Fa fiorire il deserto – 20 febbraio

Quando pensi di essere tu a camminare verso il Signore, ti accorgi che Lui per primo viene verso di te. Lui ti cerca e ti libera dal peccato e dalle cattive abitudini che ti allontanano dal suo amore.

Il Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. (Es 3, 7-9a) 

Il grido che sale dalla miseria del mondo incontra lo sguardo del Signore; ogni ingiustizia e oppressione è sotto gli occhi di Dio. La sua risposta è liberante: Lui scende per liberare. La discesa di Dio verso l’uomo è così radicale e profonda da spingersi fino al sepolcro. Tutta la storia della salvezza racconta il cammino di Dio verso l’uomo, così che l’uomo possa ritrovare la strada che conduce dalla schiavitù alla libertà. Dio non è alla ricerca di servi, ma di figli: per questo fa dono dell’unico Figlio, Gesù. Per tutti, per noi, anche per te!

Aiutaci, o Padre, a rimanere in ascolto attento della tua voce: il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti, la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti, la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano, ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata.

Provo a essere disponibile e generoso con chiunque ha bisogno di me.

Fa fiorire il deserto – 19 febbraio

Essere cristiani è bello perché significa sapere che il nostro Dio è un Padre che mai ci abbandona, soprattutto nei momenti di pericolo e di tristezza.

In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso; difendimi per la tua giustizia. Tendi a me il tuo orecchio, vieni presto a liberarmi. Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, perché sei tu la mia difesa. (Sal 31, 2-3; 5) 

Di fronte ai problemi e alle sofferenze siamo sempre alla ricerca di un rifugio, sempre desideriamo ascoltare una voce e incontrare un volto amico. Il Signore non è indifferente al tuo grido di aiuto e rivela il suo volto paterno e materno. Non stancarti di gridare a Lui le tue difficoltà e quelle di tanti fratelli e sorelle: la preghiera non è ripetizione di formule, ma grido continuo che attende fiducioso una risposta; la preghiera è ricerca perseverante di rifugio, difesa, accoglienza, comprensione.

Padre nostro e Dio nostro, ti chiediamo di proteggerci e di amarci sempre.
Fa’ che la nostra famiglia, per la tua presenza, diventi per noi un rifugio sicuro da ogni male e che all’interno di essa ognuno di noi possa trovare stima, serenità e amore.

Compio un bel gesto per un componente della mia famiglia.

Monica Bertoletti

L’11 Dicembre 2017, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, ha conseguito la laurea magistrale a ciclo unico in “scienze della formazione primaria” con votazione 110 e lode discudendo la tesi dal titolo “Un tuffo nel mondo del cioccolato: letteratura e cibo degli dei”. Congratulazioni vivissime dalla tua famiglia!

La redazione del sito si congratula con Monica per il brillante risultato raggiunto.

Fa fiorire il deserto – 18 febbraio

I domenica di Quaresima

La prima domenica di quaresima ci richiama all’urgenza della conversione personale: “Il regno di Dio è vicino”. Il deserto mostra una dimensione decisiva per metterci in questo cammino: lasciare ciò che ci imbriglia, ci blocca, ci lusinga e ci allontana da Dio. Il deserto è segno di un cammino che vuole abbandonare la schiavitù per imparare ad abbracciare la libertà

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». (Mc 1,12-15)

Sr. Rosemary Nyirumbe 

Ugandese, 60 anni, religiosa della congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, ostetrica, si dedica da anni alle vittime delle violenze dell’Lra, milizia che dal 1987 semina morte in Africa centrale. È stata inserita da Time tra le 100 personalità più influenti del mondo nel 2014. 

