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Affacciati a quei giorni tramontati o mai accaduti, come mari di cui ci si sente ancora indosso il sale, quale assurda tremenda poesia e che lacrime inconfessabili tracimano dai malchiusi spifferi della memoria: le anime più disperate sgranano il rosario delle circostanze sbagliate, balbettando di ciò che non hanno avuto il coraggio di dire, di fare, di essere; gli appagati di questa giostra umana tacciono, con in volto il sorriso innamorato per ogni baruffa di vita avuta col mondo. Pochi felici ricordi bastano perché la speranza appicchi, perché si rischiari e intiepidisca la notte insonne, e una qualche strada timidamente appaia.

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