Azione Cattolica Ragazzi: “Ci prendo gusto!”

L’8 Dicembre, come di consueto, l’A.C.R. ha celebrato il tesseramento animando la messa delle 10:30; nel pomeriggio lo slogan dell’anno, “Ci prendo gusto”, è stato presentato ai grandi dell’A.C. con un momento di preghiera e ballando l’inno. 

So di parlare a nome di tutti gli animatori quando dico che la festante partecipazione dei ragazzi in momenti come questo diventa per noi un utile sprone a continuare nel nostro impegno. La loro risposta ci dimostra che la strada intrapresa sin qui era quella giusta e in loro possiamo riconoscere quella “terra buona” su cui il seme darà buon frutto. 

Fiduciosi quindi nell’entusiastica disponibilità dei nostri ragazzi, abbiamo inaugurato il nuovo anno all’insegna della novità, proponendo loro nuove iniziative volte a riscoprire l’importanza di un associazionismo cattolico capace di farsi carico di opere di volontariato a favore della comunità locale.

Per avviare il nuovo progetto educativo, abbiamo chiesto aiuto ai nostri più esperti amici di Caritas-Non solo noi affinché ci illustrassero il funzionamento basilare di simili iniziative; inoltre, siccome la nostra associazione non vuole essere solo “comprensione” ma soprattutto “azione”, abbiamo osato proporci per un piccolo gemellaggio che ci permettesse di sperimentare concretamente e in prima linea l’esperienza del volontariato: così l’A.C.R. ha collaborato alla realizzazione della vendita dei fiori tenutasi domenica 3 marzo per iniziativa della Caritas fuori dalle porte della chiesa. 

Felici ed orgogliosi di questa nuova esperienza, ci auguriamo che il nostro impegno possa continuare ad aprirsi al prossimo a noi più vicino e magari -perché no?- ispirare anche i più grandi ad imitarci, collaborando collettivamente per un fine più grande.

Damiano e gli educatori ACR

Noè, riparto da te! I ragazzi di 4° e 5° a confronto con la sua storia

Noè è stato il protagonista del GREST di quest’anno. Molti già lo avranno saputo, magari lo avete appreso in forneria, alle 7 del mattino, quando un piccolo partecipante si procurava il pranzo per la gita del giorno, oppure a mezzogiorno, quando una processione di affamati “Corvi Rossi”, “Liocorni”, “Scorpioni” e “Coccodrilli” si spostava in mensa dopo una mattinata di balli e giochi, o ancora nel pomeriggio, in qualche parco comunale, nel bel mezzo di una sfida tra le varie squadre… in queste e in molte altre occasioni avrete potuto notare la maglietta indossata dai ragazzi, bianca o arancione, decorata con un disegno del sorridente vegliardo accompagnato dai suoi animali.

Nel corso delle tre settimane i ragazzi hanno conosciuto Noè e la sua storia e queste sono le loro riflessioni che da essa sono scaturite.

Sappiamo che Noè visse in un mondo nel quale gli uomini erano sempre più malvagi e i loro pensieri erano di continuo rivolti al male, ma cosa vuol dire, per i ragazzi, che gli uomini erano “malvagi”? Loro hanno risposto dicendo che

le persone erano crudeli, piene di cattiveria, imbrogliavano, facevano guerre, bestemmiavano, dicevano parolacce, non avevano fede in Dio

Insomma, un dipinto, ahimè, poco difficile da attualizzare anche solo guardando alla quotidianità di ciascuno. E allora, dato che si tratta di una situazione che in qualche modo riguarda anche noi, che soluzioni prendere per risollevarsi da un simile stato di malvagità?

Bisogna sconfiggere il male facendo ragionare le persone, in modo da poter collaborare tutti insieme… iniziando a rispettare l’ambiente in cui viviamo e le persone che ci stanno intorno.

Meraviglia la semplicità delle loro risposte, soprattutto perché si dimostrano altrettanto concrete e realizzabili.