Dalla Schiavitù alla Libertà

La schiavitù assume forme diverse nella vita. Potrebbe essere la schiavitù psicologica derivante da una situazione difficile o una schiavitù imposta a qualcuno da un’altra persona. In entrambe le situazioni siamo chiamati a partecipare all’opera di misericordia e compassione che porta alla totale libertà per la vittima della schiavitù. Credo che una partecipazione attiva nel raggiungere coloro che sono caduti nella fossa della schiavitù sia profondamente radicata nella nostra relazione con Dio. Molti di noi conoscono i più grandi comandamenti di amare Dio con il cuore, l’anima e la mente e di amare il prossimo come amiamo noi stessi. Ma questo comandamento ci insegna qualcosa in più: non c’è limite al tempo quando si tratta di liberare gli altri dalla fossa della schiavitù, della prigionia, dell’ingiustizia e della distruzione. Per oltre un decennio nel nord dell’Uganda decine di migliaia di giovani donne e bambini sono stati evitati dalla società, dopo che i ribelli e i terroristi li hanno spinti verso forme di schiavitù di cui parlavamo prima. Rapiti e costretti a commettere atrocità contro i propri genitori, dopo essere stati addestrati a diventare potenziali assassini, come i bambini soldato, mentre le ragazze costrette ad essere schiave sessuali. Aiutarli a ottenere la loro libertà può essere fatto solo attraverso l’amore e la compassione. Le mie sorelle ed io abbiamo accettato queste donne e questi bambini che non potevano nascondere le cicatrici visibili sui loro volti e corpi, così come lo stigma socialmente inaccettabile, come essere incinta e non sposata o diventare HIV-positiva. Molte associazioni e istituzioni caritative hanno scelto di fuggire dalla violenza e dal caos del Nord Uganda e del Sud Sudan, mentre io e le mie sorelle non abbiamo avuto altra scelta che rimanere al centro del conflitto che teneva così tante persone schiave, sia fisicamente che psicologicamente. Ancora oggi a Santa Monica alle giovani donne vulnerabili viene insegnato come amare di nuovo, come perdonare il torto fatto a loro e a guardare al futuro della libertà totale con speranza. Questo, ovviamente, non succede in poco tempo. Per alcuni può durare per il resto della loro vita. Per aiutare le persone ad allontanarsi dalla schiavitù, verso la libertà, dobbiamo ricordare che Gesù era circondato dai peggiori peccatori del suo tempo. “Nulla è impossibile con Dio”.)

Fa fiorire il deserto – 17 febbraio

Inizia la Quaresima: un periodo nel quale bisogna fare esperienza dell’amore del Signore che ci perdona. Apriamo il nostro cuore alla sua misericordia: risorgeremo con Cristo e saremo in grado di essere come Gesù.

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. (Lc 15, 7) 

La strada del ritorno al Signore è impegnativa e seria, ma non è un cammino triste, è un cammino che conduce alla gioia; per poter sperimentare e vivere questa gioia è necessario mantenere lo sguardo al cielo. Dalla terra al cielo: ecco il cammino che il Signore propone e dispone per ogni uomo e ogni donna. Se ti accorgi di essere curvo e ripiegato su te stesso hai l’opportunità, in questo tempo di grazia, di sollevare lo sguardo al cielo.

Ti preghiamo, Padre, per chi segue sentieri contrari alla pace: il tuo amore che si è fatto uomo porti conversione, affinché tutte le persone che soffrono nel corpo e nel cuore sperimentino il lieto annuncio.

Recito una preghiera insieme alla mia famiglia.

Cammini di Quaresima

Ogni anno l’ Ufficio per le Missioni, in collaborazione con il Centro Oratori,  propone alle parrocchie della Diocesi un cammino quaresimale per accompagnare il nostro percorso spirituale. Il titolo generale del sussidio per la Quaresima Missionaria 2018 è

Fa fiorire il deserto

il sottotitolo: Nulla è impossibile a Dio (Lc 1,37)

I nostri occhi, la nostra esperienza, la narrazione di ogni storia, la ragione che organizza il pensiero, ci inducono a considerare che il viaggio della vita conduca presto o tardi a una conclusione irrevocabile, definitiva, ineluttabile: la morte. Questo pensiero ci spaventa, evoca in noi paure profonde, tant’è che nessuno ne parla volentieri: è preferibile essere concentrati sull’ora, sul presente, su un orizzonte minimo e ristretto così da dominare e lenire l’angoscia di percorrere un itinerario che dalla vita conduce alla morte. Gesù, il Figlio di Dio, percorre questo viaggio accanto ad ogni uomo, accettandone ogni limite, ogni condizionamento ad eccezione del peccato: prende su di sé la paura che ottenebra il cuore e la mente, quella paura che è entrata nel mondo a causa del peccato.

