammino: don Ciro, gli animatori, in particolare Margherita e Mario, tutti i relatori, migliore fra tutti don Luciano, e le altre coppie che hanno seguito l’itinerario con noi. Che dire, un’esperienza che consigliamo vivamente di fare a tutti i fidanzati che intendono sposarsi.

Alessandra e Ettore.

Zig on Zag. Omicidio alla corte dei Gonzaga

Un omicidio misterioso ambientato nella Mantova del 1519, tra cortigiane, storie d’amore e intrighi di potere. Sono questi gli ingredienti per una serata tutta speciale, in cui il vero protagonista sarà proprio lo spettatore. Venerdì 30 giugno alle ore 20.00 presso l’Oratorio “San Luigi” di Leno (Bs), la compagnia Anubisquaw di Cremona porterà in scena il giallo tutto da ridere “Zig on Zag. Omicidio alla corte dei Gonzaga“. La formula è quella della cena con delitto, che si consumerà negli spazi dell’oratorio lenese.

zIG ON ZAG (1)

La cena con delitto, organizzata dall’Oratorio di Leno in collaborazione con l’Associazione Genitori di Leno e Fondazione Dominato Leonense, sarà un gioco teatrale interattivo, molto divertente e coinvolgente, che si sviluppa durante una cena. Saranno infatti proprio i commensali, comodamente seduti al proprio tavolo, a risolvere il giallo della serata tra una portata e l’altra.

Ogni tavolo o gruppo di amici costituirà un’unità investigativa ed avrà il compito di calarsi per una sera nei panni di detective e risolvere il mistero!

Mantova, 29 marzo 1519. Un’oscura profezia incombe sui Gonzaga: la sorte di Francesco II, Marchese di Mantova, sta per compiersi.
Tre streghe si sono infiltrate a palazzo con oscuri intenti, mentre altri personaggi si aggirano inquieti. Ciascuno di questi otto personaggi ha i suoi buoni motivi per desiderare la morte di Francesco II che, puntuale, secondo profezia, avviene. Un finale misterioso per una vicenda storica autentica dove intrigo, odio e veleno s’incrociano volentieri.

Lo spettacolo si inserisce all’interno della manifestazione “Leno celebra i suoi patroni”, ciclo di incontri promossi dalla Parrocchia di Leno, Fondazione Dominato Leonense, Comune di Leno ed associazioni locali per celebrare le ricorrenze dei Santi Patroni lenesi.

Il costo della cena con delitto è di 27 euro. Per partecipare è necessaria la prenotazione, contattando il numero 331-6415475 oppure direttamente presso l’Oratorio di Leno.
INFORMAZIONI

Zig on Zag. Omicidio alla corte dei Gonzaga – Cena con delitto a cura della Compagnia Teatrale Anubisquaw
con Marinella Pavanello, Michele Cremonini Bianchi, Miriam Gusberti e Cristina Tegani

Testo e Regia: Michele Cremonini Bianchi
Quando: Venerdì 30 giugno 2017 – ore 20.00
Dove: Oratorio “San Luigi”, Via Re Desiderio 35 – Leno (Bs)

Costo della cena con spettacolo: 27 euro

Per info e prenotazioni:
tel: 331-6415475 oppure direttamente presso l’Oratorio di Leno
I posti sono limitati.

Celebrazione del Ricordo delle Promesse Battesimali

Giovedì

Siamo stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Al primo momento eravamo timidi ed emozionati, perché c’erano tante persone. Ma quando abbiamo rivissuto il nostro battesimo ci siamo sentiti grandi, felici e più vicini a Gesù. Ci ha colpito il profumo dell’olio sulla fronte e quell’andare verso la Luce.

Beatrice, Carlo, Davide, Edoardo, Filippo,
Jacopo, Lorenzo, Luca, Mariachiara.

Giovedì

Ci siamo emozionati:

Quando abbiamo detto la frase più importante;
Quando ci hanno acceso le candele;
Quando Don Ciro ha fatto il segno della croce con l’olio profumato sulla nostra fronte;
Quando tutti insieme abbia cantato “Ti Ringrazio mio Signore”;
Piccolo incidente: Luca si è bruciato i capelli con la candela!

Gruppo di Catechismo di Lelia e Daniela.

Sabato

La cosa che ci è piaciuta di più è stato il momento in cui noi bambini siamo andati nella prima fila e i nostri papà ci hanno acceso le candele che hanno illuminato la tutta chiesa e, pieni di gioia, abbiamo cantato il canto “Ti Ringrazio”. In verità è stato molto bello anche immergere la mano nell’acqua santa e abbiamo fatto il segno della croce.

Domenica

Domenica ci siamo emozionati molto, anche se qualcuno era un po’ stanco. I momenti più belli sono stati immergere la mano nell’acqua santa, quando la mamma ci ha messo la veste bianca e quando i nostri papà ci hanno acceso le candele. Inoltre fare l’inchino davanti al cero ci ha fatto sentire bene. È stata un bella celebrazione, piena di colori.

Gruppo di Nicola e Margherita.

Domenica

Il rinnovo delle promesse battesimali è stato un momento molto bello perché eravamo riuniti insieme ai nostri genitori e eravamo molto vicini a Dio. Indossare la veste bianca o immergere la mano nell’acqua santa e parlare al microfono ci rendeva felici ma anche un po’ nervosi. Anche se a qualcuno di noi si è rotta la candela è stato un pomeriggio emozionante.

Davide, Linda, Giorgia, Sofia,
Vittoria, Achille, Aurora, Mattia.

Guarda le foto della celebrazione:

Rinnovo delle promesse battesimali – 2017

Azione Cattolica 2016-2017

La giornata del tesseramento per l’Azione Cattolica, è un evento ricco di significato, nel quale i tesserati  dimostrano alla propria comunità parrocchiale, l’adesione non solo ad un progetto formativo, ma ad uno stile di vita vero e proprio.

All’inizio della S. Messa Solennne  della festa dell’Immacolata, il presidente Luigi Lampugnani ha rivolto il suo saluto a Don Davide, delineando inoltre nel suo intervento, le linee guida per l’anno a divenire.

“Reverendissimo Don Davide, 

noi aderenti dell’AC, in occasione della giornata dell’Adesione, intendiamo rinnovare davanti alla  nostra comunità parrocchiale, l’impegno di seguire il Signore nel servizio alla comunione e alla missione della Chiesa.

Con l’aiuto di Cristo, ci impegniamo a testimoniare una vita beata. Desideriamo essere immagine di una chiesa gioiosa, vogliamo essere seme di speranza per tutti quegli uomini e quelle donne che faticano a guardare avanti e sono ripiegati sulle loro fatiche.

Desideriamo affrontare con coraggio le sfide che caratterizzano il nostro quotidiano, cercando di costruire il nostro futuro e quello della nostra società, creando relazioni di amicizia e conoscenza che generano “ponti” di unione fraterna.

Affidiamo i propositi e le intenzioni alla Vergine Immacolata, consapevoli dei nostri limiti, assicurando ai Sacerdoti della nostra Unità Pastorale, l’impegno e la disponibilità, di laici cristiani, che da sempre sono a servizio della Chiesa.”

Il presidente
Luigi Lampugnani