Vita delle A.C.L.I

Febbraio è stato un mese di intensa attività per l’ACLI locale. Il Consiglio uscente ha presentato nella prima domenica del mese il consuntivo dell’attività annuale.
Il presidente nella sua relazione ha esordito affermando che il Consiglio uscente non aveva nulla da rimproverarsi perché, pur affrontando difficoltà non trascurabili, gli impegni demandati al direttivo erano stati affrontati nel pieno disinteresse e con senso di responsabilità. Il Presidente passava poi ad elencare le varie attività annuali:

1. ATTIVITA’ FORMATIVE

  • Scuola di Addestramento Professionale: sono state perfezionate le attrezzature di laboratorio. Novanta giovani hanno frequentato costantemente le lezioni serali, per sei mesi, con profitto notevole.
  • Scuole di cultura ed economia domestica che ha registrato la partecipazione di quaranta signorine.
  • La «Tre Sere» commemorativa delle encicliche sociali con l’intervento dei relatori competenti in materia storica, sociale, economica.
  • Corsi formativi estivi per giovani e signorine. Una decina dei nostri giovani aclisti hanno partecipato a questi corsi.
  • Quattro incontri domenicali di formazione sociale-politica tenuti presso la sede locale.
  • Quattro incontri per giovani lavoratrici, presso l’Oratorio femminile, organizzati in unione alla G.F. parrocchiale.
  • È stato dato corpo ad organizzazione al gruppo giovanile aclista.

2. ATTIVITA’ RICREATIVE

  • E’ stato affrontato l’annoso problema del circolo ricreativo.
    Le opere murarie di trasformazione, le attrezzature ed il moderno arredamento hanno assorbito un impegno finanziario di quattro milioni. Gli otto mesi di gestione, del cui movimento i soci sono stati ampiamente edotti, fanno sperare in un sicuro ammortizzamento dei prestiti.
  • In settembre i soci hanno effettuato una gita sociale in grande serenità di spirito.
  • L’Associazione ha partecipato al torneo notturno locale con una propria squadra.
    Lo spirito sportivo ed agonistico che ha contraddistinto la rappresentativa aclista ha creato simpatia in un largo strato di pubblico e ciò è servito a far conoscere l’ACLI, anche per queste finalità.

Sulla relazione del Presidente veniva aperta la discussione. Consensi e riserve hanno contribuito ad animare l’assemblea dei soci, in uno spirito democratico, per un’opera sempre più feconda e rispondente alle alte finalità di una istituzione tanto cara alla Chiesa.
Al termine il presidente uscente, indiceva, a norma di statuto, le elezioni per il nuovo consiglio direttivo.
Con larghissima partecipazione di soci queste avevano luogo la domenica 17 febbraio. Il nuovo Consiglio direttivo espresso dalla recente consultazione si è già insediato. Gli auguriamo buon lavoro nel servizio disinteressato alle sorti sempre più prospere del movimento cattolico.

L’assistente
don Luigi

La nostra missione

Domenica 17 febbraio alle ore 18.00, accolto dalle solenni note del mottetto «Ecce Sacerdos Magnus» faceva il suo ingresso nel nostro stupendo tempio, gremito all’inverosimile, il Vescovo Ausiliare Mons. Giuseppe Almici. La liturgia solenne officiata e la calda parola del Vescovo suggellavano una settimana intensa di meditazione e di preghiera. Settimana nella quale i fedeli di Leno, in altissima percentuale, concedendo un po’ di respiro alle ansie terrene, erano passati dalla «Casa del Padre» per ascoltare la parola che non passa, atta a ridimensionare i valori della vita.

La cronaca che tante volte pecca per mancanza di obbiettività, non è affatto valida a registrare l’invisibile opera della Grazia. Ogni anima ha la sua esperienza intima col divino ed ogni tentativo di commisurare con fredde statistiche il misterioso colloquio tra il Padre e i figli avrebbe il sapore di chiudere in schemi matematici l’ineffabile amore di Dio che opera invisibilmente negli spiriti con la sua voce forte e soave.

A testimonianza di una settimana che ha fatto molti Lenesi più buoni ed altri più pensosi, riportiamo alcune impressioni che a nostro avviso costituiscono il campionario del vario e vasto uditorio sempre attento alla parola di Dio, bandita con competenza e cuore dai validi missionari ai quali, da queste colonne, va la nostra riconoscenza ed il nostro ringraziamento.

don Luigi

Le vie del nostro centro insolitamente animate, suoni di campane, passi affrettati, voci sommesse, tutto denotava un’ansia, un impegno fervoroso. Su ogni viso, si coglieva, all’inizio, un atteggiamento raccolto, pensoso, che, man mano, si trasformava e diveniva più sereno, più lieto, più buono. Quella meditazione, quei richiami quelle riflessioni che scendevano nel nostro cuore, ci hanno rasserenate, illuminate perché questi incontri personali col Signore ci hanno rinnovate. La chiesa poi è indimenticabile! E’ stata l’esplosione necessaria di quella gioia intima che non si poteva più arginare. Si vive in un’atmosfera limpida e ci sentiamo ora più vicini gli uni agli altri. Hanno lasciato una punta di nostalgia, quelle Parole e quei canti che avremmo voluto fermare, per sempre gustarli. Questa scia di luce e di pace, Doni di Dio, non dureranno sempre; la vita non è, non può essere solo queste cose. Ma deve rimanere una cosa, più grande ancora perché non termina qui sulla terra: volerci bene tutti; la Madre di Tutti vuole questo. Un vivo ringraziamento al nostro Rev.mo Monsignor Arciprete per averci offerto questi giorni indimenticabili!

Una mamma

 

Sono un padre di famiglia numerosa e penso sempre con profonda preoccupazione al difficile compito dell’educazione morale dei figli. Quanto viene fatto dalla scuola e dalla famiglia non lo considero sufficiente per una completa formazione morale e pertanto provo un grande sollievo quando la parrocchia predispone delle proficue iniziative di predicazione straordinarie. II giorno che Monsignore ha preannunciato le S. Missioni ho provato un vivo senso di conforto pensando al loro grande valore spirituale ed alla possibilità che si presentava ai miei figli di trarne dei vantaggi decisivi per il loro avvenire.
Il mio compito durante la settimana delle missioni è stato quello di ricordare l’orario delle prediche e di insistere perché tutti vi partecipassero. Non posso certo lamentarmi dei risultati ottenuti, notando un nuovo impegno in tutti i miei figli nel considerare come le cose spirituali e divine valgono assai più di qualsiasi bene umano.
Desidero porgere a Monsignore, ai suoi collaboratori ed ai missionari i ringraziamenti più fervidi per tutto quanto hanno fatto, per la buona riuscita dello straordinario avvenimento che ha lasciato indubbi effetti in tantissime famiglie della parrocchia.

Un papà

 

L’annuncio delle S. Missioni fu per me emozionante e straordinario quasi come quello del Concilio Ecumenico. Infatti la preparazione è stata intensa perché i nostri Sacerdoti non hanno tralasciato un’occasione per ricordarcene l’importanza. Non sapevo come potessero svolgersi le Missioni ma le ricorderò sempre come gli «Esercizi spirituali della mia Parrocchia».
I Padri Missionari hanno presentato le verità, che per tante volte si erano sentite in un modo così forte e chiare da farle sembrare ancora più evidenti e vere. Questa parola illuminata è scesa nei nostri cuori come una rugiada benefica e ristoratrice.

Una signorina

 

La nostra Chiesa è sempre stata assiepatissima, non di persone che assistono passivamente e con indifferenza come ad un comizio in piazza, ma di gente attenta, ben disposta e pronta a capire ed a mettere in pratica gli insegnamenti del Signore. I Missionari sono stati per essa dei veri ed efficaci Maestri di vita, luci inconfondibili e di rara luminosità. L’esposizione chiara e breve del Maestro, scevra da infiori nature, sfoggio di cultura ed inutili dissertazioni, la competenza del discepolo, interprete della mentalità del popolo con rara efficienza, hanno contribuito in modo determinante a far presa su ciascuno di noi.
Seguita con molto interesse, che in alcuni momenti ha rasentato la commozione, è stata la meditazione finale e particolare di ogni istruzione in cui si è rilevato ed apprezzato lo zelo sacerdotale di don Palazzini nonché la sua efficace parola. Indubbiamente questa forma di dottrina fatta, con intelligenza è la dignità che hanno caratterizzato con evidenza i nostri interlocutori, è molto efficace; certo è che vi necessita una corrispondenza totale da parte degli ascoltatori come del resto si è verificato tra di noi.
Al buon esito della S. Missione hanno contribuito, e non meno intensamente dei suddetti Mons. Arciprete che da mesi ci preparava con i consueti zelo, ardore e competenza, nonché i nostri Rev. Sacerdoti.
Auguriamoci che il Signore ci conceda la grazia di viverne ancora di questi santi giorni, ricordo incancellabile di profusione di luce e di grazia. Noi giovani li abbiamo sentiti in modo particolare, ne sia viva testimonianza l’impegno che metteremo nella attuale
S. Quaresima e in futuro, ben consci delle nostre responsabilità nei riguardi di Dio di noi stessi e della società.