Gesù scende nell’ abisso profondo dell’ umanità ferita fino alle conseguenze più estreme: il peso della Croce, la sofferenza del Calvario, la solitudine, il tradimento, l’abbandono dei discepoli, vinti dai fatti terribili della Passione di Gesù, sono i segni del dominio della morte sull’ uomo. Eppure in Gesù la morte non domina, non vince, non trionfa: Gesù attraversa la morte fin nel sepolcro; in Lui e con Lui l’ umanità è condotta non più dalla vita alla morte, ma dalla morte  alla vita. Lo ascolteremo nel canto che risuonerà nella notte che prepara l’ alba di resurrezione: “Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti in Cristo dall’ oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi. Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro”.

I segni di questo cambiamento, di questa inversione di rotta li scorgiamo solo chiedendo al Signore occhi, cuore e mente capaci di cogliere le primizie di resurrezione nella nostra vita e nella vita dei nostri fratelli e sorelle. Nell’ itinerario della Quaresima prepariamoci dunque ad accogliere la salvezza che conduce l’ uomo dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dalla corruzione alla giustizia, dalla malattia alla guarigione, dall’ abbandono all’ incontro, dal peccato al perdono e definitivamente dalla morte alla vita. Davvero il Signore fa fiorire il deserto!

(tratto dal sussidio per la Quaresima)

Il sussidio è corredato dal salvadanaio missionario, le offerte raccolte verranno devolute all’Ufficio Missionario Diocesano, per il sostegno dei 5 progetti della quaresima missionaria 2018.

  1. Kiremba (Burundi): reparto di isolamento per l’ospedale
    Perchè: garantire le cure appropriate e preservare gli ammalati
    Obiettivo da raggiungere: 20.000 €
  2. Castanhal e Macapà (Brasile): vicini alle Diocesi
    Perchè: per sostenere l’impegno dei missionari bresciani
    Obiettivo da raggiungere: 10.000 €
  3. Rreshen (Albania): La Scuola S. Giuseppe Operaio
    Perchè: si favoriscano nuove opportunità per integrare la formazione scolastica con esperienze di stage aziendale per i giovani
    Obiettivo da raggiungere: 10.000 €
  4. Lira (Uganda): vicini alla Diocesi
    Perchè: per ampliare e sistemare il luogo nel quale la comunità cristiana di Lira si raduna: la chiesa cattedrale
    Obiettivo da raggiungere: 10.000 €
  5. Mocodoene (Mozambico): un tetto per l’escolinha
    Perchè: educare è dare vita
    Obiettivo da raggiungere: 7.000 €

Accanto alla parola di Dio che è lo strumento principale per comprendere la Quaresima, i salvadanai ci ricordano che al cuore di questo tempo c’è la solidarietà da vivere, “come la decisione di restituire al povero ciò che gli corrisponde” (EG. 189).

Ringraziando della vostra generosità ricordiamo che i salvadanai sono da riportare in chiesa dalla sera del Giovedì Santo. Buon cammino quaresimale e auguri di una Santa Pasqua.

Fa fiorire il deserto – 16 febbraio

Inizia la Quaresima: un periodo che ci ricorda che al Signore spetta il primo posto proprio perché noi siamo al primo posto per Lui. La Quaresima ci mostra che si vive solo se si ama, altrimenti “si tira a campare”.

Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima. (Ap 2, 2; 4-5a)

La conversione prevede la perseveranza, ovvero la volontà di non arrendersi, di non rinunciare, nemmeno di fronte alle proprie debolezze, alle fragilità, ai peccati. La parola di Dio ti invita a fare memoria del tuo peccato, non per sentirti giudicato e condannato, ma perché in quell’evento negativo, buio e oscuro tu possa sperimentare la misericordia, l’amore, la pazienza, la tenerezza di Dio.

Ti preghiamo, Padre, perché il tuo Spirito ci faccia ritornare a Te e ci renda capaci di amare gli altri, in modo spontaneo e vero, senza alcun desiderio d’essere ricambiati. 

Faccio un’offerta concreta al primo povero che bussa alla mia porta o che incontro per strada.

L’incontro tra Dio e l’uomo

La ripresa dell’incontro zonale di formazione per catechisti ed educatori, tenuta da don Raffaele Maiolini il 7 febbraio 2018.

