Libertà

Anche nel più stretto

atomo di mondo,

c’è uno spazio d’infinito

che è l’anima –

Qui siedo talvolta

in lunghe conversazioni

d’amore

con quei fantasmi di vita

le cui mani accarezzano

i muri del mio silenzio.

Così si corrispondono

gli spiriti cari,

come la luce attraverso

il vuoto –

Come fili che mi comunicano

all’altrui solitudine

tesso i miei sogni

e quelle fantasie illuminate

di volontà e speranza

che sono i progetti.

Pur sepolto in cose

d’angoscia e spavento,

intorno a me non vedo

che l’orizzonte.

Resilienza

    Chiusa nell’angusto silenzio
di questa strana primavera
che s’apre sulle ferite di un’umanità
improvvisamente fragile,
In questo lungo macerare d’anima
che quasi la speranza sembra
la peggiore bugia,
Scopro la solitudine
di non bastare a me stessa.
Ma non mi spezzo.

    L’attesa non è mai inutile
quando prepara all’incontro
e i nostri cuori si incontrano
prima che le nostre mani,
Perché la presenza è fatta
anche di pensieri e gesti
che maturano nel silenzio,
E la quotidianità non è fatta
solo di abitudini inveterate.
C’è di più, c’è la vita.

    E se le cose sembrano andare
sempre per il verso sbagliato,
assicurati che le stia guardando
dalla parte giusta.

Misericordia

Occorre prendersi cura di certi silenzi, perché appartengono a quegli spiriti fragili che sanno piangere senza far rumore, e amare senza volerlo mai dire. Quando ne intuisci qualcosa dell’animo, ecco, subito si affrettano a diradare tutto in una risoluta quanto scontrosa finzione d’indifferenza, o a schermire la parte più vera e dolorosa in un festoso intrico di chiacchiere, inutili chiacchiere di circostanza, come si accomoda la polvere sotto i tappeti per ben impressionare gli ospiti.

Occorre muoversi in sordina, perché un affetto sussurrato troppo forte li farebbe scappare, e una gentilezza troppo calcata li spezzerebbe in malinconici cocci d’umanità. Non basta il bene, occorre saperlo pesare.

La bellezza della vita è crudele quando rinfacciata a chi se ne crede privo o indegno, la gentilezza esercitata con supponenza è umiliante per chi la riceve, la felicità può sembrare un velenoso inganno a chi la guardi, lontana, attraverso un tiepido velo di lacrime. No, non così si arriva a ciò che il silenzio nasconde. Né, talvolta, basta capire il male per guarirlo, perché questo può essersi trasfuso in modo inestirpabile nel midollo di un’esistenza, divenendo il dolore fondante, il dolore d’angolo, dell’identità di un uomo.

Ma, pur non capendo, o pur capendo e non potendo altro, si può sempre provare ad accogliere lo scontento del prossimo. O, perlomeno, ad avvicinarne il malessere, come si avvicinano quelle cose selvatiche che si vogliono addomesticare, cioè abituare alla casa e a quell’universo relazionale basato sull’affetto sotteso a questo luogo insieme fisico e ideale, le quali non perdono la propria fierezza ma imparano a temperarla con l’amore che le circonda e, infine, pervade.

Iustitia

Pesanti come ciò che opprime
o pesanti come quelle verità
che il male non sa smuovere;

Leggere come il nulla
o leggere come quelle fedi
che sollevano il cuore –

Le cose hanno il peso,
spesso,
che si sceglie di dargli –
E il valore di ogni peso
è relativo.

Illustrazione di Daniele

Temperantia

Nessun tempo
è mai troppo lontano
dal cuore;

Ci sono ricordi
che te li senti ancora vivi
nelle mani,

Quasi ancora si potesse
farne un destino migliore –

Ma si può vivere
soltanto in avanti;

Siamo fili su cui la vita
giorno per giorno

inanella perle

Illustrazione di Daniele

Fortitudo

Gli angeli hanno il volto stanco
dell’umanità,
i sorrisi pieni di crepe
e le tasche piene di sbagli –

    E ali larghe come il cuore,
fatte di pazienza, lacrime, amore –
Che non servono a volare,
ma ad abbracciare
la sofferenza del prossimo

Illustrazione di Daniele

Fides

Una giornata scivolata dalle mani
come ieri
come sempre
Anche stanotte
inutilmente
il cuore farà bufera
Anche stanotte
consegnerò l’anima
al silenzio –

Un formicaio di pensieri
sul non voler ammettersi
cosa si è diventati –
Appartengo nel tuo palmo,
fai dei miei giorni persi
nuove speranze

Prudentia

    – Da dove vieni,
così sconosciuta e inaspettata,
mia benedetta felicità?
Ti ho cercata, sai?
Così tanto…
Così a lungo…

– Crescevo sotto ogni lacrima,
gridavo sui muri di ogni silenzio
e di ogni tua malinconia.
Aspettavo ti accorgessi di me,
Che davanti al dolore
scegliessi di vivere

Illustrazione di Daniele

Spes

Disperatamente presenti,
anche quando vorremmo
soltanto cedere.

Appesi a sottili fili di volontà,
fragili come le speranze
di cui sono intessuti –
in cerca di giorni migliori
dove appendere i nostri cuori,
così bagnati di lacrime,
ad asciugare in pace –

Perché la vita non fa regali,
ma concede occasioni

Illustrazione di Daniele