Fortunatamente però, non tutto ciò che vi era al mondo era anche sgradito a Dio. Noè infatti ricevette l’incarico di costruire un’arca che potesse accogliere la sua famiglia e gli animali durante i giorni del diluvio. In questo modo Dio volle salvare dalla catastrofe ciò che di bello ancora rimaneva sulla Terra.

FLY – Serata finale Grest 2018

E se ai ragazzi venisse chiesto che cosa vorrebbero salvare, quali cose belle della loro vita vorrebbero far salire sull’arca, cosa risponderebbero? Anche in questo caso, le risposte, quasi univoche, non sono meno meritevoli di lode: tutte e quattro le squadre hanno convenuto che, se dovessero salvare qualcosa della propria giovane esistenza, anzitutto sceglierebbero di salvare le relazioni a loro più care, con la famiglia e le persone a cui vogliono bene. Certo, qualcuno, tra le varie cose, cercherebbe di salvare anche la playstation, ma dopotutto è un oggetto che non ruba molto spazio nella grande arca…

La scelta di salvare dal diluvio le persone a noi vicine suggerisce una riflessione importante: dopo la catastrofe non si può che ripartire dai solidi rapporti con gli altri e in questo modo si potrà veramente costruire un’umanità bella e nuova. Anche Dio, dopo il diluvio, riparte da una relazione: una volta scesi dall’arca, Noè e famiglia osservano un arcobaleno nel cielo, manifesto dell’alleanza che Dio stringe con l’uomo. Questa rinnovata amicizia è un impegno che Dio ha deciso di prendersi con il suo popolo. Come tutti i rapporti, però, non basta la buona volontà di una persona: è indispensabile che anche l’altra coltivi l’amicizia per far sì che la comunione tra i due possa mantenersi bella e solida. Abbiamo quindi chiesto ai ragazzi quale impegno fossero disposti a mantenere per coltivare la propria amicizia con Dio. Ve li racconteremmo molto volentieri poiché siamo sicuri che si tratterebbe di bellissimi fioretti, tuttavia non ci è possibile: ciascun ragazzo ha legato il proprio impegno ad un palloncino e durante la serata finale del GREST tutti i palloncini sono stati liberati in cielo per creare un altro arcobaleno, stavolta dalla Terra verso il cielo, per sugellare l’amicizia con Dio anche da parte nostra.

Questo è stato il gesto conclusivo del percorso che, durante le tre settimane, ha permesso ai ragazzi di apprezzare più a fondo la storia di Noè. È stato un bel cammino? Pensiamo che il video qui sotto possa rispondere ampiamente a questa domanda. Senza dubbio vedere tanti bambini ballare e ridere di gioia facendosi beffe del temporale sopra di loro è un’immagine che noi tutti, animatori, responsabili e genitori, ricorderemo con piacere.

Guarda le immagini del grest:

Riparto da Te | Grest 2018

L’A.C.R. e il nostro oratorio

In Italia l’A.C.R. sisvolge in moltissimi paesi e ciascuna, pur partendo da un’origine comune, si sviluppa secondo stili diversi adatti al luogo d’appartenenza, ai ragazzi che vi partecipano e tante altre variabili. In questo modo ogni esperienza A.C.R. rimane “unica nel suo genere” perché le attività di una differiranno da quelle di un’altra pur svolgendosi in paesi relativamente vicini. Quel che rende unica la nostra A.C.R. è “La Notte in Oratorio”.

Ogni anno i ragazzi aspettano impazientemente il weekend primaverile che ci permette di organizzare l’esperienza: dal sabato pomeriggio alla domenica mattina ragazzi e animatori giocano, mangiano e stanno insieme, gentilmente ospitati in oratorio. Per l’occasione ci è possibile svolgere attività più elaborate, dalla caccia al tesoro ai lavori di gruppo, e nel frattempo, seppur per poco tempo, si fa esperienza di vita comunitaria.

