Al supermercato è terminata la farina

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La quotidianità delle nostre famiglie, a causa del virus covid-19, ha subito un forte cambiamento: un’immagine per tutte, potrebbe essere la seguente: “Mamma usciamo? No amore! Posso andare a casa dei miei amici? No, non puoi! Andiamo al parco a giocare? No!” Questo colloquio sino a poco tempo fa sarebbe stato quasi impensabile. Il Coronavirus ha cambiato il nostro comportamento sociale, senza chiedere il permesso.

Noi adulti siamo riusciti a malapena a adattarci, nonostante abbiamo compreso la circostanza. Per i bambini le cose sono state diverse. Un bambino potrebbe domandarsi: “Perché ieri potevo fare praticamente tutto ed oggi no?” E i genitori delle nostre famiglie hanno dovuto reinventarsi e dare un senso a queste “nuove” giornate, che, viste da un lato prettamente positivo, sono state una vera occasione per essere ancora di più famiglia! Abbiamo compreso ancora di più come siano fondamentali, specialmente con i nostri bambini la socializzazione, il movimento, l’apprendimento, il gioco.

La vita del bambino deve avere gli stimoli e le tempistiche di sempre, ovviamente declinati all’ambiente ristretto e alle nuove condizioni di vita. Quello che ci ha colpito maggiormente, in questo rovinoso periodo, è stato il vedere come molti genitori si siano ingegnati nell’attuare ogni cautela e fantasia perché i bambini non respirassero un clima ansiogeno. Questi sono i tratti essenziali che hanno caratterizzato i tempi delle nostre famiglie:

  • Tanto tempo insieme: è stata una preziosa opportunità per rafforzare l’unione, il dialogo, l’affetto ed attività che forse sono venute a mancare a causa dei tempi sempre così stretti e rapidi del nostro vivere quotidiano.
  • La scuola online: un modo per non dimenticare la crescita formativa, rimanendo in contatto con l’insegnante che ha continuato a dare compiti e linee guida per la continuazione del percorso scolastico.
  • Gli spazi ludici e creativi per i bambini: come potete vedere nelle fotografie: a livello di fede qualcuno ha realizzato insieme come famiglia il cero pasquale, acceso ogni volta in per la preghiera e per fare memoria che Dio è più vicino di quanto si pensi, anche nel periodo di prova. Qualcuno ha messo le “mani in pasta” in cucina, preparando dolci o l’alimento più “familiare” tra tutti, il pane (al supermercato non si trovava più farina!), pane che ci ha ricordato l’Eucarestia e il nostro essere Famiglia intorno all’Altare ogni domenica. Altri hanno inventato un modo per “volare insieme” e attraversare il periodo dell’epidemia, altri ancora hanno realizzato giochi e sculture a partire da ciò che la natura ci dona.
  • La preghiera: siamo rimasti in contatto grazie ai nostri gruppi WhatsApp condividendo paure e speranze, riflessioni e idee, ma soprattutto ciò che ha creato un legame spirituale importante è stata la S. Messa domenica attraverso il canale YouTube dell’Oratorio di Leno. Alcuni genitori non hanno mai fatto mancare nella propria famiglia la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio quotidiana, anche utilizzando i mezzi di comunicazione sociale.

Ritornando alle immagini del pane e della farina, non dimentichiamo anche come Gesù raccontava le sue parabole partendo dalle scene e attività della vita quotidiana come questa parabola presa dalla cucina di una casa normale, la parabola del lievito, raccontata da Luca nel capitolo 13: “E ancora: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermentata». Una parabola che lascia aperte le porte alla Speranza, che mai dobbiamo perdere. Così ha detto papa Francesco in una omelia il 25 ottobre 2016: «La farina lascia di essere farina e diventa pane, perché è docile alla forza del lievito; e il lievito si lascia impastare con la farina. E anche se la farina non ha sentimenti, si può pensare che in quel lasciarsi impastare ci sia qualche sofferenza, così come, poi, nel «lasciarsi cucinare». La stessa dinamica si ritrova riguardo al regno di Dio che cresce così, e poi alla fine è pasto per tutti.

Come la farina è docile al lievito e cresce, così accade per il regno di Dio: l’uomo e la donna docili allo Spirito Santo crescono e sono dono per tutti. Per questo motivo il regno di Dio è in cammino verso la speranza, è in cammino verso la pienezza e, soprattutto, si fa tutti i giorni, con la docilità allo Spirito Santo, che è quello che unisce il nostro piccolo lievito alla forza, e li trasforma per far crescere». Il Signore non faccia mai mancare alle nostre famiglie la farina della Vita e il lievito della Speranza!

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