Adolescenti affamati

4

Patatine, biscotti, barrette di cioccolata, caramelle sono gli alimenti preferiti dei nostri adolescenti. Per certi versi la settimana del campo-scuola è il momento buono per fare una bella scorpacciata di tutto quanto si desideri. Nonostante ci siano dei cuochi eccezionali in cucina, scoprirete (provate a chiederlo agli adolescenti) che durante il campo, nascosto in qualche armadio, sotto i letti o addirittura sui balconi si possono trovare snack di ogni genere. I nostri ragazzi sono proprio affamati eh? Eppure abbiamo sempre servito almeno due portate di piatti deliziosi per pasto con possibilità di fare il bis (anche il tris talvolta). Ma siamo sicuri che questa sia veramente fame? Cosa c’è dietro questa voracità irrefrenabile dei nostri ragazzi?

È evidente che l’uomo, quando mangia non lo fa come semplice risposta ad un bisogno primario, basti pensare che quando si è un po’ tristi la Nutella sembra essere la nostra migliore amica. Inoltre noi non ci limitiamo a mangiare come fossimo animali, abbiamo bisogno di apparecchiare la tavola, ricerchiamo il giusto equilibrio tra i sapori ma non solo, i pasti diventano occasioni aggregative, romantiche e molto altro ancora. L’alimentazione dunque è una questione di ritualità, relazione, cultura, dono e condivisione.

A questo proposito il titolo dei lavori di gruppo è emblematico:

dimmi come mangi e ti dirò chi sei

Io oserei dire che spesso mangiamo senza ricordarci chi siamo. Mi spiego meglio: secondo la Parola di Dio noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio che ci ha creati per essere in relazione con Lui. I problemi sorgono quando noi non ci ricordiamo che il fine ultimo della nostra vita gira attorno alla relazione con Dio e crediamo che il nostro vero Dio sia il nostro io.

Essendo noi fatti per Dio è inevitabile non trovare una completa soddisfazione in ciò che ci circonda: c’è sempre una parte di noi che desidera qualcosa di più grande che possa saziare la propria esistenza in modo vero.

A mio parere il problema è quando ci dimentichiamo di come siamo strutturati e cediamo alla tentazione più comune: mettere a tacere quella fame di infinito con la realtà materiale che ci circonda che può essere un pacchetto di patatine, un’auto nuova, una carriera soddisfacente e chi più ne ha più ne metta.

Penso che nell’adolescenza questa richiesta interiore sia molto evidente: c’è una ricerca implacabile di senso, una ricerca di dominio e di controllo della vita. C’è un bisogno di amore infinito. Per quanto si abbiano accanto persone fantastiche questo bisogno non è mai pienamente placato. L’uomo è smisurato nel bisogno di amare. E dunque chi siamo? Gente ingorda che è destinata ad ingozzarsi del mondo intero illudendosi che sia Amore?

Al pozzo di Sicar Gesù dice alla donna samaritana che aveva cambiato cinque mariti:

chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.

Gesù è la risposta a quella domanda infinita di amore, perché Lui è l’Amore fattosi carne per noi. Egli stesso offrendosi per noi diventa cibo e bevanda: solo mangiando di Lui e seguendo Lui possiamo essere veramente uomini e donne, possiamo essere veramente noi. L’eucarestia però non è un atto egoistico: non possiamo utilizzare il corpo di cristo per placare questo bisogno di amore. Il rito stesso dell’eucarestia, come ci ha spiegato don Davide è un continuo ricevere e donare. Come se noi fossimo un cuore che per funzionare ha necessariamente bisogno di una cavità, di un vuoto che deve essere riempito ma immediatamente dopo espulso. Anche noi come il cuore abbiamo questo vuoto che viene riempito dell’Amore ma che non può restare solo in noi, deve essere donato a chiunque ci circondi.

Dopo questa riflessione mi chiedo se la fame dei nostri ragazzi, ormoni a parte, sia veramente fame. Non è che forse hanno questo vuoto e cercano in tutti i modi di colmarlo? Abbiamo mai detto loro che tutto questo è normale? E che Gesù, se noi lo vogliamo, è disposto ad inondarci del suo amore (anzi, di Lui che è Amore)?

Guarda le immagini del campo:

Folgaria 2018

•― ―•• ――― •―•• • ••• ―•―• • ―• ― •• / •― ••―• ••―• •― ―― •― ― ••

Mariachiara

Mariachiara, sognatrice quasi per professione, combatte per cercare la Bellezza in tutto ciò che la circonda.


Commenti