In effetti anche le altre A.C.R. non sono certo prive di esperienze simili, basti pensare ai campi-scuola estivi che vengono organizzati ogni anno. Quel che però avvalora la nostra Notte è la possibilità di vivere in modo diverso e originale un luogo che potremmo visitare quotidianamente sia per giocare con gli amici sia per venire a catechismo, ma che per due giorni diventa davvero la nostra casa.

Il valore aggiunto di questi due giorni è proprio la possibilità di “vivere” l’oratorio, di conoscerlo meglio e di prendercene cura, non solo per quei due giorni, perché, come casa nostra, anche l’oratorio diventa uno spazio a cui siamo affezionati e che perciò vogliamo mantenere bello e pulito. Sotto la stesso tetto i legami si rafforzano, le amicizie migliorano e dopo due giorni lasciamo l’oratorio arricchiti di belle esperienze, ricordi e tanto voglia di rifare l’esperienza l’anno dopo!

Ri-abitare la spiritualità

Dal 16 al 19 febbraio si sono tenuti gli esercizi spirituali per giovani e adulti organizzati dall’oratorio. Quest’anno la residenza scelta per condurre gli esercizi è stata la Villa San Biagio gestita dall’Opera don Orione di Fano. La pace del luogo, situato su una collinetta a pochi minuti dal mare, e l’ospitalità di don Vincenzo, custode della casa, ci han permesso di trascorrere intensi momenti di meditazione e preghiera ispirati al tema dell’“abitare” suggerito in Gv 1, 35-42. Il gruppo ha espresso pienamente il proprio apprezzamento per il metodo di riflessione proposto da don Davide e nei momenti di condivisione tutti si son detti soddisfatti delle meditazioni affrontate, utili soprattutto in tempo di Quaresima per conoscere le emozioni che più spesso “abitiamo” quotidianamente. Altrettanto apprezzata è stata la scelta, ormai consolidata dagli esercizi precedenti, di alternare momenti di raccoglimento a visite presso luoghi d’interesse naturale e storico-religioso. Infatti, sia nei pomeriggi di sabato e domenica, sia durante il viaggio di ritorno, abbiamo potuto ammirare le magnifiche grotte di Frassassi, il santuario di Loreto e la basilica di Sant’Apollinare in Classe.

L’esperienza, quindi, è stata ampiamente apprezzata da tutti in ogni suo aspetto nonostante il tempo uggioso che ci ha costretti a rivedere almeno parzialmente il programma che, inizialmente, prevedeva altre visite culturali presso San Marino e Porto Recanati. Fortunatamente l’allegria e la comunione del gruppo si sono rivelate efficaci consolazioni!

È stata senza dubbio una bella e importante vacanza dal tram-tram quotidiano che ci ha permesso di ritrovare, o meglio, “ri-abitare” la nostra spiritualità.

Guarda le immagini:

Esercizi spirituali a Fano

Un 8 dicembre come tanti

L’8 Dicembre è, tradizionalmente, un giorno di festa per l’A.C. perché, nel giorno dell’Immacolata, si distribuiscono le tessere del nuovo anno associativo. A Leno la giornata comincia con la celebrazione eucaristica animata da A.C. e A.C.R. e prosegue nel pomeriggio in Oratorio, dove, prima dell’effettiva consegna delle tessere, i ragazzi dell’A.C.R. presentano il tema del nuovo anno. Il tema di quest’anno è la fotografia, riassunto nello slogan “Pronti a Scattare”, introdotto agli adulti e ai genitori per mezzo di un video da noi realizzato durante gli incontri.

Fin qui niente di speciale, sembrerebbe, nell’ 8 Dicembre 2017. L’eccezionalità della giornata, però, sta proprio nella sua “tradizionalità”. Riuscire a festeggiare questo giorno come quelli di tutti gli anni precedenti era un obbiettivo da raggiungere e per niente scontato perché ripartire con l’A.C.R., quest’anno, è stato particolarmente complicato. Per impegni lavorativi e di studio, infatti, Io, Marta e Damiana non potevamo dare la piena disponibilità garantita negli anni precedenti e già l’anno scorso constatammo la difficoltà di gestire 20, quasi 30 bambini di diverse età con solo 3 animatori. Nonostante tutto però, grazie all’aiuto di nuovi animatori (Alessandro, Fabrizio, Giacomo e il più esperto Daniele) e a qualche modifica agli incontri settimanali, siamo riusciti a fare tutto come sempre.

Di questa “normale” festa del tesseramento, perciò, siamo particolarmente felici e non ci resta che ringraziare i genitori sempre disposti a partecipare con i loro ragazzi ai momenti importanti per l’associazione.

Guarda il video:

Festa del Tesseramento – ACR 2017

Con i giovani, verso il sinodo sui giovani

Il 5 Novembre il nuovo vescovo di Brescia ha chiesto ai giovani di Leno e a quelli di altre parrocchie della diocesi le proprie impressioni riguardo al rapporto tra i giovani e la Chiesa. Chiaramente l’incontro è stato organizzato in prospettiva del sinodo dei giovani, indetto da papa Francesco per riallacciare i rapporti con una fascia d’età che si dimostra sempre più disinteressata alla Chiesa.

Quando mi è stato chiesto di partecipare ho reagito con un po’ di sospetto e scetticismo. Senza dubbio si presentava come un bel gesto, ma nella realtà, come si sarebbe risolto? Cosa ci sarebbe stato chiesto? Probabilmente di compilare un questionario a seguito di qualche meditazione di gruppo su temi di cui, in oratorio, si parla quotidianamente. Oppure, peggio, nel tentativo di avere un quadro della “situazione giovani” in diocesi, ci avrebbero chiesto di riportare la nostra esperienza in parrocchia: che problemi vuoi rilevare nelle persone che già frequentano l’Oratorio? Avevo comunque la possibilità di dire la mia, in qualche modo, e per questo ho accettato. Beh, sentire il vescovo che nell’introduzione lamenta l’astrattezza dei questionari è stata una piccola sorpresa inaspettata. In verità tutto l’incontro ha preso una piega che non avevo previsto. Dopo un iniziale confronto divisi per gruppi, siamo tornati nel salone di Casa Foresti dove abbiamo trovato il vescovo seduto a tavolino con carta e penna, pronto ad ascoltare quanto avevamo da dire. Un’immagine insolita. Ecco che allora poco alla volta tutti quelli che volevano dire qualcosa lo hanno potuto dire e il vescovo, interessato, intesseva un dialogo con ciascuno, senza scandalizzarsi per il modo di esprimersi né per le lamentele, anche, anzi, soprattutto pesanti, rivolte alla Chiesa. Ho capito dunque che la disponibilità del vescovo era sincera e che quello voleva veramente essere un primo passo della diocesi verso noi giovani, per capire da noi quali fossero quegli errori che hanno creato distacco. Il risultato? Niente di eclatante. Non si è trovata una soluzione al “problema giovani” (espressione ingiusta ma comune) ma quelle difficoltà di cui si sarà parlato più e più volte nel nostro come in qualsiasi altro oratorio ora siam certi che il vescovo le abbia recepite.

Alla fine si è prospettata una serie di incontri organizzati dalla diocesi e rivolti a tutti i giovani (non solo ai presenti che altro non erano se non rappresentanti presi a campione) affinché al sinodo il vescovo possa presentare problemi e proposte studiate per e con i giovani.

Quel che per ora si può apprezzare e che, da parte mia, è stato apprezzato, è il tentativo sincero di improntare un dialogo tra giovani e diocesi.

Guarda il messaggio del vescovo Pierantonio ai giovani:

Messaggio del vescovo Pierantonio ai giovani in vista del sinodo 2018