Un Giovane

I nostri missionari

L’apostolo S. Paolo al capitolo decimo della lettera indirizzata ai cristiani di Roma così scrive: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvo. E poi continua: «Come dunque invocheranno colui in cui non hanno creduto? E come crederanno in uno di cui non hanno sentito dir nulla? E come ne sentiranno parlare senza chi lo annunzi? E come lo annunzieranno se non sono stati mandati?»
Conforme sta scritto «Come belle sono le orme di quelli che recano lieto annunzio di cose buone.»

Salutiamo, con gioia, in trepida attesa, coloro che verranno come ambasciatori di Dio per annunciarci la pace e il bene. Essi verranno a parlarci di Colui del quale viviamo dimentichi, presi nel vortice delle vicende terrene. Ci aiuteranno così a scoprire come il Signore vive accanto a noi e faranno più solida e coerente la nostra fede in Lui. Ci daranno la gioia di trovare il segreto della salvezza riposta, secondo l’espressione dell’apostolato, nella conoscenza e nell’amore di Dio.

Coloro che ci parleranno nel nome del Signore sono missionari sapienti e saggi resi esperti da innumerevoli corsi di S. Missioni predicate nella nostra diocesi e altrove. Don Vito Palazzini, direttore della Missione, vanta al suo attivo un primato: ha diretto oltre 150 missioni ed ha una esperienza vastissima di predicazioni straordinarie.

Don Pietro Libretti, eletto recentemente Arciprete vicario-foraneo della parrocchia di Gambara, verrà tra noi con, la carica del suo entusiasmo. Esperto pure lui di moltissimi corsi di S. Missioni, dividerà con Don Vito Palazzini l’impegno del dialogo e delle meditazioni fondamentali. Don Luigi Ziletti, arciprete vicario-foraneo di Barbariga porterà il contributo della sua lunga esperienza pastorale nelle prediche agli stati particolari.

I nostri missionari sono sicura garanzia per la parola di Dio. Porgiamo il nostro «benvenuto» a coloro che verranno a recarci «il lieto annunzio di cose buone.» A noi, carissimi lenesi, l’impegno di accogliere nel segno della buona volontà la parola dei missionari. Che per nessuno si possa affermare quanto S. Paolo scriveva: «Non tutti hanno dato retta alla buona novella.»

Facciamo che i nostri missionari, lasciando la nostra parrocchia non siano costretti ad uscire nell’espressione amara del profeta Isaia «Signore, chi ha creduto a quel che ha udito da noi?»

Don Luigi

 

In memoriam

Adelino Pari non è più tra noi.

Tragico incidente stradale recideva il fiore della sua giovinezza e Dio lo ha trapiantato nei cieli. Il cordoglio per la sua dipartita è stato generale. Una fiumana di popolo seguiva la sua bara e molti facevano eco alle preghiere dei sacerdoti e al pianto dei familiari.

I lenesi hanno sentito battere l’ala gelida della morie che ha rapito Adelino e un fremito generale di commozione ha inondato gli animi. Ognuno si è sentito un poco diminuire nella di lui morte e la campana che suonava l’estremo saluto è parsa suonare un poco anche per noi. Venti anni così pieni di speranze non possono lasciare indifferenti.

L’hanno salutato Mons. Arciprete a nome della comunità parrocchiale e gli amici della scuola di canto, con i quali poche ore prima della morte aveva cantato con entusiasmo pastorali natalizie.

La sera del Natale, la sua anima che al mattino si era unita nell’amplesso eucaristico a Gesù Bambino, seguiva l’eco dei canti pastorali che aveva sciolto e penetrando i cieli, si univa al coro delle schiere angeliche per eternare il canto di lode a Gesù Redentore.

Il dogma cristiano della «Comunione dei Santi» fa ripercuotere in ciascuno di noi il dolore che ha colpito la famiglia. Siamo vicini alla mamma affranta, al papà desolato, ai fratelli piangenti e ci associamo al loro cordoglio con il nostro cristiano suffragio.