Prudentia

    – Da dove vieni,
così sconosciuta e inaspettata,
mia benedetta felicità?
Ti ho cercata, sai?
Così tanto…
Così a lungo…

– Crescevo sotto ogni lacrima,
gridavo sui muri di ogni silenzio
e di ogni tua malinconia.
Aspettavo ti accorgessi di me,
Che davanti al dolore
scegliessi di vivere

Illustrazione di Daniele

Spes

Disperatamente presenti,
anche quando vorremmo
soltanto cedere.

Appesi a sottili fili di volontà,
fragili come le speranze
di cui sono intessuti –
in cerca di giorni migliori
dove appendere i nostri cuori,
così bagnati di lacrime,
ad asciugare in pace –

Perché la vita non fa regali,
ma concede occasioni

Illustrazione di Daniele

Spiffero

E se fossimo ricordi che si spengono
negli occhi di un uomo che muore,
cosa vorresti fare?
cosa vorresti essere?

Quando questo tempo si sgretolerà in rimorsi,
nell’amara solitudine della memoria –
Quali destini impossibili bestemmierai?
            E se… e se… se solo…

Dacché viviamo in un continuo ricordo
che giorno su giorno stiamo costruendo
Scrivi in ogni stralcio d’istante
la vita che non vorrai rimpiangere.

Polifemo

A che serve turarsi le orecchie,
quando ciò che grida è dentro,
profondo sino all’anima?

Mormora, nei recessi della consapevolezza,
un brusio che sa di non so che sentimento;
e l’oggettività è così una vista lontana –

Ogni verità sfuma in poesia, in un cielo di pensieri
dove anziché volare si annega – e queste sensazioni sono spettri
senza il lenzuolo delle parole;

Stanco di rincorrere l’inesprimibile, a un certo punto sbotti
a chi ti chiede “Cos’hai, chi t’ha fatto questo?”:
“Niente, Nessuno”.

Deriva temporis

I giorni passano come secoli,

        e gli anni come istanti:

è trascorso anche il tempo

    che sembrava non dover mai passare,

e il viaggio s’è fatto un relitto nel mare degli accidenti,

    e gli amici naufraghi;

        Basta il distratto impigliarsi della memoria

al cuore delle cose, in un istante superstite al tempo

    Ed è subito ieri.