La relazione tra rivelazione e fede

Prof. Don Raffaele Maiolini

Rivelazione

Il movimento di Dio verso l’uomo

0. Intro. Rivelazione… un sostantivo troppo ambiguo

Nel linguaggio comune, infatti, si parla di “rivelazione” per indicare:

  • una scoperta sensazionale
  • una persona si manifesta in modo inaspettato e inedito
  • ciò che appare all’improvviso e quasi inspiegabilmente come “nuovo” – la divulgazione di un segreto
  • l’esperienza di fronte ad un’opera d’arte
  • l’indizio, il segno, il sintomo
  • la scoperta, l’intuizione del senso dell’esistenza

1. Come parla la Bibbia del movimento di Dio verso l’uomo

1.1. La “rivelazione” nel Primo Testamento…

  • «rivelazione» in greco apokalupto = rendere manifesto, togliere il velo
  • la questione delle tecniche per cercare di conoscere i segreti degli dèi: divinazione, sogni, consultazione del destino, presagi, ecc. (cfr. Lv 19,26; Dt 18,10ss; 1 Sam 15,23.28)
  • L’AT non ha un termine tecnico per designare ciò che chiamiamo «rivelazione»; l’espressione «parola di Jahvè», dabar JHWH resta l’espressione privilegiata per dire l’entrata in relazione di Dio con l’uomo

1.2. La “rivelazione” nel Nuovo Testamento…

  • Il corpus paolino: il mistero un tempo nascosto, si è fatto ora presente
    – il termine fondamentale per dire la “rivelazione” è “mistero”: 1Cor 2,6-10; Rm 16,25-26; Col 1,25-27; Ef 3,2-12.
  • La tradizione sinottica: Gesù manifesta il Padre
    – Gesù è l’unico rivelatore di Dio: cfr. in particolare: «Tutto mi è stato dato dal Padre mio: nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale lo voglia rivelare» (Mt 11,27; cf. Lc 10,22).
  • La tradizione giovannea: il Logos fatto carne
    – il filo conduttore del prologo (1,1-18) è la rivelazione: logos (parola), luce, gloria, verità, manifestare, vedere, comprendere, credere, testimoniare.
  • La lettera agli Ebrei: Dio parla nel Figlio
    In Eb 1,1-4 il termine che prevale nel designare la rivelazione è quello di parola.

2. Le preziose indicazioni conciliari…

DV 2. Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà (cfr. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della divina natura (cfr. Ef 2,18; 2 Pt 1,4). Con questa Rivelazione infatti Dio invisibile (cfr. Col 1,15; 1 Tm 1,17) nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici (cfr. Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (cfr. Bar 3,38), per invitarli e ammetterli alla comunione con sé. Questa economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto. La profonda verità, poi, che questa Rivelazione manifesta su Dio e sulla salvezza degli uomini, risplende per noi in Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta intera la Rivelazione (2).

DV 4. Dopo aver a più riprese e in più modi, parlato per mezzo dei profeti, Dio «alla fine, nei giorni nostri, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1,1-2). Mandò infatti suo Figlio, cioè il Verbo eterno, che illumina tutti gli uomini, affinché dimorasse tra gli uomini e spiegasse loro i segreti di Dio (cfr. Gv 1,1-18). Gesù Cristo dunque, Verbo fatto carne, mandato come «uomo agli uomini », « parla le parole di Dio » (Gv 3,34) e porta a compimento l’opera di salvezza affidatagli dal Padre (cfr. Gv 5,36; 17,4). Perciò egli, vedendo il quale si vede anche il Padre (cfr. Gv 14,9), col fatto stesso della sua presenza e con la manifestazione che fa di sé con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con la sua morte e la sua risurrezione di tra i morti, e infine con l’invio dello Spirito di verità, compie e completa la Rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina, che cioè Dio è con noi per liberarci dalle tenebre del peccato e della morte e risuscitarci per la vita eterna. L’economia cristiana dunque, in quanto è l’Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai, e non è da aspettarsi alcun’altra Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo (cfr. 1 Tm 6,14 e Tt 2,13).

GS 22. Cristo […], proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione.